Clamoroso

Kyrgios, positivo alla cocaina dopo gli attacchi a Sinner

L’australiano ha ammesso la positività a un controllo effettuato a Maiorca il 22 giugno: «Ho commesso un errore enorme e me ne assumo la piena responsabilità»

Kyrgios, positivo alla cocaina dopo gli attacchi a Sinner

Il destino, a volte, sa essere tremendamente ironico. Nick Kyrgios, uno dei più accesi critici di Jannik Sinner durante la vicenda della sospensione per il caso Clostebol, si ritrova ora a fare i conti con un caso di positività a una sostanza proibita. Il tennista australiano è infatti risultato positivo alla cocaina in un controllo effettuato il 22 giugno durante il torneo ATP 250 di Maiorca. La presenza della benzoilecgonina, metabolita della cocaina, è stata successivamente confermata da un laboratorio accreditato WADA.

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso Kyrgios, attraverso un lungo messaggio sui social. Il 31enne ha scelto di non nascondersi e ha ammesso le proprie responsabilità, chiedendo scusa ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai giovani che lo seguono. «Ho commesso un errore enorme e me ne assumo la piena responsabilità», ha scritto, definendo l’accaduto una fonte di profonda delusione personale.

Il peso degli ultimi anni

Kyrgios ha provato anche a spiegare il contesto nel quale è maturato l’episodio, senza però utilizzarlo come giustificazione. Gli ultimi anni sono stati tormentati dagli infortuni e da una condizione fisica che gli ha impedito di ritrovare continuità. Un percorso difficile anche dal punto di vista mentale, aggravato dalla consapevolezza di essere ormai vicino alla fase conclusiva della propria carriera.

È proprio questo il punto sul quale l’australiano ha insistito nel suo messaggio: il contrasto tra ciò che avrebbe voluto ancora fare sul campo e ciò che il suo corpo gli consentiva di fare. Una situazione che, ha ammesso, gli è costata molto anche emotivamente.

La sospensione dell’ITIA

Nel frattempo è arrivata anche la decisione dell’International Tennis Integrity Agency. Kyrgios è stato sospeso provvisoriamente dal 4 agosto, in attesa degli sviluppi del procedimento. La misura gli impedisce di partecipare alle competizioni e alle attività previste dalle regole dell’ITIA. L’australiano ha il diritto di presentare ricorso, ma al momento non lo ha fatto.

La positività, inoltre, non significa automaticamente che sia già stata stabilita una squalifica definitiva: quella eventuale sarà determinata nell’ambito del procedimento antidoping. La situazione resta quindi aperta.

Ventotto giorni lontano da tutto

Kyrgios ha infine annunciato una scelta drastica: si allontanerà per 28 giorni dai social network e dalla vita pubblica, con l’obiettivo dichiarato di concentrarsi su se stesso e provare a rimettere ordine nella propria vita.

Una vicenda che assume inevitabilmente un peso particolare proprio per il ruolo che Kyrgios aveva assunto nel dibattito sul doping e, soprattutto, per le sue ripetute accuse nei confronti di Sinner. Ma al di là del contrappasso, ora per l’australiano comincia un percorso molto più personale: quello per affrontare le conseguenze di un errore che lui stesso ha definito gravissimo.