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Inter, la legge delle rimonte vale il primato: Chivu si gode Thuram

I nerazzurri conservano la vetta della Serie A assieme alla Lazio, il francese trascina la squadra con gol e rigore procurato.

Inter, la legge delle rimonte vale il primato: Chivu si gode Thuram

L’Inter continua a vincere anche quando la partita sembra voler prendere una direzione diversa. Cambiano gli avversari, gli episodi e i protagonisti, ma il finale resta lo stesso: tre punti e primo posto in classifica. Il 2-1 contro la Fiorentina è arrivato al termine di una serata complicata, nella quale i nerazzurri hanno dovuto inseguire, superare le parate di De Gea e trovare le energie per un assalto conclusivo premiato soltanto dopo una lunga battaglia. Una vittoria che conferma il carattere della squadra di Cristian Chivu, ancora una volta capace di ribaltare una situazione sfavorevole.

Il risultato finale, tuttavia, racconta soltanto in parte quanto accaduto in campo. L’Inter ha mantenuto una netta supremazia territoriale, costruendo numerose occasioni e costringendo la Fiorentina a difendersi per lunghi tratti a ridosso della propria area di rigore. De Gea ha evitato più volte il gol con interventi straordinari, mentre i viola hanno cercato soprattutto di resistere e sfruttare le poche opportunità concesse.

Per questo sarebbe stato difficile muovere particolari critiche a Chivu anche in caso di un risultato diverso. Il tecnico aveva preparato bene la partita, ottenendo dalla squadra l’atteggiamento e l’intensità richiesti. A differenza di altre occasioni, non si sono viste quelle disattenzioni collettive che avevano complicato il cammino nerazzurro. L’Inter ha mantenuto equilibrio, continuità e aggressività, pagando soltanto un episodio isolato.

Il vantaggio della Fiorentina è arrivato infatti alla prima conclusione nello specchio, grazie a una giocata coraggiosa e precisa di Jimenez. Un gol difficile da prevedere e ancora più complicato da evitare, anche se sulla conclusione qualche responsabilità può essere attribuita a Provedel, sorpreso sul proprio palo. Per la settima volta in stagione l’Inter si è ritrovata sotto nel punteggio, confermando una tendenza che rischia di diventare un problema. In campionato, però, i nerazzurri sono sempre riusciti a rimontare, e anche contro la Fiorentina hanno trovato la forza per ribaltare il risultato.

Qualche difficoltà è emersa soprattutto sul piano individuale. Hakan Calhanoglu continua a convivere con i postumi di un infortunio non ancora completamente smaltito. Lo si nota nella fluidità dei movimenti e nella precisione delle conclusioni, un fondamentale nel quale il turco ha abituato a standard decisamente più elevati.

Anche Pio Esposito ha vissuto una serata complicata. L’impegno e la generosità non sono mancati, ma i centrali della Fiorentina hanno lavorato con attenzione per limitarne i movimenti e impedirgli di diventare un riferimento efficace negli ultimi metri. Andy Diouf, invece, sembra aver perso parte della brillantezza mostrata nelle prime settimane della stagione. Le sue accelerazioni sulla fascia destra sono risultate meno incisive, anche per merito della buona copertura garantita da Valdepenas.

A fare la differenza sono stati soprattutto due giocatori: Marcus Thuram e Carlos Augusto. Il primo si è preso sulle spalle l’intero reparto offensivo, il secondo ha garantito qualità, corsa e presenza costante nelle due fasi.

La prestazione di Thuram è stata quella di un attaccante completo, capace di interpretare contemporaneamente più ruoli. Il francese ha lavorato per la squadra, attaccato la profondità, cercato il dialogo con i compagni e soprattutto si è assunto la responsabilità di risolvere la partita. Ha realizzato il gol del pareggio con determinazione, cercando la rete fino a trovarla, e nel finale si è procurato il calcio di rigore che ha deciso l’incontro.

Un episodio arrivato dopo un precedente contatto in area con Viery, sul quale l’arbitro Mariani aveva lasciato proseguire nonostante le proteste nerazzurre. Thuram, però, non si è lasciato condizionare. Ha continuato a cercare l’occasione giusta, fino a conquistare il penalty che ha completato la rimonta.

È stata una prestazione di enorme dispendio fisico e mentale, nella quale il francese ha finito per caricarsi anche parte del lavoro normalmente affidato a Lautaro Martinez e Pio Esposito. Una prova da trascinatore che meriterebbe adesso qualche giorno di riposo, magari già nella prossima trasferta contro il Venezia, per evitare che gli sforzi accumulati presentino il conto nelle settimane successive.

Se Thuram ha conquistato inevitabilmente la scena, Carlos Augusto è stato ancora una volta il protagonista meno appariscente ma altrettanto prezioso della serata. Dopo il gol decisivo contro lo Shakhtar, il brasiliano ha confermato di attraversare un momento di forma straordinario, offrendo una prestazione fatta di continui inserimenti, recuperi difensivi e palloni pericolosi messi a disposizione dei compagni.

La sua partita avrebbe potuto assumere contorni ancora più importanti se due deviazioni di testa non si fossero infrante sulla traversa. Due occasioni che testimoniano la capacità dell’esterno di essere presente anche nell’area avversaria, senza rinunciare ai compiti di copertura e alla disciplina tattica richiesta da Chivu.

Carlos Augusto rappresenta una risorsa fondamentale per questa Inter proprio per la sua capacità di garantire rendimento in ogni situazione. Non ha bisogno di essere al centro dell’attenzione per risultare decisivo: mette insieme qualità tecnica, applicazione, disponibilità al sacrificio e una continuità che lo rende uno dei giocatori più affidabili della rosa.

La sua importanza, del resto, va oltre la singola prestazione. In una squadra ricca di individualità di alto livello, il brasiliano è diventato un punto di riferimento per equilibrio e spirito di servizio. Ed è proprio per questo che, accanto alla gestione delle energie di Thuram, la società dovrebbe considerare una priorità anche il rinnovo del suo contratto.

L’Inter esce così dalla sfida con la Fiorentina con tre punti pesantissimi e diverse conferme. La squadra ha dimostrato di saper dominare territorialmente, di non perdere lucidità dopo uno svantaggio e di avere uomini capaci di risolvere le partite anche nei momenti più difficili.

Resta da migliorare la capacità di concretizzare prima le occasioni costruite, evitando di trasformare ogni vittoria in una rincorsa. Ma intanto Chivu conserva il primato e può contare su un gruppo che non smette di crederci fino all’ultimo minuto. Con Thuram a guidare la rimonta e Carlos Augusto a garantire sostanza, l’Inter continua a trovare il modo di arrivare al risultato.