Due competizioni, due facce profondamente diverse della stessa squadra. L’Inter di Cristian Chivu continua a viaggiare a ritmi impressionanti in campionato, dove è ancora imbattuta e ha lasciato per strada soltanto due punti nel pareggio sul campo della Roma, ma fatica a trovare certezze in Champions League. Una contraddizione evidente, soprattutto considerando che proprio il club nerazzurro è stato l’unico, tra le quattro italiane impegnate nella competizione, a indicare apertamente l’Europa come un obiettivo stagionale, successivamente ridimensionato a «sogno». Eppure, dopo il pesante passo falso contro il Bruges, anche la prima vittoria continentale è arrivata tra sofferenze, difficoltà e interrogativi ancora irrisolti.
L’1-0 contro lo Shakhtar Donetsk ha restituito ossigeno alla classifica e al morale, ma la prestazione di San Siro ha confermato diversi limiti. Il primo riguarda la velocità della manovra, troppo spesso lenta e prevedibile. Per circa un’ora i nerazzurri hanno attaccato senza riuscire a sorprendere una difesa ucraina che ha controllato con relativa tranquillità le iniziative avversarie. Una difficoltà ancora più preoccupante considerando che Chivu aveva scelto una formazione composta sostanzialmente da titolari, senza ricorrere a un turnover particolarmente ampio.
Anche il reparto arretrato continua a offrire segnali contrastanti. Il primo incontro europeo senza reti subite rappresenta certamente un passo avanti, ma non basta per archiviare le incertezze individuali. Manuel Akanji sta attraversando un periodo complicato, mentre Alessandro Bastoni, che sembrava aver superato le difficoltà personali delle ultime settimane, è incappato in una nuova serata negativa, culminata in un’espulsione tanto ingenua quanto evitabile. A garantire equilibrio e affidabilità ci ha pensato ancora una volta Carlos Augusto, autentico jolly della formazione nerazzurra, capace di adattarsi a ruoli e situazioni differenti.
Un altro elemento di riflessione riguarda il mercato estivo, dal quale ci si aspettava un contributo decisamente superiore. Spence, schierato dal primo minuto, non ha inciso come avrebbe dovuto, mentre Stones e Jones continuano a non essere disponibili. Acquisti pensati anche per aumentare la competitività internazionale della rosa, ma che finora non hanno prodotto il salto di qualità auspicato. Un problema che rischia di pesare soprattutto in una competizione nella quale profondità dell’organico e alternative di livello possono fare la differenza.
Non sono mancati, comunque, gli aspetti positivi. Il più evidente riguarda Josep Martinez, finalmente protagonista di una partita convincente: tre interventi importanti, nessuna sbavatura e soprattutto la porta inviolata. Per il portiere spagnolo una risposta significativa dopo le difficoltà precedenti. Ma il dato più importante resta naturalmente quello della classifica: l’Inter ha conquistato i primi tre punti della sua Champions, abbandonando l’ultimo posto e tornando a intravedere una possibilità concreta di qualificazione.
Chivu può inoltre ripartire dalla reazione dell’ultima mezz’ora, quando la squadra, pur rimasta in inferiorità numerica, ha saputo difendersi con ordine e trovare il guizzo decisivo grazie a due protagonisti inattesi. Una dimostrazione di carattere che si aggiunge ai buoni segnali arrivati nei primi venti minuti, probabilmente i migliori dell’intera prestazione nerazzurra. In quella fase l’Inter aveva mostrato aggressività nella riconquista del pallone, intensità e capacità di costruire almeno quattro occasioni nitide, anche grazie alla vivacità e alla generosità di Bonny. Poi, però, il ritmo si è progressivamente abbassato e sono riemersi i problemi già evidenziati nelle precedenti uscite europee.
La sensazione, dunque, è che questa vittoria rappresenti più un punto di partenza che una vera svolta. Il prossimo esame arriverà il 3 novembre sul campo del Feyenoord, avversario particolarmente insidioso per organizzazione e caratteristiche tattiche. Gli olandesi, come ha già sperimentato il Como, sanno mettere in difficoltà gli avversari attraverso continue rotazioni a centrocampo e inserimenti improvvisi. Contro una squadra di questo tipo, errori in fase di impostazione e approcci poco aggressivi rischierebbero di essere pagati a caro prezzo.
L’Inter ha finalmente mosso la classifica, ma per trasformare il sogno europeo in qualcosa di concreto servirà ben altro. Più ritmo, maggiore attenzione difensiva e un contributo superiore da parte dell’intera rosa: sono queste le condizioni indispensabili per evitare che il successo sullo Shakhtar rimanga un episodio isolato. Chivu ha ottenuto i tre punti che cercava, ma la sua squadra è ancora lontana dall’aver superato l’esame Champions.