Napoli

Napoli, De Laurentiis apre alla cessione: servono 2 miliardi

Ballano 700 milioni, visto che la cordata americana capitanata da Matt Rizzetta sarebbe pronta a offrirne 1,3. 

Napoli, De Laurentiis apre alla cessione: servono 2 miliardi

Il futuro del Napoli potrebbe passare dagli Stati Uniti. Non soltanto per l’interesse di investitori americani, ma per un progetto che punta a trasformare il club azzurro nel cuore di una vera e propria polisportiva. Al centro delle indiscrezioni c’è Matt Rizzetta, manager newyorkese che, dopo aver acquistato la squadra di basket della città, avrebbe messo nel mirino anche la società calcistica di Aurelio De Laurentiis. I due hanno assistito insieme alla partita di Champions League contro il Bodø/Glimt allo stadio Maradona e, secondo quanto emerso, si sarebbero incontrati nuovamente ieri in un hotel di Napoli.

Un confronto descritto come amichevole, voluto dallo stesso presidente azzurro, ma che si inserirebbe in uno scenario sempre più concreto: la possibilità che De Laurentiis decida di vendere il Napoli, naturalmente alle proprie condizioni. Un’ipotesi che circola da diversi mesi e che già in primavera sarebbe stata vicina a una svolta, prima di un ripensamento del patron proprio al momento di arrivare alla conclusione dell’operazione.

La distanza tra domanda e offerta, almeno per il momento, resta però considerevole. De Laurentiis valuta il Napoli due miliardi di euro, una cifra che riflette non soltanto il valore sportivo della società, ma anche la forza commerciale di un marchio seguito da milioni di tifosi in Italia e nel mondo. Per il presidente, infatti, l’acquisto del club significherebbe entrare in possesso di un brand internazionale, con prospettive di crescita ancora importanti.

In questa strategia rientra anche il progetto di dotare il Napoli di uno stadio e di un centro sportivo di proprietà. Due infrastrutture che potrebbero aumentare sensibilmente il valore della società e spiegano l’accelerazione impressa negli ultimi tempi alla ricerca di terreni adatti alla loro realizzazione. Investimenti che, nelle intenzioni del patron, contribuirebbero a rafforzare ulteriormente il patrimonio del club anche in vista di una possibile cessione.

Dall’altra parte, però, Rizzetta non sembrerebbe intenzionato a superare la valutazione di 1,3 miliardi di euro. È questa la cifra che il manager, alla guida della cordata americana, sarebbe disposto a mettere sul tavolo per rilevare il Napoli. Una differenza di 700 milioni rispetto alla richiesta di De Laurentiis, che rende al momento difficile immaginare un accordo immediato.

Il progetto degli investitori statunitensi, peraltro, non prevederebbe l’acquisto di una partecipazione di minoranza. L’obiettivo sarebbe assumere il controllo del club e inserirlo in un’iniziativa sportiva più ampia, capace di riunire diverse discipline sotto un’unica struttura. Tra le ipotesi figurerebbe anche il restyling dello stadio Diego Armando Maradona, soluzione alternativa rispetto alla costruzione di un nuovo impianto.

L’interesse di Rizzetta si inserisce inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, che si prepara a ospitare l’America’s Cup tra la primavera e l’estate del prossimo anno, con appuntamenti previsti dal 22 maggio al 19 luglio. Un evento internazionale che potrebbe contribuire a rafforzare l’attrattività di Napoli agli occhi degli investitori stranieri.

De Laurentiis, intanto, non ha mai escluso pubblicamente la possibilità di passare la mano. Soltanto pochi giorni fa aveva dichiarato: «Se c’è qualcuno pronto a ripagare i miei sforzi di un quarto di secolo, si faccia avanti e lo valutiamo».

Una frase che oggi assume un significato ancora più preciso. Dopo oltre vent’anni alla guida della società, il presidente sembra disposto ad ascoltare proposte concrete, purché riconoscano il valore che attribuisce al suo progetto. Il Napoli, dunque, potrebbe essere in vendita, ma la trattativa resta tutta da costruire: l’interesse americano esiste, così come la distanza economica tra le parti. E per trasformare i contatti in un’operazione reale servirà molto più di un incontro cordiale.