Sassuolo-Fiorentina (ore 18.30)

Sassuolo-Fiorentina, sfida ad alta tensione tra Aquilani e Vanoli

Neroverdi e viola non vincono da quasi due mesi e navigano nelle zone basse della classifica: scontro delicato per entrambe le panchine.

Sassuolo-Fiorentina, sfida ad alta tensione tra Aquilani e Vanoli

La classifica comincia a fare paura e il tempo degli alibi è ormai finito. Sassuolo e Fiorentina si ritrovano di fronte al Mapei Stadium con un’urgenza comune: tornare a vincere. Quasi due mesi senza successi sono un’eternità per due squadre partite con ambizioni ben diverse e ora costrette a fare i conti con una realtà decisamente più complicata del previsto. Per Alberto Aquilani e Paolo Vanoli non sarà una partita come le altre, ma un appuntamento che potrebbe indirizzare il futuro immediato delle rispettive stagioni.

L’ultima gioia risale a settembre. L’11 settembre la Fiorentina di Vanoli, tornato sulla panchina viola per la sua seconda esperienza, aveva superato il Venezia, conquistando quella che resta ancora oggi la sua unica vittoria in campionato. Due giorni più tardi, invece, il Sassuolo del debuttante Aquilani aveva travolto la Juventus, lasciando immaginare un percorso ben diverso da quello intrapreso nelle settimane successive.

Da allora, però, entrambe hanno smarrito la strada. Un solo punto nelle ultime cinque partite per il Sassuolo, due per la Fiorentina: numeri impietosi, che raccontano meglio di qualsiasi analisi le difficoltà delle due formazioni.

La situazione più preoccupante è quella dei viola, terzultimi con appena cinque punti, grazie anche al pareggio conquistato in extremis contro l’Atalanta nel turno infrasettimanale. Il Sassuolo conserva una posizione leggermente meno compromessa, ma arriva all’appuntamento dopo tre sconfitte consecutive, l’ultima delle quali particolarmente pesante: sei reti incassate contro la Lazio.

Un crollo che ha inevitabilmente aumentato la pressione su Aquilani, alla sua prima stagione da allenatore in Serie A. Il tecnico neroverde, che a Firenze ha guidato il settore giovanile, conosce bene l’ambiente viola e sa quanto sia importante trovare una risposta immediata.

«Stiamo vivendo un momento delicato, veniamo da un risultato pesante che si lega agli ultimi, siamo fragili. Questo ci deve far crescere, ci deve far capire il momento che viviamo», ha ammesso Aquilani, senza cercare giustificazioni.

Parole che fotografano una squadra in difficoltà soprattutto dal punto di vista mentale, incapace di reagire con continuità agli episodi negativi. La sconfitta contro la Lazio ha evidenziato limiti difensivi e una fragilità che il Sassuolo dovrà necessariamente correggere per invertire la tendenza.

Per affrontare la Fiorentina, Aquilani dovrà rinunciare allo squalificato Thorstvedt, centrocampista che proprio i viola avevano inseguito a lungo durante il mercato estivo. Una perdita importante, che dovrebbe spingere l’allenatore a puntare sull’esperienza di Nemanja Matic, candidato a tornare titolare.

Fondamentale sarà anche il contributo di Domenico Berardi, chiamato a trascinare i compagni in una partita nella quale talento e personalità dovranno andare di pari passo.

Sull’altra panchina, Vanoli cerca invece una vittoria che possa restituire ossigeno alla classifica e serenità all’ambiente. Il tecnico viola conosce bene le insidie del Mapei Stadium, dove un anno fa aveva incassato una sconfitta per 3-1, uno dei momenti più difficili della precedente stagione.

Il ricordo, però, non deve condizionare il presente. Vanoli chiede soprattutto concretezza, determinazione e maggiore partecipazione degli attaccanti alla manovra.

«Voglio che le punte giochino più con la squadra, poi i gol arriveranno. Dobbiamo attaccare di più la porta», ha spiegato l’allenatore, indicando una delle principali criticità della Fiorentina.

Il messaggio è chiaro: serve una squadra più incisiva negli ultimi metri, capace di trasformare il possesso e le occasioni costruite in pericoli reali per gli avversari.

Ma soprattutto servirà carattere. «Il passato è passato, ora dobbiamo avere il carattere e le unghie per portare a casa il risultato. Non dobbiamo per forza essere belli. Ci sono partite che sono più importanti delle altre e questa è importantissima», ha sottolineato Vanoli.

Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni. In questo momento la Fiorentina non può permettersi di inseguire soltanto la qualità del gioco: ciò che conta è muovere la classifica e interrompere un digiuno di vittorie diventato troppo lungo.

Sul piano delle scelte, Vanoli dovrebbe confermare gran parte della formazione utilizzata nell’ultima partita. Restano però i problemi nel reparto arretrato, dove pesano le assenze di Pongracic e Ranieri, costringendo il tecnico a soluzioni obbligate.

In attacco, invece, Pellegrino dovrebbe essere ancora preferito a Beto, confermando le gerarchie più recenti.

Al Mapei Stadium si incroceranno dunque due squadre ferite, due allenatori sotto pressione e due progetti che hanno urgente bisogno di ritrovare credibilità. La posizione di Aquilani appare più delicata rispetto a quella di Vanoli, ma entrambi sanno che un altro risultato negativo renderebbe ancora più difficile la risalita.

Sassuolo-Fiorentina vale molto più di tre punti. È una sfida nella quale la paura di perdere rischia di pesare quanto la voglia di vincere, ma nella quale serviranno coraggio e lucidità per uscire dalla crisi.

Perché settembre è ormai lontano e quelle vittorie contro Juventus e Venezia sembrano appartenere a un’altra stagione. Adesso non bastano più i segnali incoraggianti: servono risultati, prima che la classifica diventi un problema ancora più grande.