Andrea Conti, difensore classe 1994 con un passato tra Atalanta e Milan, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, ripercorrendo alcuni momenti della sua esperienza in rossonero. Tra i temi affrontati, anche il difficile ritorno in campo dopo le due lesioni al crociato e la stagione culminata con la conquista dello scudetto.
L’ex terzino ha ricordato in particolare il clima che si respirava all’interno dello spogliatoio milanista, sottolineando l’importanza del lavoro svolto dall’allenatore per creare un gruppo unito e competitivo. Un ambiente nel quale anche la presenza di figure di riferimento come Paolo Maldini ha avuto un ruolo significativo.
“Si respirava un’atmosfera diversa. Il mister era stato bravo a creare un grande gruppo. La presenza di Maldini era fondamentale. E l’arrivo di Ibrahimovic qualche mese prima è stato decisivo. Con lui eri costretto ad alzare il livello. Mi è capitato di vedere ragazzi della Primavera piangere quando erano aggregati con la prima squadra per certi suoi comportamenti. Fuori dal campo, invece, cambiava: scherzoso e simpatico“.
Nel suo racconto, Conti ha evidenziato soprattutto l’impatto avuto da Zlatan Ibrahimovic sul gruppo. L’attaccante svedese, arrivato al Milan per contribuire alla crescita della squadra, rappresentava uno stimolo costante per i compagni, spingendoli a dare il massimo durante gli allenamenti e nelle partite.
Il suo carattere esigente, come ricordato dall’ex difensore, poteva mettere in difficoltà soprattutto i più giovani, chiamati a confrontarsi con le richieste di un campione abituato a pretendere molto da sé stesso e dagli altri. Allo stesso tempo, però, Conti ha sottolineato anche il lato più leggero e informale di Ibrahimovic lontano dal terreno di gioco.
Un ritratto che restituisce l’immagine di uno spogliatoio nel quale leadership, disciplina e spirito di gruppo hanno contribuito al percorso del Milan verso lo scudetto, conquistato al termine della stagione 2021-2022.