Il protagonista

Antonelli conquista Monza: il popolo Ferrari si innamora di Kimi

La gara capolavoro del ventenne bolognese, partito dal fondo e arrivato fino alla vittoria, ha fatto scattare qualcosa di speciale anche tra i tifosi del Cavallino

Antonelli conquista Monza: il popolo Ferrari si innamora di Kimi

A Monza è successo qualcosa che, fino a ieri, sarebbe sembrato quasi impensabile. Il colore dominante era sempre il rosso, le bandiere continuavano a sventolare per la Ferrari, ma a un certo punto dagli spalti è partito un boato per un pilota vestito d’argento. Il protagonista era Kimi Antonelli, ventenne bolognese capace di trasformare una gara che sembrava compromessa in uno spettacolo straordinario.

Partiva dal fondo, aveva davanti una rimonta quasi impossibile e guidava la Mercedes, la macchina più competitiva del weekend. Nessuno, nemmeno tra il pubblico di Monza, pensava davvero che potesse arrivare fino alla vittoria. Poi, giro dopo giro, l’impresa ha preso forma. E soprattutto ha cominciato a fare rumore.

Ventisei sorpassi e un boato tutto italiano

Non esiste un apparecchio in grado di misurare l’intensità emotiva del tifo, ma il rumore delle tribune raccontava tutto. A ogni sorpasso di Antonelli il pubblico esplodeva.

Alla fine saranno 26 le vetture superate dal giovane italiano, protagonista di una rimonta che ha finito per mettere in secondo piano persino la speranza dei ferraristi di vedere Lewis Hamilton, ultima Ferrari rimasta in gara, compiere un’impresa.

Il Cavallino, in realtà, aveva vissuto una domenica amarissima: Charles Leclerc ritirato e Hamilton sesto. Eppure, questa volta, la delusione è stata quasi cancellata dalla grandezza della prestazione di Kimi.

Era troppo bello per non lasciarsi coinvolgere.

«Mi sento come se avesse vinto la Ferrari»

Dopo il podio, tra i tifosi, l’atmosfera era quella di una festa. Una festa particolare, perché la Ferrari non aveva vinto.

Dario, arrivato da Roma per il suo primo Gran Premio insieme al padre Fabrizio, entrambi completamente vestiti di rosso, ha raccontato tutta la sua emozione: «Kimi è stato impressionante e ha la mia età, mi fa davvero appassionare. Mi sento come se avesse vinto la Ferrari».

E quando gli è stato chiesto se sarebbe disposto a indossare una divisa Mercedes per seguire Antonelli nella corsa al Mondiale, la risposta è stata prudente: «Non esageriamo… Una maglia no, però per lui un cappellino sì».

Anche Davide e Alice, giovane coppia arrivata da Pistoia, hanno raccontato la stessa sensazione: «Mamma mia, come abbiamo esultato e con noi un sacco di gente in tribuna, vederlo in azione era emozionante».

Poi c’è stata Renata, da Budrio, terra vicina a quella di Antonelli, con una maglietta rossa dedicata a Michael Schumacher. Il suo verdetto è stato ancora più netto: «A noi va benissimo così se la Ferrari non vince, bravissimo Kimi. E ora a casa a festeggiare con un bel piatto di gramigna come piace anche a lui».

Un sentimento che sintetizza perfettamente la giornata: «Peccato per la Ferrari, ma che Kimi abbiamo visto».

La generazione che sogna con Antonelli

Non è un ribaltamento del tifo e probabilmente non lo sarà mai. Ferrari resta Ferrari, soprattutto a Monza. Ma Antonelli sta conquistando qualcosa di diverso: l’immaginazione di una generazione.

Chi oggi ha 20 anni non ha mai potuto festeggiare un titolo mondiale piloti della Ferrari. In compenso, vede un ragazzo della propria età vincere Gran Premi e inseguire un obiettivo storico: riportare un pilota italiano al titolo mondiale, cosa che non accade dal 1953.

È questo il motivo per cui Kimi riesce a entrare così facilmente nel cuore del pubblico. Parla come loro, ragiona come loro, vive esperienze che sentono vicine. E poco importa se sulla tuta c’è una stella a tre punte invece del Cavallino.

La Kimi mania contagia anche la Mercedes

Il fenomeno non riguarda soltanto i tifosi.

Anche all’interno della Mercedes, squadra tedesca con personale in larga parte britannico e con l’inglese come lingua di riferimento, ormai è diventato sempre più frequente vedere meccanici e membri del team divertirsi con saluti e battute in italiano.

Antonelli è diventato un catalizzatore di entusiasmo.

E Liberty Media e la Formula 1 non possono che osservare con attenzione il fenomeno: un giovane talento italiano, vincente, spontaneo e capace di parlare direttamente a un pubblico giovane rappresenta un patrimonio enorme per il futuro del campionato.

«Portaci il Mondiale»

Dopo la gara, il pubblico ha trasformato l’entusiasmo in un messaggio chiarissimo. Dagli spalti è partito il coro:

«Portaci, portaci, portaci il Mondiale, Antonelli, portaci il Mondiale!»

Poi è arrivato anche il classico omaggio italiano sulle note di “Volare”.

È la fotografia di una popolarità che cresce rapidamente e che potrebbe diventare ancora più travolgente se dovesse concretizzarsi uno scenario già capace di far sognare i tifosi.

E se il finale fosse a Imola?

Gli astri, almeno per ora, sembrano allinearsi. Se l’ultima gara del Mondiale dovesse davvero essere assegnata a Imola, tutto assumerebbe un significato ancora più particolare.

A pochi passi da casa di Antonelli, il finale della stagione potrebbe trasformarsi in uno degli appuntamenti più emozionanti dello sport italiano.

E allora si capisce anche perché ieri, tra le tribune di Monza, qualcuno abbia iniziato a fare un passo ulteriore con la fantasia: Antonelli campione del mondo con la Ferrari.

Per ora è soltanto un sogno. Ma dopo una rimonta come quella di Monza, è un sogno che ha cominciato a correre.