La Juventus ritrova i tre punti e un po’ di serenità, ma non cancella tutti i dubbi emersi nelle ultime settimane. A Lecce la squadra di Luciano Spalletti si impone 2-0 grazie alle reti di Weston McKennie e Douglas Luiz, approfittando anche della scarsa consistenza offensiva dei salentini. Un successo necessario dopo la pesante sconfitta casalinga contro la Lazio, il pareggio di Cagliari e il deludente 2-2 in Europa League contro il Rennes. La risposta è arrivata soprattutto sul piano del risultato e della solidità difensiva, mentre il funzionamento del nuovo attacco resta ancora tutto da verificare.
L’avvio, infatti, non è stato particolarmente incoraggiante. Nonostante il bisogno di vincere, la Juventus ha faticato a costruire occasioni e per quasi mezz’ora non è riuscita a rendersi realmente pericolosa. A cambiare la partita ci ha pensato Douglas Luiz, protagonista di un’intuizione che ha permesso a McKenniedi sbloccare il risultato al 29′. La conclusione sporca dell’americano ha sorpreso la difesa del Lecce, regalando ai bianconeri un vantaggio che fino a quel momento non era apparso scontato.
Dieci minuti più tardi è arrivato anche il raddoppio, questa volta firmato direttamente dal centrocampista brasiliano, favorito da un intervento poco convincente di Falcone. Sullo 0-2 la partita si è sostanzialmente chiusa. Il Lecce non ha trovato la forza né le soluzioni per riaprirla, mentre la Juventus ha potuto amministrare senza particolari affanni, portando a casa una vittoria preziosa soprattutto per il morale.
Uno degli aspetti più incoraggianti per Spalletti è stato il comportamento della difesa. Dopo aver incassato cinque gol tra Lazio e Rennes, e complessivamente sette nelle ultime quattro partite ufficiali, il terzetto arretrato ha ritrovato compattezza e sicurezza. Certamente ha aiutato la pochezza offensiva degli avversari, incapaci di creare vere difficoltà, ma mantenere la porta inviolata rappresenta comunque un segnale importante dopo le recenti disattenzioni.
La trasferta salentina doveva però fornire indicazioni soprattutto sul 3-5-2 e sulla convivenza tra Nick Woltemade e Randal Kolo Muani, schierati insieme per la prima volta da titolari in campionato dopo l’esperimento poco convincente contro il Rennes. Da questo punto di vista, le risposte sono state tutt’altro che positive.
Il francese ha vissuto una partita particolarmente complicata, caratterizzata da numerosi errori tecnici, palloni persi e dribbling non riusciti. Sono mancate precisione e incisività anche nelle due occasioni avute a disposizione: la prima nata da un suggerimento di Douglas Luiz, la seconda da un retropassaggio di Koopmeiners. Due opportunità non sfruttate che hanno confermato le difficoltà dell’attaccante nel trovare continuità e concretezza.
Diverso, almeno per atteggiamento, il giudizio su Woltemade. Il tedesco ha lavorato molto per la squadra, cercando di proteggere il pallone, abbassandosi frequentemente verso il centrocampo e provando a favorire gli inserimenti dei compagni. La sua presenza fisica ha creato qualche problema ai difensori avversari, costringendo anche Gaspar a spendere un’ammonizione. Tuttavia, negli ultimi metri il contributo è rimasto praticamente nullo. L’unica vera occasione non concretizzata sarebbe stata comunque cancellata per fuorigioco.
La sensazione è che la coppia offensiva abbia ancora bisogno di tempo per trovare automatismi e complementarità. Woltemade tende ad arretrare per partecipare alla manovra, mentre Kolo Muani dovrebbe sfruttare maggiormente gli spazi in profondità, ma contro il Lecce l’intesa è apparsa ancora insufficiente. Un problema che Spalletti dovrà affrontare rapidamente, soprattutto considerando il livello degli avversari che attendono la Juventus.
La notizia migliore della serata è stata senza dubbio la prestazione di Douglas Luiz. Il brasiliano ha preso in mano la regia, mostrando personalità, qualità nella distribuzione del pallone e capacità di incidere direttamente sul risultato. Prima l’assist per McKennie, poi il gol del raddoppio: due giocate decisive che hanno indirizzato la partita e confermato la sua crescente centralità nel progetto tecnico.
Da anni la Juventus cerca un centrocampista capace di dettare i tempi e dare ordine alla costruzione del gioco. Il paragone con Andrea Pirlo resta impegnativo, anche per le differenze di caratteristiche e spessore tecnico, ma Douglas Luiz ha dimostrato di poter offrire proprio quella qualità in regia che spesso è mancata ai bianconeri. La sua prestazione rappresenta un punto di partenza importante, da confermare però contro avversari più competitivi.
Il calendario, del resto, non concederà molto tempo per festeggiare. Prima della prossima sosta per le nazionali, la Juventus affronterà quattro appuntamenti particolarmente impegnativi: la trasferta di Marassi nel turno infrasettimanale di mercoledì, la sfida casalinga contro il Napoli, quindi gli impegni esterni contro AZ e Fiorentina.
Un ciclo che servirà a misurare le reali ambizioni della squadra di Spalletti. Il successo di Lecce ha interrotto un periodo negativo e restituito fiducia, ma non può ancora essere considerato la prova di una svolta definitiva. La difesa ha ritrovato solidità, Douglas Luiz si è candidato a diventare il nuovo punto di riferimento del centrocampo, ma l’attacco continua a non convincere. Per capire se la Juventus abbia davvero cambiato passo serviranno risposte ben più significative nelle prossime quattro partite.