Il caso

Ronaldo, ora che succede? Il Portogallo tenta la mediazione

La porta della Seleçao resta aperta, ma il prossimo passo dipenderà dal dialogo con Jorge Jesus e la federazione.

Ronaldo, ora che succede? Il Portogallo tenta la mediazione

Il Portogallo vince, Cristiano Ronaldo fa discutere anche quando non gioca. La sosta internazionale tra settembre e ottobre ha lasciato alla nazionale quattro successi in Nations League e un interrogativo che i risultati non hanno cancellato: quale sarà, adesso, il ruolo del suo capitano? L’attaccante ha lasciato il ritiro il 30 settembre dopo le tensioni con il commissario tecnico Jorge Jesus. Un allontanamento che ha alimentato le ipotesi di un addio, senza però trasformarsi in un annuncio ufficiale di ritiro dalla nazionale.

Il caso nasce dalla gestione del minutaggio. Ronaldo, 41 anni, era stato convocato per le quattro partite contro Galles, Norvegia, Danimarca e ancora Norvegia. Jesus aveva chiarito fin dall’inizio che il prestigio del cinque volte Pallone d’Oro non avrebbe determinato le scelte di formazione. Un messaggio diventato concreto nella trasferta contro i norvegesi del 27 settembre: Cristiano è rimasto in panchina per tutta la partita, vinta dal Portogallo per 2-1.

A rendere più delicata la situazione è stato il riscaldamento senza il successivo ingresso in campo. Secondo la ricostruzione delle dichiarazioni del tecnico, Jesus aveva previsto di utilizzare Ronaldo nella parte finale della gara, ma l’andamento dell’incontro lo aveva portato a cambiare programma. Alla vigilia della sfida con la Danimarca, il ct ha negato l’esistenza di un caso, confermando però la propria intenzione di schierare nuovamente Gonçalo Ramos dall’inizio. Dopo quella conferenza stampa, Ronaldo ha lasciato il ritiro.
Il capitano ha poi comunicato sui social la decisione, rinviando a un momento successivo la spiegazione delle ragioni. È proprio questo il punto che impone prudenza: la sequenza degli avvenimenti è ricostruibile, mentre manca ancora un chiarimento completo da parte del giocatore. Parlare di tensione è fondato; attribuirgli intenzioni definitive sul futuro significherebbe anticipare una scelta che non ha reso pubblica.
Nel frattempo, la squadra ha continuato a vincere. Il Portogallo ha battuto la Danimarca per 4-2 e, il 4 ottobre, nuovamente la Norvegia per 2-1, conquistando l’accesso ai quarti di finale della Nations League. Successi che rafforzano il lavoro del nuovo commissario tecnico, ma che da soli non risolvono il rapporto con il giocatore più rappresentativo del calcio portoghese.
Dopo l’ultima partita, Jesus ha aperto alla possibilità di ricucire, definendo l’accaduto un malinteso e spiegando che Ronaldo potrà tornare se continuerà a giocare nel club e vorrà essere disponibile per la nazionale. Il tecnico ha però ribadito la propria autonomia nelle convocazioni e nell’impiego dei calciatori. Anche il presidente federale Pedro Proença ha invitato a risolvere la questione attraverso un confronto interno.
La vicenda mette così al centro una questione sportiva precisa: come conciliare il peso di un capitano simbolo con una gestione nella quale la titolarità può cambiare. La porta del Portogallo resta aperta, ma il prossimo passo dipenderà dal dialogo tra Ronaldo, Jesus e la federazione. Fino ad allora, questa sosta segna una frattura da ricomporre, senza offrire ancora una risposta definitiva sul futuro di CR7.
Alessandro Brachino