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Eloisa Coiro riscrive la storia: è record italiano degli 800

Agli Europei di Birmingham la 25enne romana corre in 1’57”56 e migliora di un decimo il primato di Gabriella Dorio, che resisteva dal 1980

Eloisa Coiro riscrive la storia: è record italiano degli 800

Ci sono record che diventano semplicemente numeri e altri che, con il passare degli anni, finiscono per trasformarsi in vere e proprie pagine di storia. Quello degli 800 metri femminili italiani apparteneva da 46 anni a Gabriella Dorio, ma a Birmingham è arrivato il momento del cambio della guardia. Eloisa Coiro ha corso in 1’57”56, abbassando di un decimo il leggendario 1’57”66 firmato dall’olimpionica vicentina a Pisa il 5 luglio 1980, alla vigilia dei Giochi di Mosca.

La 25enne romana delle Fiamme Azzurre aveva già fatto capire di essere pronta per l’impresa. Il precedente personale, 1’58”42, era arrivato il 31 maggio scorso nella tappa di Diamond League di Rabat. Il muro del record, insomma, sembrava ormai destinato a cedere. Difficile, però, immaginare che potesse accadere proprio nelle batterie di una grande manifestazione, dove gli 800 metri spesso vengono affrontati con tattiche prudenti e ritmi tutt’altro che favorevoli al cronometro.

A spalancare a Coiro la possibilità è stata anche la presenza nella prima batteria di Keely Hodgkinson. La campionessa olimpica di Parigi 2024 ha preso immediatamente la testa della gara, transitando ai 400 metri in 57”3. Alle sue spalle, l’azzurra è passata in 57”6, praticamente lo stesso intermedio con cui Dorio aveva costruito il suo record 46 anni prima, ma in una gara completamente diversa e già lanciata in solitaria dopo 300 metri.

Coiro si è trovata quarta all’ultima curva, apparentemente chiusa nel gruppo. Poi la svolta: all’ingresso del rettilineo ha trovato spazio verso l’esterno, si è sistemata nel posto giusto e ha preso Hodgkinson come riferimento, aumentando progressivamente il ritmo fino al traguardo. La britannica ha chiuso in 1’57”28, mentre l’italiana le è rimasta vicinissima. Poi lo sguardo al tabellone e la consapevolezza dell’impresa: 1’57”56, nuovo record italiano e seconda miglior prestazione assoluta della giornata.

“Il record è arrivato quasi per caso”

La reazione di Coiro è stata quella di chi, probabilmente, non si aspettava di scrivere la storia proprio in quel momento.

“Sono contentissima. Non ho guardato nemmeno un passaggio e non avevo idea di che tempo potesse venir fuori”.

Un primato costruito senza inseguirlo ossessivamente, nonostante fosse diventato ormai un obiettivo concreto. Emilio De Bonis, il suo allenatore, glielo aveva prospettato fin dall’inizio del loro percorso insieme.

“Dice che un giorno questo primato sarebbe stato mio da quando ha cominciato ad allenarmi. Avere Keely come faro è stato molto utile”.

E poi c’è Gabriella Dorio, che per Coiro non rappresenta soltanto il nome inciso per quasi mezzo secolo sul record italiano. L’olimpionica vicentina è stata infatti anche tutor delle Nazionali giovanili e una figura di riferimento per la nuova primatista.

“È sempre stata una donna di ispirazione”.

Ora, però, il record è suo. E con l’1’57”56 Coiro ha anche abbattuto per la prima volta il muro dell’1’58”, entrando in una dimensione completamente nuova.

“Almeno non mi chiederanno più quando farò il record. Era diventato come quando a due fidanzati si domanda quando si sposeranno o faranno figli”.

Una storia costruita anche fuori dalla pista

Il nuovo primato arriva al termine di un percorso che non si è sviluppato soltanto sull’atletica. Coiro, romana del quartiere Pinciano, nei pressi di Villa Borghese, si è diplomata al liceo francese e ha conseguito la laurea in Economia e Finanza alla Luiss. Ora sta frequentando la magistrale in Management, continuando ad allenarsi al campo Paolo Rosi dell’Acqua Acetosa.

Il suo record arriva inoltre a poche settimane di distanza da un’altra storica riscrittura negli 800 metri, questa volta al maschile. Francesco Pernici aveva infatti portato il primato italiano a 1’43”60 a Nancy, cancellando dopo 53 anni il limite di Marcello Fiasconaro.

Una coincidenza che ha un significato particolare anche per Coiro.

“Ad aprile Francesco ed io abbiamo fatto insieme una foto, proprio come porta fortuna. Ci ha portato bene”.

Il record, però, non è soltanto suo. È il risultato di una squadra composta da allenatore, fisioterapista, mental coach e famiglia, oltre naturalmente alla protagonista che ha trasformato un sogno inseguito per anni in una realtà finalmente scritta sul tabellone di Birmingham.

E dopo 46 anni, il nome di Gabriella Dorio lascia così spazio a quello di Eloisa Coiro.