Inter

Inter, incubo Champions: sette sconfitte nelle ultime otto partite 

Il 3-4 di San Siro allunga la serie negativa europea di Chivu: gli errori individuali e le fragilità difensive costano carissimo.

Inter, incubo Champions: sette sconfitte nelle ultime otto partite 

La Champions League continua a rappresentare un problema per l’Inter di Cristian Chivu, battuta 4-3 dal Brugge in una serata nella quale le fragilità nerazzurre sono emerse in tutta la loro evidenza. Il risultato di San Siro non è soltanto una battuta d’arresto: si inserisce in una sequenza europea che racconta le difficoltà della squadra nel trovare equilibrio, continuità e solidità.

Il bilancio delle ultime otto gare continentali è pesante: sette sconfitte e un pareggio, con 19 gol subiti e appena sette realizzati. Considerando anche il rendimento casalingo, il quadro si fa ancora più preoccupante: a San Siro sono arrivati quattro ko consecutivi in Champions, contro Liverpool, Arsenal e Bodø/Glimt nella stagione 2025-26, prima della caduta contro i belgi. Un’inversione di tendenza rispetto all’avvio della precedente stagione europea, quando Chivu aveva infilato quattro vittorie consecutive contro Ajax, Slavia Praga, Union Saint-Gilloise e Qairat.

Una squadra sotto ritmo, gli errori costano carissimo

Il 3-4 finale ha diverse spiegazioni, a partire da una prestazione che per lunghi tratti è sembrata priva dell’intensità necessaria per affrontare una partita di questo livello. Il centrocampo nerazzurro non è riuscito a garantire il consueto pressing e alcuni errori individuali, in particolare quelli di Nicolò Barella e Piotr Zielinski, hanno contribuito a complicare la serata.

Anche la linea difensiva ha mostrato crepe evidenti. Sono mancati attenzione, distanze corrette e capacità di leggere le situazioni prima che diventassero pericolose. A tutto questo si è aggiunta l’incertezza di Josep Martinez, protagonista di un errore pesante in occasione del momentaneo 1-2 del Brugge. Il portiere spagnolo ha poi riscattato almeno in parte la prestazione con un paio di interventi importanti, ma la frittata era ormai fatta, anche per le responsabilità di Dimarco e soprattutto di Akanji nell’azione del gol.

L’Inter ha provato a reagire, ma non è mai riuscita a trovare una continuità sufficiente per controllare davvero la partita. La sensazione è che il problema non sia legato a un singolo episodio: gli errori tecnici si sono sommati alle difficoltà collettive, lasciando troppo spazio agli avversari.

Lautaro si sblocca, ma spreca l’occasione della svolta

Tra le poche note positive della serata c’è il ritorno al gol europeo di Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro ha firmato una doppietta, interrompendo il digiuno in Champions e dimostrando di poter ancora essere decisivo negli ultimi metri. Splendida, in particolare, la rete del momentaneo pareggio, una giocata di qualità che sembrava poter cambiare l’inerzia della gara.

La prestazione dell’argentino, però, porta con sé anche un rimpianto enorme. In apertura di ripresa, sull’1-1, Lautaro ha avuto l’occasione per completare la rimonta e portare avanti l’Inter. La finta con cui ha messo a sedere il suo amico Yann Sommer è stata eccellente, ma la conclusione successiva non ha avuto la stessa convinzione. Il portiere svizzero è riuscito a intervenire di piede, negando al capitano nerazzurro un gol che avrebbe potuto cambiare il corso della partita.

Due reti segnate non bastano quindi a cancellare il peso di un’occasione che, in una gara così equilibrata e ricca di episodi, avrebbe potuto rappresentare la svolta. Lautaro ritrova il feeling con la Champions, ma l’Inter non riesce a trasformare la sua doppietta in un risultato positivo.

La crisi europea di Chivu è un campanello d’allarme

La sconfitta contro il Brugge impone all’Inter una riflessione che va oltre il risultato. Il ritorno al gol di Lautaro è un segnale incoraggiante, ma non può nascondere le difficoltà di una squadra che continua a concedere troppo e a perdere partite europee anche quando riesce a segnare tre reti.

Quattro gol subiti e quattro sconfitte casalinghe consecutive in Champions sono numeri che pesano, soprattutto per una formazione abituata negli ultimi anni a competere ai massimi livelli continentali. Chivu dovrà lavorare sulla pressione a centrocampo, sulla gestione degli errori individuali e sulla tenuta difensiva, perché la qualità offensiva da sola non basta a garantire risultati.

Il Brugge si gode una vittoria memorabile e una tripletta destinata a restare nella storia recente della competizione. Per l’Inter, invece, la notte di San Siro lascia soprattutto interrogativi: la Champions continua a essere un terreno difficile e la squadra è chiamata a dimostrare rapidamente di poter invertire una tendenza che, partita dopo partita, sta assumendo i contorni di una vera crisi.