Verso gli Us Open

Alcaraz, l’Us Open si allontana: il polso preoccupa

Lo spagnoo valuta di rinunciare anche allo Slam americano per non compromettere il recupero. Sinner invece si prepara a tornare in campo

Alcaraz, l’Us Open si allontana: il polso preoccupa

Meglio rinunciare oggi a un torneo che rischiare di compromettere il domani. È il dilemma che accompagna Carlos Alcaraz, sempre più vicino alla decisione di saltare anche gli Us Open, ultimo grande appuntamento della stagione Slam, per completare senza forzature il recupero dal problema al polso destro. Una scelta dolorosa per il campione in carica, ma necessaria se l’obiettivo è tornare a competere senza trascinarsi dietro un infortunio potenzialmente capace di condizionare il prosieguo della carriera.

Alcaraz, la Grande Mela si allontana

Il calvario di Alcaraz è cominciato il 14 aprile a Barcellona, quando contro Virtanen, al primo turno, il murciano ha avvertito una fitta sopra la mano destra dopo un recupero di rovescio effettuato con un movimento innaturale. Da quel momento il calendario è diventato una lunga lista di rinunce: Madrid, Roma, Roland Garros e Wimbledon sono saltati e ora anche la trasferta americana appare sempre più improbabile.

Il numero 3 del mondo, appena scavalcato da Zverev, continua ad allenarsi a Murcia e nelle immagini pubblicate negli ultimi giorni appare sorridente, sereno e capace di colpire la palla con intensità. Segnali incoraggianti, ma non sufficienti per garantire che il polso possa sopportare lo stress di un torneo come New York.

L’ipotesi di rientrare a Winston Salem, la settimana precedente agli Us Open, è così diventata sempre più remota. Una cosa è allenarsi qualche minuto a buona intensità con uno sparring, un’altra è affrontare sette partite al meglio dei cinque set contro i migliori giocatori del mondo. A New York, inoltre, caldo, umidità e cemento particolarmente duro aumentano ulteriormente le sollecitazioni fisiche.

Meglio aspettare

Anche l’ex numero 7 del mondo Emilio Sanchez, oggi allenatore, ha espresso perplessità sulla possibilità di vedere Alcaraz in campo a Flushing Meadows. Il problema non è tanto la capacità di colpire la palla durante una sessione di allenamento, quanto quella di mantenere il livello necessario per due settimane in un torneo dello Slam.

La priorità, dunque, è una sola: guarire completamente. Anche perché forzare il rientro per difendere il titolo conquistato un anno fa potrebbe trasformare un problema gestibile in qualcosa di molto più serio.

Il calendario offre peraltro un’alternativa interessante. La Laver Cup di Londra, in programma dal 25 al 27 settembre, potrebbe rappresentare il vero obiettivo per il ritorno alle competizioni. Un appuntamento prestigioso ma con caratteristiche completamente diverse da uno Slam, ideale per testare il polso contro avversari di altissimo livello senza affrontare immediatamente la pressione di un torneo così lungo e impegnativo.

Sinner, invece, fa rotta su New York

Una strategia prudente che accomuna Alcaraz a Jannik Sinner, seppure in situazioni differenti. Il numero uno del mondo ha scelto di fermarsi dopo la finale vinta a Wimbledon per curare il problema al ginocchio destro, probabilmente legato a una scivolata sui prati londinesi.

Dopo la sconfitta e i problemi accusati al Roland Garros, Sinner ha deciso di non correre rischi. È rimasto al JMedical di Torino per completare il percorso terapeutico, compreso il trattamento con le onde d’urto sulla zona infiammata. Ora, però, il programma prevede il ritorno alla normalità.

Prima qualche giorno a Montecarlo per festeggiare il 25° compleanno, poi la partenza verso New York tra lunedì e martedì. L’obiettivo è arrivare agli Us Open con circa dodici giorni di allenamento a disposizione per recuperare ritmo, intensità e sensazioni.

Due strade diverse, stessa filosofia

Sinner avrà dalla sua il vantaggio di poter preparare direttamente lo Slam, mentre Alcaraz sembra destinato a concedersi altro tempo. Due percorsi differenti, ma guidati dalla stessa convinzione: quando si tratta di infortuni, la fretta può costare molto più di una rinuncia.

Sinner a New York sarà chiamato a difendere il titolo conquistato nel 2024 dopo la finale persa un anno fa. Alcaraz, invece, rischia di non esserci proprio. Per entrambi, però, la priorità resta arrivare al massimo della condizione quando tornerà il momento delle grandi sfide.