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Cardinale sogna lo scudetto e pensa ai rinforzi per gennaio

Il patron rossonero è tornato a New York dopo il successo sull'Inter, con la convinzione di poter davvero lottare per il titolo.

Cardinale sogna lo scudetto e pensa ai rinforzi per gennaio

Il derby ha restituito entusiasmo e la convinzione che il Milan possa davvero puntare in alto. Per Gerry Cardinale, il successo contro l’Inter ha avuto un sapore particolare: è stato il primo da quando, lo scorso 25 maggio, ha assunto la gestione diretta del club. Una vittoria vissuta con un’emozione difficile da nascondere, ma che non ha cancellato il rammarico per la pesante sconfitta contro il Bologna. Perché il sogno resta lo scudetto e, per inseguirlo, servirà una continuità di rendimento che i rossoneri non hanno ancora trovato.

Il numero uno di RedBird ha lasciato Milano nella giornata di ieri per tornare a New York, dove lo attendono la famiglia e gli impegni professionali. La testa, però, resta inevitabilmente al Milan, tra obiettivi sportivi, rinnovi contrattuali e strategie per il mercato di gennaio.

La notte del derby ha rappresentato un momento speciale. Al termine della partita, Cardinale ha scelto di non entrare negli spogliatoi per parlare alla squadra. Non per distacco, ma per una precisa volontà: lasciare che giocatori e staff tecnico si godessero fino in fondo una vittoria tanto importante.

Del resto, il suo messaggio lo aveva già consegnato sabato a Milanello, quando aveva incontrato il gruppo per spronarlo a reagire dopo il 4-2 incassato contro il Bologna. Le parole del patron hanno trovato una risposta sul campo e, dopo il fischio finale del derby, non sono serviti altri discorsi. Maignan e compagni hanno letto tutta la sua felicità sul volto, nonostante il silenzio.

Cardinale era profondamente emozionato, quasi commosso. Per il Milan, per i suoi tifosi e per il progetto rossonero, quella vittoria rappresentava molto più di tre punti. Era una risposta alle difficoltà delle ultime settimane e un segnale importante per il futuro.

A complimentarsi direttamente con la squadra è stato invece Ruben Amorim, che ha premiato i giocatori concedendo due giorni di riposo. La ripresa degli allenamenti è fissata per domani, quando l’attenzione tornerà immediatamente sui prossimi appuntamenti.

Il calendario, infatti, non permette distrazioni. Giovedì il Milan affronterà il Ferencvaros in Europa League, mentre domenica sarà impegnato nella trasferta di Genova. Due partite nelle quali servirà confermare l’intensità e la concentrazione mostrate contro l’Inter, evitando che l’euforia del derby si trasformi in un pericoloso calo di tensione.

Una parte della squadra ha festeggiato il successo nella notte di sabato in una nota discoteca milanese, ma da domani sarà nuovamente tempo di pensare al campo. In Europa, soprattutto, i rossoneri devono recuperare terreno dopo gli scivoloni contro Benfica e Bournemouth, che hanno complicato la classifica.

Anche in campionato, però, la strada resta impegnativa. Il grande obiettivo è ridurre il distacco dalla Lazio capolista, e per riuscirci il Milan dovrà smettere di perdere punti in partite apparentemente alla sua portata.

È proprio questo il tema sul quale Cardinale e Amorim si sono confrontati dopo il derby. Entrambi sono soddisfatti della prestazione contro l’Inter, ma altrettanto convinti che il passo falso con il Bologna non debba ripetersi.

La rimonta subita dalla formazione di Raffaele Palladino, capace di ribaltare il 2-1 rossonero dell’intervallo fino al definitivo 4-2, continua a pesare. Gli infortuni possono aver inciso, ma non bastano a giustificare un crollo del genere. Una squadra che vuole tornare protagonista in Italia e in Europa non può permettersi simili blackout.

Il successo nella stracittadina e la striscia di otto derby consecutivi senza sconfitte rappresentano motivi di orgoglio, ma non costituiscono un traguardo sufficiente. La supremazia cittadina conta, naturalmente, ma il vero obiettivo è tornare ad alzare un trofeo. Su questo punto la sintonia tra proprietà e allenatore è totale.

Nel frattempo, Cardinale continua a lavorare anche sul futuro della rosa. Dopo aver definito i rinnovi di Pavlovic e Pulisic, la priorità assoluta è diventata Adrien Rabiot, uno dei grandi protagonisti dell’avvio di stagione.

L’intenzione del Milan è prolungare il contratto del centrocampista francese, attualmente in scadenza nel 2028, fino al 2030. La trattativa richiede ancora alcuni passaggi, ma la volontà del patron è chiara: blindare un giocatore considerato fondamentale per esperienza, personalità e rendimento.

Rabiot si è imposto come uno dei principali punti di riferimento della squadra di Amorim, contribuendo in maniera decisiva alla crescita del gruppo. Per questo la società vuole garantirsi la sua presenza anche nelle prossime stagioni, trasformandolo in uno dei pilastri del progetto tecnico.

Una volta sistemata la situazione del francese, l’attenzione si sposterà sul rinnovo di Cisse, altro dossier presente nell’agenda rossonera.

Ma il lavoro della dirigenza non si fermerà ai contratti. Il mercato di gennaio rappresenta infatti un’occasione importante per intervenire sui reparti che necessitano di rinforzi.

La crescita di Diawara è un segnale incoraggiante, ma non modifica la valutazione della società: il Milan ha bisogno di un difensore di spessore, capace di garantire affidabilità immediata e rappresentare un investimento anche in prospettiva futura.

È soprattutto sulla retroguardia che il club proverà a concentrare gli sforzi nella prossima finestra invernale. Non sono però escluse novità anche in attacco, soprattutto se Ramos continuerà a faticare nel trovare continuità e rendimento.

Cardinale seguirà la sfida europea contro il Ferencvaros dagli Stati Uniti, mentre deciderà in base agli impegni professionali se raggiungere la squadra a Genova oppure tornare a Milano dopo la sosta, in occasione della partita contro il Frosinone.

La distanza geografica, in ogni caso, non cambierà il suo coinvolgimento nelle scelte del club. Il derby ha acceso l’entusiasmo, ma il Milan deve trasformare quella notte in un punto di partenza. Per Cardinale e Amorim la strada è tracciata: maggiore continuità, una rosa più competitiva e la convinzione che il progetto rossonero debba tornare a misurarsi non soltanto con l’Inter, ma con le squadre che lottano per vincere il campionato.