Da oggetto misterioso a punto fermo della Juventus, il passo è stato sorprendentemente breve. Nick Woltemade ha impiegato poche settimane per cambiare il proprio destino in bianconero, conquistando la fiducia di Luciano Spalletti e trasformandosi in una delle risorse più preziose di una squadra alla ricerca di continuità. Il gigante tedesco, arrivato in prestito nelle ultime ore del mercato estivo, si prepara a guidare l’attacco anche nella trasferta contro il Genoa, con un obiettivo preciso: trasferire in campionato quella concretezza che lo ha già reso protagonista in Europa League.
I suoi 198 centimetri sono diventati un riferimento per la manovra juventina, ma sarebbe riduttivo descriverlo soltanto come un attaccante di grande struttura fisica. Woltemade ha dimostrato di possedere qualità tecniche importanti, sensibilità nel controllo del pallone e una capacità di dialogare con i compagni che ha progressivamente convinto Spalletti a rivedere le gerarchie offensive.
Non è un centravanti tradizionale e nemmeno un bomber d’area nel senso più classico del termine. Il suo contributo va cercato soprattutto nella costruzione del gioco, nella protezione del pallone e nella capacità di favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Una sorta di regista offensivo, capace di sfruttare il fisico per attirare i difensori e la tecnica per liberare spazi alle proprie spalle.
Caratteristiche che hanno assunto un valore ancora maggiore da quando la Juventus è passata al 3-5-2, modulo con il quale Spalletti ha ritrovato maggiore solidità ed equilibrio. Woltemade è diventato un elemento fondamentale per il funzionamento del sistema, al punto che la sua presenza dal primo minuto contro il Genoa appare ormai una delle poche certezze della formazione.
Un cambiamento radicale rispetto all’inizio della stagione. Nelle prime cinque partite di campionato, contro Milan, Sassuolo, Atalanta, Cagliari e Lazio, il tedesco non aveva mai superato i 45 minuti di impiego. Soltanto spezzoni, spesso poco convincenti, nei quali aveva alternato qualche giocata raffinata a conclusioni imprecise e movimenti ancora lontani dalle richieste dell’allenatore.
La svolta è arrivata in Europa League. Woltemade ha trovato il gol contro NEC, Celta Vigo e Rennes, chiudendo le prime tre giornate della competizione con altrettante reti. Un rendimento che gli ha permesso di guadagnare fiducia e spazio, mostrando una versione molto più completa rispetto a quella intravista in campionato.
Contro il Rennes, in particolare, il tedesco ha offerto una delle sue prestazioni migliori, mettendo insieme qualità, presenza fisica e partecipazione alla manovra. Da quel momento Spalletti ha iniziato a considerarlo non più soltanto un’alternativa, ma un possibile titolare.
La conferma è arrivata a Lecce, dove Woltemade ha giocato per la prima volta dall’inizio in Serie A accanto a Randal Kolo Muani. Una coppia che ha dato indicazioni incoraggianti, pur senza risolvere completamente le difficoltà realizzative della Juventus. Il francese continua a godere della fiducia dell’allenatore, ma oggi non sembra più avere un posto garantito nell’undici iniziale.
«Io ho sempre fiducia in Kolo Muani. Randal favorisce i compagni perché intimorisce gli avversari», ha spiegato Spalletti, ribadendo la propria considerazione per l’attaccante francese. Parole che non escludono, però, una nuova distribuzione delle responsabilità offensive.
A Marassi, infatti, Woltemade potrebbe essere affiancato da Kerim Alajbegovic, con Kolo Muani inizialmente in panchina. Durante la rifinitura, il tecnico ha alternato il fantasista bosniaco e il francese accanto al tedesco, lasciando aperta la possibilità di una staffetta nel corso della partita.
La scelta permetterebbe alla Juventus di modificare assetto senza stravolgere i propri principi di gioco. Il 3-5-2 potrebbe trasformarsi, a seconda delle situazioni, in un 3-5-1-1 o in un 3-4-2-1, sfruttando la mobilità di Alajbegovic e la capacità di Woltemade di fungere da riferimento avanzato.
Una soluzione particolarmente utile in un momento in cui Spalletti deve fare i conti con nove giocatori infortunati e con un calendario che non concede pause. Dopo il Genoa, infatti, la Juventus sarà attesa domenica dal confronto contro il Napoli all’Allianz Stadium, una partita che richiederà energie e attenzione.
La possibile esclusione iniziale di Kolo Muani risponderebbe dunque anche alla necessità di gestire il minutaggio, ma non cancellerebbe il dato più significativo: Woltemade ha conquistato una posizione centrale nelle scelte dell’allenatore. E contro il Genoa cercherà di completare la propria crescita con il primo gol nel campionato italiano.
Ottobre, finora, gli ha regalato le soddisfazioni maggiori. Chiuderlo con una rete a Marassi significherebbe liberarsi definitivamente delle perplessità che avevano accompagnato il suo arrivo a Torino.
Sul futuro, invece, è ancora presto per sbilanciarsi. La Juventus dovrà valutare nei prossimi mesi l’eventuale riscatto del giocatore, anche perché il Bayern Monaco continua a seguirlo con attenzione, considerandolo una possibile alternativa a Harry Kane. Per il momento, però, Spalletti preferisce concentrarsi sul presente: con Woltemade al centro dell’attacco, la Juventus ha trovato un riferimento sul quale costruire la propria ripartenza.
Dall’altra parte, Daniele De Rossi prepara una partita che potrebbe presentare diverse novità rispetto alla vittoria contro il Venezia. Il tecnico del Genoa ha ricevuto indicazioni incoraggianti dall’infermeria, con il recupero completo di Sow ed Ehizibue. Quest’ultimo potrebbe tornare titolare sulla corsia destra, soprattutto se l’allenatore decidesse di abbandonare il 4-1-4-1 utilizzato nell’ultima uscita per schierarsi a specchio contro la Juventus.
In difesa, Marcandalli sembra destinato a riprendersi una maglia dal primo minuto accanto a Ostigard e Vasquez, mentre a centrocampo sarà Frendrup a guidare le operazioni. Possibile spazio anche per Baldanzi, candidato a partire titolare, con Traoré che potrebbe invece beneficiare di un turno di riposo dopo gli sforzi delle ultime settimane.
Valutazioni analoghe riguardano Messias ed El Shaarawy, entrambi chiamati a un impiego particolarmente intenso nelle ultime partite. Il Faraone, che proprio nelle ultime ore ha annunciato sui social l’arrivo del suo primo figlio, potrebbe iniziare dalla panchina per ragioni precauzionali.
Più definita la situazione di Ellertsson, destinato a partire dal primo minuto, mentre in attacco resta aperto il ballottaggio per affiancare Osmajic. Quest’ultimo ha disputato integralmente le ultime tre partite di campionato e, nonostante il minutaggio elevato, difficilmente De Rossi rinuncerà alla sua presenza.
Al suo fianco potrebbe trovare spazio uno tra Colombo e Vitinha, con la decisione definitiva rimandata alle ultime ore prima del calcio d’inizio.
Il Genoa proverà a sfruttare il fattore campo e la fiducia ritrovata dopo il successo contro il Venezia, mentre la Juventus cercherà la seconda vittoria consecutiva per dare continuità ai progressi mostrati a Lecce.
E gli occhi saranno soprattutto su Woltemade. Il tedesco ha già dimostrato di poter essere decisivo in Europa, ma ora vuole conquistare anche la Serie A. Spalletti ha trovato il suo gigante: a Marassi cerca la conferma definitiva.