Le parole

Alvini si gode il Frosinone: “Questo è solo l’inizio”

Quarto posto, 13 punti in sette giornate e Raimondo capocannoniere: Alvini celebra il gruppo, ringrazia la società e guarda alla salvezza.

Alvini si gode il Frosinone: “Questo è solo l’inizio”

Il Frosinone si è ritagliato un posto tra le sorprese più interessanti di questo avvio di Serie A. Dopo sette giornate, la formazione guidata da Alvini occupa la quarta posizione a pari merito con la Roma, forte di 13 punti e di un’identità di gioco ben definita.

A rendere ancora più significativo il percorso dei ciociari è il rendimento di Raimondo, attualmente capocannoniere del campionato con sette reti in altrettante partite. Un risultato che accompagna anche il riconoscimento individuale ottenuto dall’allenatore, premiato come miglior tecnico del mese.

Alvini, tuttavia, preferisce condividere i meriti e sottolineare il contributo di chi ha creduto fin dall’inizio nell’attaccante. “Raimondo è una scelta voluta dal ds Renzo Castagnigni. Mi ha detto: ‘lo vorrei portare qui’ e mi ha trovato entusiasta. Il ragazzo ha grandi margini di miglioramento: a giugno ha fatto un lavoro importante e adesso inizia a raccoglierne i frutti. Sono contento per lui, ma deve continuare con la voglia e l’ambizione di migliorarsi”.

Il segreto del Frosinone, secondo il suo allenatore, non si limita ai risultati raccolti, ma riguarda soprattutto la mentalità con cui la squadra affronta ogni avversario. L’ambizione è quella di imporre il proprio gioco, senza rinunciare al coraggio anche quando questo comporta qualche rischio. “Nostro segreto? Siamo una squadra che deve godere per quello che fa. La nostra identità è questa. Non siamo una squadra sbarazzina: dietro c’è un lavoro feroce. Ovvio, giocando così ti esponi a certi pericoli. Ma siamo una squadra che vuole vincere dominando la partita e giocando con coraggio e questo è merito dei giocatori”.

Per Alvini, il valore di questo momento va letto anche alla luce delle esperienze vissute in passato. Il tecnico ricorda con particolare affetto il percorso al Tuttocuoio, dove ha trascorso sette anni conquistando cinque campionati. Un’esperienza che considera fondamentale nella propria crescita professionale e che rafforza la convinzione che i risultati dipendano soprattutto dalle persone a disposizione. “Momento migliore della mia carriera? Ho avuto un’esperienza unica, di 7 anni, a Tuttocuoio, 15-16 anni fa: abbiamo vinto 5 campionati e tutto quello che potevamo vincere. La fortuna degli allenatori sta sempre nei calciatori che ha a disposizione. Sono loro che poi portano in campo le tue emozioni, le tue idee. Quindi il merito è loro e della società che mi ha messo nelle condizioni di lavorare. Io gli dico sempre che si devono godere le partite. Poi si può perdere. Ma l’importante è avere questa personalità, questa voglia di dominare le partite”.

La soddisfazione per il premio ricevuto si accompagna, infine, alla consapevolezza che la strada sia ancora lunga. Alvini ha accolto il riconoscimento come una gratificazione personale, ma ha voluto estenderlo a tutto lo staff che lo affianca quotidianamente. L’obiettivo, infatti, resta legato al destino della squadra e alla necessità di raggiungere la permanenza nella massima categoria. “Oggi sono più maturo ma prendere il trofeo di allenatore del mese è stata un’emozione unica e straordinaria che mi porterò dentro per tanto: lo voglio condividere con tutto il mio staff perché lavorano tanto con me e se lo meritano anche loro. Questo però dev’essere solo l’inizio: c’è da determinare e salvare il Frosinone”.