A Torino il nome di Antonio Conte non è mai davvero uscito dai radar. E oggi, dopo una serie di incastri che negli ultimi mesi hanno modificato completamente lo scenario, l’ipotesi di un suo ritorno alla Juventus resta una possibilità da tenere in considerazione. Non c’è ancora una trattativa e non esiste una decisione presa, ma il tecnico pugliese potrebbe tornare al centro dei pensieri bianconeri qualora la stagione dovesse prendere una direzione negativa.
Per ricostruire il possibile scenario bisogna tornare alla tarda primavera del 2025. Il Napoli di Conte si avvicinava alla conquista dello scudetto, mentre la Juventus aveva appena affidato la squadra a Igor Tudor dopo l’esonero di Thiago Motta. In casa bianconera si ragionava sulla possibilità di confermare il croato, ma John Elkann aveva indicato ai propri dirigenti, con Damien Comolli in prima fila, la necessità di valutare una nuova guida tecnica. Sul tavolo c’erano due nomi considerati di primissimo livello: Conte e Gian Piero Gasperini.
Il primo obiettivo era proprio Conte. Il ritorno a Torino sembrava vicino, nonostante una parte del popolo juventino non avesse dimenticato il passaggio all’Inter e, successivamente, l’esperienza a Napoli. Conte aveva appena aggiunto un altro scudetto alla propria carriera e sembrava orientato a lasciare il club azzurro. La prospettiva di tornare nella città dove vive la sua famiglia e sulla panchina della squadra che aveva rappresentato da giocatore e poi rilanciato in un momento delicatissimo sembrava avere un peso importante.
Poi è arrivato il colpo di scena. Le celebrazioni per il titolo, l’entusiasmo della città e soprattutto il rapporto costruito con Aurelio De Laurentiis hanno modificato i piani. Conte ha scelto di restare a Napoli, facendo saltare quello che sembrava l’approdo più naturale per la Juventus. A quel punto Comolli ha spostato l’attenzione su Gasperini, ma il primo approccio non ha prodotto l’intesa necessaria. Il tecnico dell’Atalanta ha infatti scelto la Roma, sponda giallorossa.
La Juventus è rimasta così con Tudor, prima di interrompere anche quella soluzione e affidarsi a Luciano Spalletti. Il resto è storia recente: a fine anno i bianconeri si sono ritrovati fuori dall’Europa che conta, mentre Conte ha concluso la sua esperienza napoletana e, dopo essere stato accostato anche alla Nazionale, si è ritrovato senza squadra.
È proprio questo incastro a rendere oggi nuovamente attuale la suggestione. Se il percorso della Juventus dovesse complicarsi e Spalletti venisse sollevato dall’incarico, Conte sarebbe inevitabilmente uno dei nomi da prendere in considerazione. Il legame con Torino, la presenza della famiglia in città e il rapporto mai completamente interrotto con l’ambiente bianconero rappresenterebbero elementi da valutare. Resta invece più delicata la questione tecnica: Conte è storicamente un allenatore capace di imprimere una forte accelerazione alle proprie squadre, ma il suo calcio nasce soprattutto durante la preparazione estiva, quando può lavorare a fondo sulla condizione atletica e sui meccanismi tattici.
Gli esempi delle esperienze da subentrato sono infatti contrastanti. A Bari e al Tottenham Conte è riuscito comunque a incidere pur prendendo la squadra in corsa. Molto più complicato è stato invece il passaggio all’Atalanta, durato appena 13 partite. Un precedente che suggerisce prudenza nel valutare un eventuale arrivo a stagione iniziata.
Ci sarebbe poi anche un ostacolo economico tutt’altro che secondario. Spalletti ha ancora due anni di contratto a 5 milioni netti a stagione e, in caso di esonero, la Juventus dovrebbe continuare a sostenerne il costo. A questa cifra si aggiungerebbe l’ingaggio del nuovo allenatore. Conte, pur potendo essere disposto a ridimensionare le proprie richieste per tornare alla squadra più importante della sua storia, arriva infatti da uno stipendio particolarmente elevato: a Napoli percepiva 8 milioni all’anno più bonus.
Per ora, dunque, si tratta soltanto di uno scenario possibile. La stagione dovrà dire se diventerà qualcosa di più concreto. La sconfitta contro il Sassuolo ha inevitabilmente riacceso il dibattito e riportato in superficie un nome che, per storia e legami, resta particolarmente suggestivo per l’ambiente juventino. Se però la situazione dovesse precipitare fino all’esonero di Spalletti, la pista Conte sarebbe una delle prime da verificare.