La Roma ha scelto di non intervenire pubblicamente, nonostante il forte fastidio per le dichiarazioni di Max Allegri al termine della sfida di Napoli. Nessun comunicato ufficiale, né attraverso i canali social e il sito del club né tramite l’Ansa, come invece sembrava possibile nella giornata di domenica.
Alla base della decisione ci sarebbe un motivo preciso: già oggi, lunedì 26 ottobre, è attesa la pronuncia del giudice sportivo sulla condotta dell’allenatore del Napoli. Gerardo Mastrandrea dovrà esaminare quanto riportato dall’arbitro Colombo nel referto, compreso il provvedimento di espulsione comminato nel finale della partita del Maradona su segnalazione del quarto uomo. Gli scenari sono due: una squalifica e/o un’ammenda per Allegri, con il rischio concreto di saltare la trasferta di Monza in programma mercoledì. In assenza di espressioni gravemente ingiuriose rivolte alla squadra arbitrale, la sanzione dovrebbe limitarsi a una giornata di stop.
Resta poi da chiarire quanto successo negli spogliatoi dopo il fischio finale. Le parole attribuite al tecnico nei confronti della Roma potrebbero infatti attirare l’attenzione della procura federale, che valuterà l’eventuale apertura di un’indagine qualora il giudice sportivo non dovesse intervenire sulla vicenda. Il primo passaggio sarà verificare se la frase (“L’anno scorso hanno messo la Champions in tasca alla Roma e ho pagato io con il Milan”), riportata dai media, sia stata effettivamente pronunciata da Allegri, apparso furioso dopo le interviste televisive e prima di raggiungere la sala destinata alla conferenza stampa.
Come avviene abitualmente, anche al Maradona erano presenti gli ispettori federali. Spetterà a loro, se hanno assistito alla scena, ricostruire gli avvenimenti successivi al triplice fischio. Tuttosport richiama l’articolo 23 del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede per l’allenatore e anche per il Napoli, che finora non ha preso le distanze dalle dichiarazioni, un’ammenda compresa tra 2.500 e 50.000 euro. Una squalifica superiore a un turno di campionato sarebbe possibile soltanto qualora le frasi venissero considerate riconducibili ai “casi più gravi” contemplati dalla norma.
La Roma, pur senza esporsi ufficialmente, ha respinto le accuse di aver beneficiato di favori nella precedente corsa alla Champions League. Il club non condivide nemmeno le contestazioni relative all’espulsione di Allegri, che aveva chiamato in causa Gasperini con queste parole: “A te consentono di fare qualsiasi cosa, tu fai casino e mi sbattono fuori”.