Charles Leclerc è assente giustificato per motivi familiari, ma a catalizzare l’attenzione nel giovedì che inaugura il fine settimana del Gran Premio di San Paolo è soprattutto Lewis Hamilton. Il britannico si presenta davanti ai media con una determinazione particolare, senza rinunciare a qualche frecciata nei confronti del compagno di squadra. Per Sir Lewis sarà un appuntamento speciale anche dal punto di vista personale: raggiungerà infatti lo storico traguardo dei quattrocento Gran Premi iridati.
Il sette volte campione del mondo ha inoltre un obiettivo sportivo ben preciso: riconquistare il secondo posto nella classifica iridata, attualmente occupato da Max Verstappen, che lo precede di appena due punti (261 a 259). Hamilton, tuttavia, dovrà guardarsi anche da chi insegue, con George Russell a quota 250 punti e Charles Leclerc a 245. Il monegasco, diventato recentemente papà, salterà le FP1, nelle quali sarà sostituito dal terzo pilota svedese Dino Beganovic, prima di tornare regolarmente al volante.
Proprio Leclerc è al centro delle dichiarazioni di Hamilton, che torna sull’episodio del primo giro del GP di Città del Messico e sulla possibilità sfumata di conquistare una doppietta Ferrari. Il britannico riconosce i progressi della squadra, ma non risparmia critiche al vicino di box, con il quale non ha ancora avuto un confronto diretto dopo quanto accaduto in pista.
“L’energia nel team è davvero grande. Penso che la nostra gente a Maranello abbia realizzato un ottimo lavoro in queste ultime gare: abbiamo fatto più punti di tutti i nostri avversari. Penso che siamo davvero saliti di livello direi soprattutto nelle ultime quattro gare, con alcuni cambiamenti che abbiamo introdotto e la nostra esecuzione è stata molto migliore, proprio grazie al metodo di lavoro. Questo mi rende felice”.
Hamilton sottolinea poi come l’episodio messicano debba diventare un’occasione di crescita collettiva, pur ribadendo le proprie perplessità sull’atteggiamento del compagno. Il confronto con Leclerc sarà inevitabile, anche nell’ottica della prossima stagione: “Certo, avremmo potuto facilmente arrivare primi e secondi a Città del Messico: dobbiamo fare in modo non accada mai più. Cos’altro posso dire? Penso che Charles sia particolarmente aggressivo in pista nei miei confronti. Al via del GP di Singapore è andato all’attacco di Verstappen ma poi ha mollato. Con me in Messico non è andata proprio così e se ci fate caso era già successa la stessa cosa con altri suoi compagni di squadra, come Vettel e Sainz. Non ho ancora parlato con lui dopo Città del Messico. Non credo che tutta la questione possa essere compressa e sistemato in una sola riunione, ma è importante parlarne all’interno del team, appena sarà possibile, perché quello che costruiamo ora ci metterà in una posizione migliore per il prossimo anno”.
Il britannico guarda comunque avanti, convinto che anche le difficoltà possano rafforzare la Ferrari. E sul traguardo dei quattrocento GP, Hamilton rilancia la propria ambizione: “In un certo senso, sono contento che abbiamo avuto quell’esperienza. Certo, avrei preferito che avessimo vinto e magari fatto doppietta ma anche da queste cose si può imparare e diventare più forti. Per quanto mi riguarda, sono al cento per cento consapevole della mia responsabilità verso la Ferrari: non ha mai vacillato e non lo farà mai. I miei 400 Gran Premi? Non mi aspettavo certo di arrivare a questa cifra, non ci avevo mai pensato. Ricordo ancora quando mi avvicinavo ai trecento e tutti ripetevano la storia che nessuno ha mai vinto dopo trecento GP. Ho dimostrato che si sbagliavano, quindi adesso dovrò vincere anche dopo i quattrocento”.