Verso Como-Roma

Como-Roma è già iniziata: le mosse di Fabregas e Gasperini

I lariani cercano il primo posto, i giallorossi vogliono difenderlo: possesso contro verticalità, palleggio contro uomo su uomo.

Como-Roma è già iniziata: le mosse di Fabregas e Gasperini

Il primo duello di Como-Roma è già cominciato, anche se al fischio d’inizio mancano ancora diversi giorni. Non sul prato del Sinigaglia, ma davanti a un tavolo da Subbuteo. Da una parte Cesc Fabregas, dall’altra Gian Piero Gasperini, due allenatori lontani per età e percorso ma accomunati dalla voglia di imporre il proprio calcio.

La sfida di domenica mette in palio una fetta importante della classifica. Il Como vuole agganciare la vetta, la Roma vuole conservarla. E mentre la lunga sosta per le Nazionali sta per terminare, i due tecnici hanno già iniziato a studiarsi.

Il duello è iniziato al Festival dello Sport

Fabregas e Gasperini non si sono incrociati per poche ore al Festival dello Sport di Trento. Il romanista è intervenuto venerdì, mentre il tecnico del Como è stato ospite domenica. Ma è stato sufficiente per accendere una sfida che si preannuncia interessante anche dal punto di vista tattico.

Fabregas si è divertito a utilizzare il Subbuteo per spiegare alcuni principi della sua squadra, disponendo i giocatori uno contro uno e soffermandosi soprattutto sul modo in cui la Roma cerca di recuperare palla nella metà campo avversaria.

La pressione giallorossa punta a restringere gli spazi, impedire una costruzione semplice e costringere l’avversario a inventarsi soluzioni diverse per uscire dal pressing.

La risposta di Gasperini è arrivata attraverso Sky, con una battuta che ha aggiunto ulteriore pepe all’appuntamento: «Ora mi metto a studiare anche io per trovare delle contromisure. A Subbuteo Fabregas mi ha bloccato e ha vinto il Como, speriamo che domenica sia diverso».

Stima reciproca tra due tecnici diversi

Al di là delle schermaglie, tra i due allenatori c’è grande rispetto. Fabregas lo ha ammesso senza problemi: «Ho un grande rispetto per lui, mi piacerebbe che un allenatore più esperto come Gasperini mi dicesse se sbaglio. Mi piace ascoltare le persone che sanno più di me».

Il tecnico della Roma ha ricambiato, sottolineando la crescita del Como: «Chi segue il calcio apprezza l’evoluzione del Como di Fabregas. Non è solo figlia di investimenti di una proprietà facoltosa ma anche della qualità del gioco che esprime».

Per Gasperini, i lariani sono ormai una realtà del campionato e possono inserirsi nella corsa ai vertici, anche se l’Inter resta la principale candidata allo scudetto.

Un clima decisamente più sereno rispetto alla scorsa stagione, quando il Como si impose 2-1 sulla Roma e la partita lasciò una coda polemica legata all’espulsione di Wesley e alla mancata stretta di mano tra i due allenatori.

Quasi trent’anni di differenza, la stessa ambizione

Fabregas e Gasperini rappresentano due generazioni opposte. Il tecnico del Como è il più giovane della Serie A, quello della Roma il più anziano, con quasi trent’anni di differenza.

Eppure ci sono anche diverse affinità. Entrambi sono stati centrocampisti, entrambi hanno un carattere forte e sono poco inclini alla diplomazia. Soprattutto, entrambi hanno già superato le aspettative con le loro squadre.

Como e Roma hanno conquistato un posto in Champions League lasciandosi alle spalle realtà come Milan e Juventus. Ora, però, l’asticella si è alzata ancora. Il sogno è lo stesso, anche se nessuno lo proclama apertamente: provare a inserirsi nella corsa allo scudetto.

Il possesso contro la verticalità

La partita del Sinigaglia sarà anche un confronto tra due filosofie di gioco. Fabregas vuole il pallone, Gasperini vuole attaccare gli spazi.

Il Como cerca il dominio attraverso il possesso e il controllo del ritmo. Il fraseggio può diventare rapido oppure più ragionato, ma l’obiettivo resta quello di muovere gli avversari, portarli fuori posizione e creare prima o poi lo spazio per l’imbucata decisiva.

Non è soltanto una questione di palleggio. Mentre la palla circola, si muovono anche gli uomini. Ed è proprio da questi movimenti che il Como prova a costruire le occasioni più pericolose.

La Roma, invece, cerca una maggiore verticalità. Il sistema di Gasperini vive sui duelli individuali, sull’aggressione e sulla capacità di attaccare immediatamente la profondità una volta recuperato il pallone.

Il pressing può decidere la partita

È qui che potrebbe nascere il vero duello tattico. L’uomo contro uomo della Roma deve funzionare alla perfezione, perché se un giocatore perde il proprio riferimento rischia di mandare in difficoltà tutta la struttura.

Dall’altra parte, il pressing giallorosso può creare problemi alla costruzione del Como. Se la squadra di Gasperini riesce a recuperare palla nella metà campo offensiva, la sua verticalità può diventare devastante, soprattutto considerando che la difesa di Fabregas tende a giocare alta.

Un aspetto particolarmente delicato quando i terzini si spingono in avanti e non vengono adeguatamente coperti.

Il Frosinone, in una precedente sfida, aveva scelto di soffocare i due centrali di centrocampo del Como, accettando il rischio di lasciare situazioni di uno contro uno sulla propria trequarti. La Roma potrebbe invece puntare su un blocco medio più compatto, pronto a trasformarsi rapidamente in una ripartenza.

Dal Subbuteo al Sinigaglia

Il tavolo da gioco ha già raccontato una prima versione della sfida, con Fabregas vincitore e Gasperini costretto a promettere di studiare le contromosse.

Domenica, però, il Subbuteo lascerà spazio al prato del Sinigaglia. E lì non basteranno più le pedine spostate con un dito.