L’impatto di Gonçalo Ramos sulla Serie A aveva fatto pensare a un’arma importante per il Milan. Le prime uscite avevano mostrato un attaccante presente, coinvolto e capace di rendersi pericoloso con continuità. Ora, però, qualcosa sembra essersi inceppato. Le ultime due partite contro Juventus e Lazio hanno infatti restituito un’immagine molto diversa del portoghese, sempre più lontano dal vivo del gioco e con numeri che iniziano a destare qualche preoccupazione.
All’Olimpico, contro i biancocelesti, Ramos ha vissuto un’altra serata complicata. A differenza della gara disputata all’Allianz Stadium, questa volta Amorim ha deciso di sostituirlo nel finale, affidandosi a Camarda per gli ultimi minuti. Contro la Juventus, invece, l’ex Psg era rimasto in campo per l’intera partita, senza però riuscire a lasciare il segno. Due prestazioni consecutive nelle quali la sua presenza offensiva è stata decisamente ridotta.
Il problema, in realtà, non riguarda soltanto il numero di gol. A preoccupare maggiormente è il coinvolgimento complessivo dell’attaccante nella manovra. Ramos sta toccando pochissimi palloni e, soprattutto, sta arrivando raramente alla conclusione. Un dato che stride con quanto mostrato nelle prime partite di campionato: tra Torino e Venezia erano arrivate molte conclusioni. Nelle successive due gare, invece, il conto si è drasticamente ridotto a una sola conclusione indirizzata verso la porta. Zero contro la Juventus, una contro la Lazio, senza però riuscire a centrare lo specchio.
Numeri che raccontano una fase di evidente difficoltà, ma che Amorim non sembra voler trasformare in un problema individuale. Il tecnico, nel post-partita dell’Olimpico, ha infatti difeso il proprio centravanti, indicando nella struttura della squadra una delle possibili ragioni del suo momento complicato: “Per aiutarlo dobbiamo trascorrere più tempo vicino l’area di rigore, portare più calciatori più calciatori a ridosso degli ultimi metri. Con i tagli di Pulisic o Cisse che si inseriscono, allora Ramos può avere più opportunità di toccare la palla. Sicuramente migliorerà nel corso della stagione”.
Il messaggio dell’allenatore è dunque piuttosto chiaro: per ritrovare il miglior Ramos serve un Milan capace di accompagnare maggiormente l’azione negli ultimi venti metri. La presenza di Pulisic alle sue spalle può rappresentare una soluzione importante, soprattutto grazie ai movimenti dell’americano e alla sua capacità di attaccare gli spazi. Allo stesso tempo, l’inserimento di un altro trequartista naturale potrebbe aumentare ulteriormente i rifornimenti per il portoghese.
In questo senso, giocatori come Rabiot o Loftus-Cheek non garantiscono necessariamente le stesse caratteristiche di un fantasista di ruolo. Ramos, invece, ha bisogno di palloni giocabili e di compagni abbastanza vicini da permettergli di sfruttare le sue qualità negli ultimi metri. Anche il pressing resta una delle armi sulle quali Amorim continua a puntare, segno che la fiducia nei confronti dell’attaccante non è venuta meno.
La fase di appannamento, quindi, non sembra ancora essere considerata un caso tecnico dal portoghese. Il Milan dovrà però trovare rapidamente il modo di riaccendere il suo centravanti: perché se le occasioni continuassero a diminuire, il problema non sarebbe più soltanto quello di segnare, ma diventerebbe soprattutto quello di riuscire a entrare davvero nelle partite.