Il campione

Jacobs, Europei finiti: anche la stagione è a rischio

L’ecografia ha evidenziato un possibile problema muscolare alla coscia sinistra: decisiva la risonanza a Roma

Jacobs, Europei finiti: anche la stagione è a rischio

Il verdetto definitivo arriverà soltanto con la risonanza magnetica, ma intanto sul futuro della stagione di Marcell Jacobs si è addensata una pesante incognita. Il campione azzurro, che martedì sera avrebbe dovuto andare a caccia del terzo titolo europeo consecutivo nei 100 metri, è stato costretto a fermarsi nella finale di Birmingham dopo poco più di metà gara, chiudendo al settimo posto. Una serata amarissima, resa ancora più difficile dalla straordinaria semifinale disputata appena un’ora prima, quando Jacobs aveva dominato la propria batteria in 10”08, dimostrando di essere il più veloce del lotto.

Nella notte, nella stanza del Leonardo Royal Hotel di Broad Street, quartier generale della delegazione italiana, l’azzurro ha praticamente rinunciato al sonno. Troppa adrenalina, ma soprattutto troppo grande la delusione per una finale che avrebbe potuto consegnargli un’altra medaglia d’oro e che invece si è trasformata in un calvario. La pista blu dell’Alexander Stadium sembrava apparecchiata per una nuova impresa. Jacobs, però, non ha potuto giocarsela.

La diagnosi

La mattina successiva è iniziata con la colazione, le prime terapie e una breve riunione con i compagni di squadra. Poi l’arto è stato nuovamente valutato dallo staff medico federale, con una prima ecografia che ha portato a una diagnosi necessariamente prudente: sospetta distrazione muscolare dell’adduttore lungo della coscia sinistra.

È una zona già interessata da un problema lo scorso 7 luglio, durante un allenamento a Casal del Marmo. L’edema provocato dall’infortunio non consente ancora di stabilire con precisione l’entità della lesione.

«Jacobs ha cominciato il percorso fisioterapico per far riassorbire e defluire l’edema», ha spiegato Andrea Billi, responsabile dell’equipe sanitaria della Fidal. Il passaggio decisivo arriverà mercoledì mattina, quando l’azzurro si sottoporrà a una risonanza magnetica con l’ausilio dell’intelligenza artificiale all’Istituto di medicina e scienza dello sport di Roma. Soltanto allora sarà possibile definire la reale entità dell’infortunio e stabilire l’eventuale percorso terapeutico.

Al fianco di Jacobs, allo stadio, ci sono stati anche il presidente Fidal Stefano Mei, il direttore tecnico Antonio La Torre e il tecnico Paolo Camossi.

Stagione a rischio

Jacobs resterà a Birmingham fino alla conclusione degli Europei, proseguendo nel frattempo il programma di recupero con pressoterapia, Tecar e trattamenti con caldo umido. Anche durante il viaggio di ritorno utilizzerà calze compressive.

Per parlare del prosieguo della stagione, però, è ancora presto. Tutto dipenderà dall’esito della risonanza. In calendario ci sarebbero alcuni meeting e soprattutto gli Ultimate Championships di Budapest, in programma dall’11 al 13 settembre. Ma la dinamica dell’infortunio e i precedenti alimentano il timore che per Jacobs la stagione possa essere già terminata.

Sarebbe un epilogo particolarmente amaro per un atleta che proprio a Birmingham aveva mostrato di essere tornato su livelli importanti.

«Non si molla. Mai»

Jacobs ha affidato ai social le sue prime parole dopo la gara. «A volte la sfortuna ci vede fin troppo bene», ha scritto l’azzurro, ricordando la semifinale dominata e la possibilità concreta di giocarsi ancora una volta il titolo.

Il dolore, ha ammesso, è grande soprattutto quando si ha la sensazione di essere pronti per vincere. Ma il messaggio finale è quello che da sempre accompagna la sua carriera: «Non si molla. Mai. Ci vediamo presto».

Parole che raccontano anche lo stato d’animo di un atleta che non ha avuto nemmeno la possibilità di verificare sul campo quanto valesse davvero quella finale.

Camossi: «Non abbiamo nulla da rimproverarci»

A spiegare cosa è accaduto nei minuti precedenti alla finale è stato Paolo Camossi. Jacobs aveva avvertito dei crampi ai polpacci durante un allungo nella zona della call room. Il tecnico lo aveva visto in difficoltà e gli aveva suggerito di non rischiare.

Ma Jacobs ha voluto provarci comunque.

«Ci teneva troppo», ha raccontato Camossi. La conseguenza è stata una struttura di corsa inevitabilmente modificata e il problema che si è manifestato in gara. Secondo il tecnico, però, non c’è nulla da rimproverarsi: il lavoro svolto aveva riportato Jacobs ai suoi livelli e gli aveva permesso di trovare «l’azione migliore di sempre».

Anche il tempo molto ridotto tra semifinale e finale, appena un’ora, potrebbe essere inserito tra i fattori da analizzare. Ma Camossi non vuole cercare alibi: «A che pro? Forse doveva succedere. Adesso la priorità è guarire».

Una priorità assoluta, perché prima dei prossimi appuntamenti e dei tempi da inseguire viene la necessità di capire quanto sia serio questo nuovo problema muscolare.

E forse la fotografia più efficace della serata resta quella del presidente Fidal Stefano Mei: «Marcell, avesse solo messo un piede davanti all’altro, avrebbe l’oro al collo». Una frase che racconta tutta la beffa di Birmingham. Ma anche la speranza: Jacobs tornerà in cantiere, ancora una volta, per provare a costruire una nuova ripartenza.