La risposta del Milan dopo la serata negativa in Europa League è arrivata sul campo, ma Ruben Amorim non considera affatto concluso il percorso di crescita della squadra. Il successo ottenuto contro il Lecce ha restituito fiducia all’ambiente, senza però cancellare le lacune evidenziate nelle prime uscite.
Intervistato da Sky, l’allenatore portoghese mantiene infatti un approccio molto concreto: “Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un’identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice”.
Il tecnico non vede quindi la sosta per gli impegni delle nazionali come un ostacolo particolare. Al contrario, il periodo senza partite può offrire l’opportunità di lavorare con maggiore attenzione su alcuni elementi della rosa e osservare da vicino giocatori che potrebbero diventare importanti più avanti. “Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c’è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno, e l’opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano. Se c’è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere. Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l’altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti, e su questo lavoriamo ogni giorno”.
Tra i giocatori da gestire con particolare attenzione c’è Luka Modric. L’esperienza del centrocampista croato rappresenta una risorsa importante, ma Amorim è consapevole della necessità di dosarne l’impiego. “Sto cercando di gestirlo nel modo migliore per la squadra. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità. L’unica cosa che posso dire è che Luka si allena come un ragazzino, con una voglia e un entusiasmo che fanno piacere a tutti. Ama il calcio, ama stare sul campo e questo è fondamentale per noi. Sono davvero contento di averlo nel gruppo”.
Infine, spazio a Gonçalo Ramos e al tema della produzione offensiva. Amorim non vuole concentrare l’attenzione sui singoli attaccanti, perché il problema, secondo il tecnico, deve essere affrontato coinvolgendo l’intera squadra. “Dobbiamo migliorare come squadra per creare più occasioni, ma non è un discorso che riguarda solo Camarda e Gonçalo. Non faccio differenze tra i giocatori, non importa l’età o il minutaggio. Ramos, se guardate ogni partita con attenzione, ha già avuto situazioni interessanti, e anche in Nazionale sta facendo bene: l’ultimo gol contro la Danimarca ha deciso la partita. Sta dimostrando il suo valore. La mia preoccupazione principale è creare più occasioni per tutti i miei giocatori: per Pulisic, per Camarda, per Cisse. È un lavoro di squadra”.
Il successo sul Lecce rappresenta dunque un passo avanti, ma per Amorim la vera sfida sarà trasformare i segnali positivi in una continuità duratura. La pausa offrirà tempo per lavorare, poi arriverà una fase della stagione nella quale rotazioni, condizione fisica e contributo dell’intera rosa saranno determinanti.