Cristian Chivu guarda oltre il risultato e mette al centro esclusivamente la crescita della sua Inter. Alla vigilia del primo derby stagionale contro il Milan, in programma a Perth, in Australia (calcio d’inizio alle 19 locali, le 13 italiane), il tecnico nerazzurro ha spiegato come l’obiettivo principale sia quello di proseguire il percorso di preparazione in vista dell’esordio in campionato, senza attribuire particolare peso all’esito dell’amichevole.
“Io sono l’allenatore, mi devo preoccupare di trovare la condizione migliore per i miei giocatori in vista del debutto in campionato, quella di domani è un’amichevole e i trofei d’agosto non contano niente“. Un messaggio chiaro, che conferma come Chivu sia concentrato soprattutto sulla risposta della squadra dopo le prime settimane di lavoro, senza lasciarsi influenzare dalle recenti sconfitte nei confronti del Milan.
L’allenatore ha poi approfondito gli aspetti sui quali intende focalizzarsi durante la sfida: “Io voglio vedere crescita, dal punto di vista fisico e della condizione, non guardo il tipo di partita che dobbiamo affrontare – ha detto ai canali ufficiali del club – Mi accontento del fatto che qualche giocatore a questo punto della preparazione farà qualche minuto in più, sempre attenti a capire se abbiamo smaltito il fuso orario e quanti rischi possiamo correre. Io parlo di principi di gioco, di come approcciare partita e come gestirla, di come trovare modalità per essere competitivi ed essere dominanti, e per adattarci alla forza dei nostri avversari. Siamo un gruppo di ragazzi che hanno la predisposizione ai sacrifici e a imparare cose nuove, vogliamo essere competitivi e ambiziosi. Il derby è una partita speciale per tutti, ma alla fine è una partita come le altre. Inter e Milan sono famose in tutto il mondo, sarà una bella gara da guardare sicuramente“.
Spazio anche alle condizioni dei giocatori rientrati più tardi dagli impegni estivi. “Chi è ancora in vacanza dopo i Mondiali (Lautaro e Thuram, ndr)? Dubito che saranno pronti per la prima di campionato, vediamo quanto tempo servirà per rimetterli in campo, non vogliamo esporci a troppi rischi. Non è semplice. I giovani? So chi abbiamo a disposizione, spero che guardino il percorso di Federico, Pio, Aleksandar: dipende da loro, dall’intensità che mettono, dal livello che riescono a mettere nei match con i grandi, che è diverso da quello che trovano nei campionati giovanili“.
Infine, Chivu ha commentato l’ipotesi di disputare in futuro una gara di Serie A all’estero, ritenendo l’idea interessante ma complessa da realizzare: “Sarebbe carino, ma non è semplice da organizzare, perché implica un viaggio dall’altra parte del mondo per due squadre che poi avrebbero un rientro lungo e altre partite a stretto giro da disputare. Una idea potrebbe essere quella di metterla all’inizio della stagione, un po’ come fa il Tour de France che disputa le prime tappe in un altro paese, prima di tornare in Francia. Se fosse la prima giornata da giocare all’estero, ci sarebbe la possibilità di arrivare con anticipo, magari una settimana prima, giocare la prima partita e poi tornare a casa e ripartire dalla seconda di campionato. Non sarebbe comunque semplice, ma almeno sarebbe all’inizio della stagione. Sicuramente promuovere il calcio italiano è importante: tutti lo vogliamo, ma bisogna fare qualcosa. Questa potrebbe essere un’idea, per esportare il calcio italiano anche dall’altra parte del mondo“.