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Juve, Spalletti peggio di Tudor e Thiago Motta: il futuro è in bilico

Il pesante 0-3 contro la Lazio riapre il processo al tecnico, ma sul banco degli imputati finisce anche la società.

Juve, Spalletti peggio di Tudor e Thiago Motta: il futuro è in bilico

Il problema della Juve non è soltanto la classifica. È la sensazione, sempre più evidente, di una squadra che non sa dove andare, incapace di costruire un’identità e soprattutto di trovare una soluzione alle proprie difficoltà. Il pesantissimo 0-3 incassato contro la Lazio ha fatto esplodere una crisi che covava da settimane e ha rimesso in discussione anche Luciano Spalletti, chiamato un anno fa per rilanciare i bianconeri e oggi protagonista di un avvio di campionato persino peggiore rispetto a quelli dei suoi predecessori. I numeri, del resto, non lasciano spazio a interpretazioni: 11 punti in sette giornate, due sconfitte e una distanza già di otto lunghezze dalla coppia di testa formata da Inter e Lazio.

Per comprendere la portata del momento basta riavvolgere il nastro di dodici mesi. Alla stessa altezza del campionato, la Juventus di Igor Tudor aveva conquistato 12 punti, uno in più rispetto a quella attuale, e si trovava a quattro lunghezze dal Milan capolista. Anche il tanto criticato Thiago Motta, nella stagione precedente, aveva fatto meglio: 13 punti nelle prime sette partite, due in più di quelli raccolti oggi da Spalletti. Un confronto impietoso per un allenatore arrivato a Torino con il compito di restituire competitività e ambizioni a una squadra che, invece, continua a perdere terreno.

Il precedente Tudor e l’incubo Lazio

C’è poi una coincidenza che rende ancora più delicata la posizione dell’attuale tecnico. Esattamente un anno fa, la Lazio era stata fatale a Tudor. Il 26 ottobre 2025, all’ottava giornata, i bianconeri persero 1-0 all’Olimpico per un gol di Basic. Fu la terza sconfitta consecutiva, dopo il 2-0 incassato a Como e l’1-0 contro il Real Madrid al Bernabeu in Champions League. Il giorno successivo, il 27 ottobre, la dirigenza decise di esonerare l’allenatore croato, con la Juventus settima in classifica.

Al suo posto arrivò proprio Spalletti, che oggi si ritrova in una situazione per certi versi ancora più complicata. La Juventus è ottava, ha un punto in meno rispetto a quella di Tudor e ha appena subito un’altra pesante sconfitta contro i biancocelesti, questa volta guidati da Gennaro Gattuso e in vetta alla classifica insieme all’Inter. Un incrocio che sembra quasi uno scherzo del destino e che inevitabilmente alimenta gli interrogativi sulla continuità del progetto tecnico.

A concedere ancora un margine di tempo a Spalletti potrebbe essere l’immediato appuntamento europeo. Giovedì, infatti, allo Stadium arriverà il Rennes per l’Europa League, competizione nella quale la Juventus è ancora a punteggio pieno. Un’occasione per cercare una reazione, ritrovare fiducia e allontanare almeno temporaneamente le ombre dalla panchina.

Classifica allarmante, ottobre può essere decisivo

La graduatoria restituisce la dimensione della crisi. La Juventus è già a -8 da Inter e Lazio, a -4 dal Milan quarto e si trova addirittura due punti sotto Frosinone e Cagliari, con i sardi che devono ancora recuperare una partita. Una situazione difficile da immaginare alla vigilia della stagione, quando l’obiettivo dichiarato era tornare stabilmente ai vertici del calcio italiano.

Il paragone con Thiago Motta rende il quadro ancora più significativo. L’ex tecnico bianconero venne esonerato soltanto alla 29ª giornata, quando la squadra si trovava a un punto dalla zona Champions. Oggi, invece, la Juventus rischia di vedere compromesse le proprie ambizioni molto prima, con un ritardo già consistente dalle prime posizioni.

Il calendario offre comunque a Spalletti la possibilità di cambiare rotta. Dopo l’impegno europeo contro il Rennes, arriveranno due trasferte sulla carta abbordabili, contro Lecce e Genoa. Partite che, in condizioni normali, la Juventus dovrebbe affrontare con l’obiettivo di conquistare sei punti, ma che alla luce delle ultime prestazioni assumono un significato completamente diverso.

Saranno appuntamenti fondamentali non soltanto per la classifica, ma anche per il futuro dell’allenatore. Perché se un anno fa la sconfitta contro la Lazio segnò la fine dell’esperienza di Tudor, oggi un altro tracollo contro i biancocelesti rischia di aprire una nuova crisi tecnica. E mentre ottobre volge al termine, la sensazione è che la Juventus sia già arrivata a un bivio decisivo della propria stagione.