Le parole

Martinez, dalla tragedia alla Spagna: “Ora guardo avanti”

Il portiere dell’Inter Martinez racconta la sua nuova esperienza in nazionale, il gruppo di De la Fuente e la rinascita dopo l’incidente.

Martinez, dalla tragedia alla Spagna: “Ora guardo avanti”

Ci sono strade che sembrano tracciate dal caso, ma che Josep Martinez ha imparato a percorrere senza lasciarsi condizionare dagli imprevisti. Dal settore giovanile del Barcellona all’Inter, fino alla nazionale spagnola, il portiere ha costruito la propria carriera attraverso occasioni arrivate spesso in circostanze inattese. Anche il ritorno con la Roja nasce da un episodio particolare: l’infortunio di Joan Garcia gli ha riaperto le porte della selezione.

Entrare in un gruppo reduce da grandi successi e da una striscia di 40 partite senza sconfitte non lo ha però intimorito. “Ho lavorato tantissimo per avere questa opportunità, per realizzare il sogno che avevo da bambino. Sull’accoglienza è stato facile, perché conoscevo diverse persone. Alcuni erano dei ragazzini che avevo visto a La Masia nel mio biennio al Barcellona, con altri avevo condiviso esperienze con le giovanili della Spagna”.

Tra i volti familiari c’è anche Luis de la Fuente, già incontrato ai tempi dell’Under 21. Per Martinez, il commissario tecnico è rimasto lo stesso uomo nonostante i successi ottenuti: “Per niente. È la stessa persona umile e vicina, e con queste qualità ha costruito un gruppo che ha grandissima voglia di migliorare e non si accontenta di ciò che ha e ha conquistato ma cerca costantemente nuovi stimoli per allungare la strada straordinaria che sta costruendo”.

A impressionarlo maggiormente non è stata la qualità dei singoli, che conosce bene anche grazie all’esperienza nerazzurra, ma la capacità collettiva. “Mi ha colpito tantissimo l’unità nel gioco che si sovrappone all’unità di intenti. Questa è una nazionale, non un club: si sta poco insieme, il mister non ha molto tempo per far passare le sue idee, i giocatori convivono con altri allenatori. Eppure qui sembra che questi ragazzi vivano insieme, fanno tutto a memoria, fa impressione. Mi ha sorpreso che una nazionale possa giocare in maniera tanto unitaria”.

Tra i talenti che lo hanno colpito c’è Lamine Yamal: “Un bravissimo ragazzo e un giocatore di un altro livello. E la cosa più clamorosa, e che fa più paura, è che ha ancora margini di miglioramento. La sua voglia di crescere è evidente e contagiosa”.

Martinez ha poi spostato il discorso sull’Inter, riconoscendo alcuni aspetti da migliorare, soprattutto in fase difensiva: “Stiamo bene, però è importante sottolineare le cose che non stiamo facendo al top, penso soprattutto alla fase difensiva: incassiamo troppi gol. È facile guardare indietro verso il portiere, ma siamo una squadra e dal primo all’ultimo di noi dobbiamo alzare il livello, e credo che lo faremo perché se abbiamo una caratteristica è quella di avere sempre fame”.

Anche gli errori individuali, secondo il portiere, vanno affrontati attraverso il lavoro collettivo: “Io vivo tutto con tranquillità, nel bene e nel male. Un errore lo può fare chiunque, l’importante è analizzarlo per evitare di ripeterlo, non c’è un’altra strada”.

L’obiettivo resta ambizioso, su tutti i fronti: “Ci vedo bene, e non solo fisicamente: siamo pronti per tutto quello che sta per arrivare, siamo ambiziosi e non ci poniamo limiti. Ce la giochiamo con tutti, in Italia e in Europa”.

Infine, il confronto tra il calcio spagnolo e quello italiano. Martinez riconosce alla Spagna una filosofia consolidata e vede nell’Italia qualità ancora da valorizzare: “Sinceramente nell’Italia vedo tanto potenziale. Deve ritrovare un modello di gioco definito ma la qualità non manca”.

Poi il pensiero torna a quel giorno di un anno fa, alla tragedia che ha cambiato la sua quotidianità. “È una cosa che non si dimentica più, so che me lo porterò dentro per sempre. Ci penso, e provo a non farlo troppo perché è una cosa che può togliere energia”. Oggi Martinez sceglie di guardare avanti, con la stessa ambizione che lo ha portato fino all’Inter e alla Roja: “Guardo al futuro con ottimismo, positività e tantissima fame: voglio continuare a vincere partite e trofei con l’Inter, per far sì che mi richiamino qui”. Stavolta, senza aspettare che sia il caso a decidere.