Allarme calendari

Troppi impegni e infortuni: il calcio è in allarme

Non solo il calcio: dalla Serie A al tennis, passando per Nba e baseball, calendari sempre più fitti alimentano polemiche e battaglie legali.

Troppi impegni e infortuni: il calcio è in allarme

La stagione è appena entrata nel vivo, ma gli infortuni stanno già condizionando il rendimento delle principali squadre e riaccendendo il dibattito sull’eccessivo numero di impegni. Tra partite ravvicinate, trasferte internazionali e tempi di recupero ridotti, il rischio di sovraccaricare gli atleti è diventato un tema centrale.

Il secondo turno di Champions League ha lasciato conseguenze pesanti anche in Serie A: la Roma ha perso Manu Koné e Dybala, l’Inter ha dovuto fare i conti con Lautaro e Pavard, mentre il Como di Fabregas è rimasto senza Diao. Situazione delicata anche per la Juventus, con 34 gare saltate in campionato da 14 giocatori differenti, e per l’Atalanta, che ha visto fermarsi Scalvini, Kessié e Raspadori.

Non si tratta soltanto di una percezione. Secondo i dati riportati da La Gazzetta dello Sport, nelle prime sei giornate della Serie A 2025/26 le partite saltate per infortunio sono salite da 302 a 345 rispetto allo stesso periodo precedente, con un incremento del 14,2%. La maxi-sosta era stata pensata anche per limitare gli spostamenti e alleggerire i carichi, ma per ora il numero delle assenze continua a crescere. Questo dato, da solo, non dimostra un legame diretto con la gestione dei calendari, ma contribuisce ad alimentare le preoccupazioni.

A rendere il quadro ancora più significativo sono le cifre raccolte da Howden: tra il 2020 e il 2025, nei cinque maggiori campionati europei si sono registrati 22.596 episodi di infortunio, con un costo salariale legato alle assenze pari a 3,45 miliardi di euro. Da tempo diversi dirigenti e allenatori contestano l’aumento degli impegni internazionali. Aurelio De Laurentiis ha più volte criticato le scelte di Fifa e Uefa, mentre Maurizio Sarri ha denunciato i “calendari folli”. Anche l’Associazione Italiana Calciatori, attraverso il presidente Umberto Calcagno, ha confermato di essersi unita alla FifPro in un’azione legale contro la Fifa.

Il rapporto FifPro relativo alla stagione 2024/25 evidenzia inoltre quanto sia difficile garantire un recupero adeguato. Soltanto il 14% dei giocatori monitorati reduci dagli Europei e il 9% di quelli impegnati in Copa America aveva usufruito dei 28 giorni di riposo raccomandati. A questo periodo, secondo le indicazioni di medici e preparatori, dovrebbe aggiungersi un mese di preparazione. Dopo il Mondiale per Club, Chelsea e Paris Saint-Germain hanno avuto rispettivamente appena 13 e 7 giorni prima di ripartire. Tra i casi più significativi figurano Enzo Fernandez, con quasi 150mila chilometri percorsi in una stagione, e Pedri, arrivato a 67 partite, oltre l’80% delle quali separate da meno di cinque giorni.

Le criticità non riguardano soltanto il calcio. Anche il tennis deve confrontarsi con i problemi legati alla continuità agonistica, tra infortuni e calendari particolarmente impegnativi. Il caso di Jannik Sinner, destinato secondo quanto riportato a restare fuori per oltre tre mesi fino all’inizio del 2027, si aggiunge a quelli di Carlos Alcaraz, fermato per quattro mesi da un problema al polso, e di Holger Rune, alle prese con la rottura del tendine d’Achille. Durante gli ultimi US Open, lo stesso Alcaraz aveva espresso preoccupazione per il numero di tornei da disputare: “In futuro prenderò delle pause, anche piuttosto lunghe. Magari non quattro mesi, ma un mese o due, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti. Stiamo vedendo tanti giocatori infortunarsi e tanti altri arrivare stanchi. Se non verrà fatto qualcosa, in futuro ne vedremo ancora di più”.

Per rispondere al problema, il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi ha proposto una revisione del circuito a partire dal 2028, con maggiori punti e premi per gli appuntamenti più importanti. L’obiettivo è permettere ai migliori di concentrarsi su Slam e Masters 1000, riducendo la necessità di partecipare a tornei secondari per difendere il ranking.

Anche gli sport americani cercano soluzioni. In Nba restano 82 partite di regular season, ma nel calendario 2026/27 sono state eliminate le sequenze più pesanti, come quattro gare in cinque giorni. In Eurolega, invece, le squadre devono affrontare 38 turni, mentre nella Nfl le proteste hanno accompagnato il passaggio da 16 a 17 partite nel 2021. La Mlb valuta infine di ridurre dal 2029 la stagione regolare da 162 a 154 incontri.

Il problema, dunque, attraversa discipline diverse e coinvolge interessi economici, diritti televisivi e salute degli atleti. Mentre le competizioni continuano ad aggiungere appuntamenti, la sfida resta trovare un equilibrio sostenibile. Perché un calendario ricco di grandi eventi perde parte del suo valore quando i protagonisti sono costretti a guardarli dalla tribuna.