La Juventus ha ritrovato la vittoria, ma non ancora Randal Kolo Muani. Neppure il passaggio al modulo con due punte e la presenza di Nick Woltemade al suo fianco sono bastati per rilanciare il francese, protagonista di un’altra prestazione opaca dopo quella offerta in Europa League contro il Rennes.
Il problema comincia ad assumere contorni sempre più evidenti. Arrivato in estate dal Paris Saint-Germain per 50 milioni di euro, al termine di un corteggiamento durato dodici mesi, Kolo Muani avrebbe dovuto rappresentare il punto di riferimento offensivo della nuova Juventus. Invece, a pochi giorni dalla conclusione di ottobre, il suo bilancio resta decisamente inferiore alle aspettative: appena tre gol stagionali, due in Europa League contro NEC e Celta e uno soltanto in Serie A, realizzato a Cagliari.
Proprio la trasferta in Sardegna aveva mostrato segnali di risveglio. Il francese aveva evitato alla Juventus una possibile sconfitta, salvo poi sprecare l’occasione per completare la rimonta e regalare i tre punti ai compagni. Una prestazione emblematica del suo momento, tra giocate incoraggianti ed errori pesanti sottoporta.
Nelle settimane successive sembrava essersi intravista una crescita, ma le ultime due uscite contro Rennes e Lecce hanno riportato alla luce i problemi di inizio stagione. Al Via del Mare, in particolare, Kolo Muani è apparso spesso impreciso, poco incisivo nei duelli individuali e incapace di creare reali difficoltà alla difesa avversaria. L’unica fiammata è arrivata con un buon movimento in profondità, concluso però da un diagonale fuori misura.
Eppure Spalletti continua a difenderlo. Il tecnico non ha mai smesso di manifestare fiducia nei confronti del francese, cercando di proteggerlo dalle critiche e di metterlo nelle condizioni migliori per esprimere il proprio potenziale. La scelta di affiancargli Woltemade risponde proprio a questa esigenza: il tedesco, grazie alla sua struttura fisica e alla capacità di lavorare spalle alla porta, può favorire gli inserimenti e i movimenti in profondità del compagno.
Finora, però, la cosiddetta formula del doppio nove non ha prodotto i risultati sperati. Woltemade continua a garantire presenza e sacrificio, ma la sua collaborazione non è stata sufficiente per restituire brillantezza a Kolo Muani. Contro il Lecce la coppia ha faticato a trovare intesa, confermando che il nuovo assetto offensivo ha ancora bisogno di essere perfezionato.
Il rendimento del francese pesa anche alla luce dell’investimento economico sostenuto dalla società. La coppia Kolo Muani-Woltemade costa complessivamente tra i 18 e i 19 milioni di euro lordi all’anno soltanto in stipendi, una cifra superiore all’intero monte ingaggi del Lecce allenato da Eusebio Di Francesco. Un confronto che rende ancora più evidente la distanza tra le risorse impiegate e il contributo offensivo offerto finora.
A giocare a favore di Kolo Muani sono soprattutto le circostanze. La Juventus deve fare i conti con nove infortunati, tra i quali figurano anche Yildiz, Conceicao e Nico Gonzalez, assenze che riducono drasticamente le alternative a disposizione di Spalletti. Il tecnico sta inoltre trovando un certo equilibrio con il 3-5-2, all’occorrenza trasformabile in 3-4-1-2, e non sembra intenzionato ad abbandonare nell’immediato la soluzione delle due punte.
Per il francese, dunque, arriveranno presto altre opportunità. Il calendario propone prima la trasferta di mercoledì a Marassi contro il Genoa, poi la sfida di domenica all’Allianz Stadium contro il Napoli di Massimiliano Allegri. Due appuntamenti importanti per le ambizioni bianconere e soprattutto per un attaccante che ha bisogno di ritrovare fiducia attraverso i gol.
La Juventus ha dimostrato a Lecce di poter vincere anche senza il contributo del suo centravanti più costoso, ma per affrontare con continuità le avversarie di maggiore livello servirà qualcosa di diverso. Spalletti ha continuato a concedergli fiducia e spazio, ora tocca a Kolo Muani ripagare l’investimento. Perché il tempo degli esperimenti non è ancora finito, ma quello delle attese comincia inevitabilmente a ridursi.