Il campionato cambia marcia proprio quando sembrava aver trovato un padrone. Dopo due terzi di stagione vissuti tra ribaltoni, cadute e continui cambi di scenario, la MotoGP si presenta al via dell’ultimo segmento con una classifica che sembra quasi azzerata: Marc Marquez e Jorge Martin sono appaiati a 274 punti, mentre Marco Bezzecchi insegue a quota 241.
«Ripartiamo da zero a zero», ha detto Martin arrivando ieri a Zeltweg. Una fotografia suggestiva della situazione, anche se i numeri raccontano qualcosa di diverso. A parità di punti, infatti, Marquez può contare su un vantaggio enorme in termini di vittorie: cinque contro una.
Marquez, sette GP da padrone
Il dato più significativo, però, non è soltanto il numero dei successi. È soprattutto la loro collocazione nel calendario. Marquez ha vinto cinque gare, tutte negli ultimi sette Gran Premi, un segnale inequivocabile del momento di forma attraversato dal campione del mondo.
I dubbi che accompagnavano la sua rincorsa erano soprattutto due: la tenuta fisica e il rendimento sui circuiti caratterizzati da un determinato senso di marcia. Le risposte sono arrivate gara dopo gara. Marquez ha vinto al Sachsenring e ad Aragon, mentre ha chiuso settimo ad Assen e Silverstone, mostrando di sapersi adattare a condizioni differenti.
Poi è arrivata Misano, capace di cancellare ulteriori interrogativi. «Gara dopo gara sono sempre più comodo in moto», ha spiegato il pilota Ducati. Una frase che fotografa la fiducia ritrovata.
Quando si parla di titolo, invece, Marquez tende a frenare gli entusiasmi. «Siamo ancora in corsa almeno in sette, lo garantisce l’aritmetica». Poi, però, arriva la stoccata agli avversari: «Io ero completamente fuori dalla lotta al titolo, sono gli altri che lo stanno perdendo. Anche se avessi vinto tutte le gare ed il leader di allora avesse chiuso sempre secondo, non sarei più riuscito a vincere il Mondiale. Gli altri hanno commesso degli errori, io li sto semplicemente sfruttando».
Martin non può più soltanto amministrare
Il riferimento principale è Marco Bezzecchi, che dopo il Mugello poteva contare su ben 102 punti di vantaggio su Marquez. Da allora, però, il campionato ha completamente cambiato volto.
E lo stesso concetto Marquez lo ha applicato anche a Martin, mettendo nel mirino la sua gestione delle gare: «Abbiamo capito che in questo campionato così equilibrato serve essere costanti, ma bisogna anche rischiare perché restando costanti sul 5° o 6° posto poi il Mondiale non lo vinci. Ma quando si rischia si può cadere e basta una caduta per cambiare tutto».
È il paradosso di una stagione ancora apertissima. La regolarità è indispensabile, ma da sola potrebbe non bastare. E Martin lo sa bene. «Sono molto contento di lottare con Marc che è uno dei migliori piloti della storia», ha detto l’Aprilia. «Adesso si riparte da zero, lui è favorito, ma noi abbiamo le nostre armi per rispondere».
Zeltweg sorride alla Ducati
Il primo capitolo del nuovo segmento del Mondiale si apre su una pista che, almeno sulla carta, sembra favorevole alla Ducati.
Il Red Bull Ring di Zeltweg è stato infatti terreno di conquista della casa italiana in nove delle ultime dieci edizioni, con cinque piloti differenti. L’ultimo a imporsi è stato proprio Marc Marquez.
Per Martin, dunque, sarà un altro esame importante. L’Aprilia ha dimostrato in più occasioni durante questa stagione di avere qualcosa in più rispetto alla concorrenza, ma il tracciato austriaco potrebbe esaltare le caratteristiche della Ducati.
Resta inoltre un’incognita fisica tutt’altro che secondaria: il braccio di Martin. A Misano la sindrome compartimentale lo ha costretto a rallentare, facendolo precipitare dalla prima alla quinta posizione. «Ho fatto le terapie, ma non so ancora cosa faremo dopo questa gara», ha raccontato. Il dubbio è quindi anche quello di un eventuale intervento chirurgico.
Bezzecchi vuole tornare quello di inizio stagione
E poi c’è Bezzecchi, che si presenta a Zeltweg con 33 punti da recuperare sulla coppia di testa. Il pilota Aprilia ha vissuto una stagione straordinaria nella prima parte, ma anche costellata da errori che hanno progressivamente ridotto il suo margine.
L’ultimo è arrivato proprio a Misano, e il Bez ha scelto di trasformarlo in una lezione: «Ho riguardato l’errore di Misano, mi servirà da lezione».
Il suo approccio resta quello della consapevolezza senza proclami: «Il campionato è ancora lungo, Marquez è molto forte, quando è in forma, e in questo momento lo è, diventa molto difficile da battere. Però non mi devo preoccupare troppo di questo: per me l’importante è ritrovare il livello della prima parte di campionato».
Magari proprio a Zeltweg, pista che non gli è affatto estranea. «Ma ci ho vinto anche io», ha ricordato. E non è un dettaglio: delle sei vittorie conquistate nelle categorie minori, tre sono arrivate proprio sul tracciato austriaco.
Tre piloti, 33 punti di differenza tra il primo e il terzo e un ultimo terzo di stagione ancora tutto da scrivere. Marquez parte con i numeri dalla sua parte, Martin vuole dimostrare di avere ancora le armi per rispondere, Bezzecchi cerca il rilancio. E a Zeltweg può cominciare un altro Mondiale.