Prima il Bologna, poi l’Inter. Ruben Amorim ha fissato le priorità del suo Milan, chiedendo alla squadra di non lasciarsi distrarre dal derby di sabato sera. Una raccomandazione necessaria, ma difficile da conciliare con l’altra esigenza del tecnico portoghese: gestire le energie di una rosa sempre più ridotta dagli infortuni. Perché i rossoneri sono ancora imbattuti in campionato, ma stanno pagando a caro prezzo gli impegni europei e un calendario che non concede tregua.
L’emergenza è diventata il tema dominante delle ultime settimane. Sono otto i giocatori indisponibili, un numero che condiziona inevitabilmente le scelte dell’allenatore. L’ultimo a fermarsi è stato Ruben Loftus-Cheek, destinato a rimanere lontano dal campo per circa un mese. Restano ai box anche Matteo Gabbia, Pietro Terracciano, Alexis Saelemaekers e Samuel Chukwueze, mentre Adrien Rabiot, Moreira e Mario Gila stanno proseguendo il lavoro personalizzato a Milanello nella speranza di recuperare almeno per la stracittadina.
Una situazione che Amorim aveva quasi anticipato con una battuta amara, osservando il progressivo affollamento dell’infermeria: «Vedremo chi sopravvivrà». Adesso, però, è arrivato il momento di trovare soluzioni concrete, perché il Milan non può permettersi di rallentare proprio mentre cerca di consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica.
La sfida contro il Bologna di Raffaele Palladino rappresenta un passaggio delicato. Dopo le vittorie contro Atalanta e Udinese, i rossoneri hanno l’opportunità di centrare il terzo successo consecutivo in Serie A, dando continuità a un rendimento che finora ha compensato almeno in parte le difficoltà incontrate in Europa. Un altro passo falso, al contrario, rischierebbe di riaccendere le tensioni e di compromettere l’avvicinamento al derby.
Per questo Amorim dovrà trovare un equilibrio tra competitività e turnover. Le decisioni definitive arriveranno soltanto nelle ore precedenti alla partita, quando lo staff medico avrà completato le ultime valutazioni sulle condizioni dei giocatori disponibili.
Una delle scelte più probabili riguarda Luka Modric. A 41 anni, il croato continua a rappresentare una risorsa preziosa per qualità ed esperienza, ma affrontare tre partite nell’arco di sei giorni significherebbe sottoporlo a uno sforzo eccessivo. Il tecnico sembra quindi orientato a concedergli un turno di riposo, almeno inizialmente, per preservarlo in vista della sfida contro l’Inter.
Anche in attacco sono previste novità. Uno tra Christian Pulisic e Ramos potrebbe partire dalla panchina, permettendo ad Amorim di distribuire il minutaggio senza rinunciare completamente alle proprie certezze. L’americano, sempre più vicino al rinnovo contrattuale, è uno degli uomini più importanti della squadra, mentre Ramos è appena rientrato dall’affaticamento al polpaccio che gli aveva impedito di partecipare alla trasferta europea di Bournemouth.
Proprio l’esigenza di non forzare il recupero dell’attaccante potrebbe spingere Amorim a riproporre Cissé come centravanti, una soluzione già sperimentata in Inghilterra senza risultati particolarmente incoraggianti. Una scelta che avrebbe anche un’altra conseguenza: l’ennesima esclusione di Francesco Camarda, il cui impiego continua a rappresentare uno dei temi più discussi della stagione rossonera.
Il giovane attaccante, classe 2008, ha trovato pochissimo spazio. Finora ha collezionato appena nove minuti in Serie A e una sola presenza in Europa League, coincisa con l’unica partita disputata da titolare. Numeri che sorprendono, soprattutto alla luce della fiducia espressa pubblicamente da Amorim durante l’estate, quando aveva spiegato la decisione di trattenerlo in rosa come alternativa a Ramos.
«A volte anche un manager che crede tanto in lui come me ha bisogno di non avere altre opzioni per doverlo mettere», aveva dichiarato il portoghese, lasciando intendere che Camarda avrebbe potuto trovare spazio nel corso della stagione.
Alle parole, però, non sono seguite molte occasioni. Nonostante gli infortuni e la necessità di ricorrere alle rotazioni, il giovane centravanti continua a rimanere ai margini delle scelte offensive. Un paradosso che potrebbe diventare ancora più evidente qualora Amorim decidesse di affidarsi nuovamente a Cissé in un ruolo non abituale.
Chi sembra invece destinato alla conferma è Omari Hutchinson, reduce dal gol realizzato contro l’Udinese. L’esterno ha fornito risposte positive e potrebbe rappresentare uno dei punti fermi di un undici iniziale inevitabilmente condizionato dalle assenze.
Ma la settimana del Milan non sarà impegnativa soltanto sul campo. Giovedì è in programma l’assemblea dei soci, chiamata a ratificare un bilancio chiuso con un passivo di 24 milioni di euro. Un appuntamento importante per la situazione economica del club, inserito in un periodo nel quale la società sta cercando di consolidare il proprio progetto sportivo e finanziario.
Sempre giovedì è prevista anche la presentazione del rendering del nuovo stadio al Castello Sforzesco, un evento che vedrà Milan e Inter fianco a fianco nella veste di partner del progetto. Un’alleanza istituzionale destinata a lasciare rapidamente spazio alla rivalità sportiva, visto che poche ore più tardi le due squadre si ritroveranno avversarie nella 247ª stracittadina milanese.
Intanto Gerry Cardinale continua a manifestare la propria vicinanza alla squadra e all’allenatore. Dopo il successo sul campo dell’Udinese, il proprietario rossonero ha voluto rassicurare Amorim, esprimendo apprezzamento per la gestione della partita e delle risorse a disposizione.
«Ha gestito bene le rotazioni e le sostituzioni», il riconoscimento arrivato al termine dell’incontro. Un segnale di fiducia importante per un tecnico chiamato a convivere con risultati altalenanti tra Italia ed Europa, oltre che con una situazione fisica sempre più complicata.
Il sostegno della proprietà non sembra dunque in discussione, ma una serie di risultati positivi permetterebbe ad Amorim di rafforzare ulteriormente la propria posizione e di affrontare con maggiore serenità i prossimi appuntamenti.
Per il momento, però, il derby deve rimanere sullo sfondo. Il Milan ha bisogno di battere il Bologna, possibilmente senza perdere altri giocatori per strada. Soltanto dopo sarà il momento di pensare all’Inter, recuperare qualche elemento e preparare una sfida che può pesare molto più dei tre punti in palio.
Amorim lo sa bene: per arrivare al derby nelle condizioni migliori, bisogna prima superare l’ostacolo più vicino. E in un Milan costretto a fare i conti con uomini contati e un calendario serrato, anche scegliere chi far riposare può diventare decisivo quanto scegliere chi mandare in campo.