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Como, una rimonta da grande: Fabregas sa anche soffrire

Il quarto successo consecutivo dei lariani conferma il salto di qualità pure dal punto di vista mentale.

Como, una rimonta da grande: Fabregas sa anche soffrire

Il Como ha imparato anche a vincere soffrendo. Non soltanto attraverso il gioco, il possesso e la qualità delle sue trame offensive, ma con quella capacità di resistere alle difficoltà e colpire nei momenti decisivi che appartiene alle grandi squadre. Contro un Torino combattivo e organizzato, la formazione di Cesc Fabregas è andata sotto, ha rischiato di incassare altri gol e poi ha trovato la forza per ribaltare il risultato nel finale. A fare la differenza, ancora una volta, è stato Nico Paz, protagonista con una rete e un assist di una rimonta che conferma la crescita dei lariani.

L’argentino si è ripreso definitivamente il centro della scena. Dopo un avvio di stagione condizionato dalle fatiche del Mondiale disputato dall’altra parte del pianeta, il numero dieci ha ritrovato brillantezza, continuità e soprattutto quella capacità di incidere che lo ha reso uno dei talenti più interessanti del campionato. Il turno di riposo concessogli contro il Sassuolo si è rivelato una scelta azzeccata, permettendogli di presentarsi all’Olimpico Grande Torino nelle migliori condizioni.

E i numeri raccontano una crescita impressionante. Tre gol e tre assist in Serie A, ai quali si aggiungono due reti e tre passaggi vincenti in Champions League. Undici partecipazioni dirette ai gol in questa prima parte della stagione, un rendimento che gli ha già permesso di superare la doppia cifra e di viaggiare su ritmi persino superiori rispetto alle sue prime due annate italiane.

Il tutto pochi giorni dopo la straordinaria prestazione europea contro il Manchester United, quando Paz aveva firmato due gol e un assist, trascinando il Como a una vittoria di enorme prestigio. Fabregas, però, aveva scelto di lasciarlo fuori contro il Sassuolo, non soltanto per gestirne le energie, ma anche per ribadire un principio fondamentale: in questa squadra nessuno è indispensabile al punto da sottrarsi alle rotazioni.

Una decisione che ha prodotto gli effetti sperati. Contro il Torino, in una partita complicata e a lungo bloccata dalla solidità difensiva granata, Paz ha aspettato il momento giusto per lasciare il segno. Prima il gol, poi l’assist, due giocate che hanno cambiato il volto della serata e consegnato al Como una vittoria preziosissima.

Se Paz è stato il protagonista della rimonta, Robert Sanchez ha avuto un ruolo altrettanto importante nel tenere in partita la squadra. Il portiere spagnolo ha offerto una prestazione di altissimo livello, confermando le qualità che gli avevano permesso di conquistare a lungo una maglia da titolare nel Chelsea.

Alla seconda presenza dal primo minuto in campionato, dopo quella contro il Parma, e dopo essere stato impiegato anche nella trasferta europea di Rotterdam, Sanchez ha risposto con una serie di interventi determinanti. Superato soltanto da Adams, ha negato il gol per due volte a Belghali, si è opposto a Vlasic e Gineitis e ha compiuto il suo intervento più spettacolare sul colpo di testa di Simeone, con l’aiuto della traversa.

Una prestazione che ha dato ragione a Fabregas anche nella gestione dei portieri. Il tecnico spagnolo ha dimostrato di poter alternare gli interpreti senza perdere affidabilità, un vantaggio tutt’altro che secondario in una stagione caratterizzata da impegni ravvicinati e da una crescente pressione competitiva.

Ma il successo di Torino racconta soprattutto la maturità raggiunta dal Como. Una squadra che non si disunisce quando va in svantaggio, non smette di giocare quando incontra difficoltà e riesce a trovare risorse anche nelle serate in cui il proprio calcio non scorre con la consueta naturalezza.

E mentre Nico Paz continua a produrre gol e assist con una regolarità impressionante, Fabregas può godersi una squadra sempre più completa, capace di coniugare talento, organizzazione e carattere.

La vittoria sul Torino non vale soltanto tre punti. È un’altra conferma che il Como ha ormai acquisito una dimensione diversa, nella quale anche le serate più complicate possono trasformarsi in successi. Proprio come accade alle grandi squadre.