La Juve ritrova carattere, intensità e soprattutto tre punti che possono dare una svolta alla sua stagione. Contro il Napoli dell’ex Massimiliano Allegri, la squadra di Luciano Spalletti si impone per 2-0 grazie a due splendide reti di Alajbegovic e Boga, cancellando almeno in parte la deludente prestazione offerta pochi giorni prima a Marassi. Un successo prezioso per la classifica e per il morale, anche se non sufficiente a nascondere i problemi offensivi che continuano ad accompagnare i bianconeri.
La differenza rispetto all’ultima uscita si vede soprattutto nell’atteggiamento. La Juventus aggredisce la partita, conquista campo e mette subito pressione agli avversari. I numeri raccontano bene l’approccio: sette calci d’angolo contro due nel primo tempo, un divario destinato ad allargarsi fino al 12-4 finale.
Anche l’intensità dei contrasti testimonia la determinazione della squadra. Al 16′ viene ammonito Douglas Luiz per un intervento su Rafa Marin, una decisione forse severa, soprattutto considerando il precedente fallo di Koopmeiners su Lang rimasto impunito. Quattro minuti più tardi arriva il giallo anche per Lucumi, punito per un intervento su Lucca.
Segnali di una Juventus più aggressiva e concentrata, capace di affrontare la sfida con quella personalità mancata nelle precedenti uscite. Per sbloccare il risultato, però, serve ancora una volta l’invenzione di un singolo.
A venti minuti dalla fine ci pensa Alajbegovic, che proprio mentre sembrava destinato alla sostituzione trova il guizzo decisivo. Il fantasista lascia partire un magnifico sinistro che non concede scampo a Meret, spezzando l’equilibrio e indirizzando la partita.
Il Napoli prova a reagire, ma all’87′ arriva il colpo del definitivo ko. Questa volta è Jeremie Boga a inventare una conclusione di destro altrettanto spettacolare, firmando il 2-0 e facendo esplodere la gioia bianconera.
Due prodezze individuali, due gol di pregevole fattura che permettono alla Juventus di conquistare una vittoria importante contro una diretta concorrente per le posizioni europee. Per Alajbegovic e Boga si tratta inoltre delle prime reti stagionali in campionato, un contributo prezioso in un momento nel quale gli attaccanti continuano a faticare.
Il successo rilancia le ambizioni della squadra di Spalletti, ma la situazione in classifica rimane complicata. Dopo dieci giornate, la Juventus ha raccolto 17 punti sui 30 disponibili e si trova ancora a sei lunghezze dal quarto posto occupato dal Como, mentre il distacco dalla Lazio capolista è di undici punti.
Numeri che impongono una riflessione sulla continuità di rendimento e, soprattutto, sulla scarsa efficacia del reparto offensivo. La coppia formata da Kolo Muani e Woltemade continua infatti a non trovare la giusta intesa.
Il francese, in particolare, appare lontano dalla condizione migliore e non segna dalla trasferta di Cagliari. Il centravanti tedesco, invece, ha già realizzato tre reti nelle competizioni europee, ma è ancora alla ricerca del primo gol in Serie A.
L’impegno non manca, ma il dialogo tra i due resta macchinoso e poco produttivo. La Juventus costruisce occasioni, prova a occupare gli spazi e ad accompagnare l’azione con diversi uomini, senza però riuscire a trasformare con regolarità la mole di gioco in opportunità concrete.
Una situazione che potrebbe spingere la dirigenza a intervenire nel mercato di gennaio, alla ricerca di rinforzi capaci di garantire maggiore peso e continuità sotto porta. Spalletti, nel frattempo, continua ad affidarsi soprattutto alla qualità dei suoi esterni e trequartisti.
Oltre alle reti di Alajbegovic e Boga contro il Napoli, il contributo offensivo dei fantasisti comprende i due gol di Zhegrova, entrambi risultati inutili nella trasferta contro il Sassuolo, e le marcature di Nico Gonzalez e Conceicao, una a testa. Troppo poco, però, per una squadra che punta a recuperare terreno nella corsa Champions.
Se l’attacco continua a rappresentare il principale punto interrogativo, arrivano invece segnali incoraggianti dalla difesa. Contro il Napoli, Vicario si dimostra subito decisivo con un intervento importante in apertura, trasmettendo sicurezza anche nelle uscite e nella gestione dell’area di rigore.
Dopo qualche incertezza iniziale, il reparto arretrato trova compattezza e riesce a limitare efficacemente gli attaccanti avversari. Una prestazione solida, che permette alla Juventus di chiudere senza subire reti per la quinta volta nelle prime dieci giornate.
Prima del successo sul Napoli, i bianconeri avevano già mantenuto la porta inviolata nelle vittorie contro Lecce, Atalanta e Parma, tutte terminate 2-0, e nel successo per 1-0 a Frosinone nella giornata inaugurale.
Una statistica che evidenzia come la fase difensiva possa rappresentare una base importante sulla quale costruire la risalita. La Juventus sa proteggere la propria porta, ma deve trovare maggiore incisività negli ultimi metri per trasformare le buone prestazioni in risultati costanti.
Adesso il calendario non concede pause. Giovedì i bianconeri torneranno in Europa, facendo visita all’AZ Alkmaar in una sfida delicata per la classifica continentale. La squadra di Spalletti ha conquistato sette punti nelle prime tre partite, uno in più degli olandesi, e punta a consolidare una posizione decisamente migliore rispetto a quella occupata in campionato.
Domenica sera, invece, arriverà un altro appuntamento impegnativo: la trasferta di Firenze contro la Fiorentina, una sfida tradizionalmente molto sentita e nella quale i viola trovano sempre motivazioni particolari.
La vittoria contro il Napoli restituisce entusiasmo e fiducia, ma non risolve automaticamente tutti i problemi. Spalletti ha ritrovato una squadra combattiva, più attenta e capace di sfruttare il talento dei singoli. Ora serve il passo successivo: dare continuità ai risultati e ritrovare i gol degli attaccanti.
Perché le magie di Alajbegovic e Boga possono decidere una partita, ma per inseguire davvero la Champions servirà una Juventus capace di vincere anche senza aspettare ogni volta il colpo del suo fantasista di turno.