Un frammento di San Siro potrebbe sopravvivere alla demolizione del Meazza nelle case dei suoi ultimi spettatori. Inter e Milan stanno infatti valutando la possibilità di mettere a disposizione degli abbonati dell’ultimo anno i seggiolini dello stadio, attraverso la vendita o la cessione, così da consentire ai tifosi di conservare un ricordo concreto dello storico impianto milanese. L’ipotesi è contenuta nel Rapporto Ambientale VAS, redatto nell’ambito della procedura di valutazione ambientale relativa al progetto del nuovo stadio. Nel documento, il recupero delle sedute viene indicato come “una delle azioni a maggiore valore ambientale e simbolico”.
L’operazione dovrebbe essere organizzata prima dell’avvio della demolizione, attraverso “giornate dedicate e controllate”. L’accesso sarebbe regolato mediante prenotazione e suddiviso per settori, mentre le operazioni di rimozione verrebbero effettuate in modo “assistito o controllato”, con la presenza di personale dedicato. Sono inoltre previste la verifica dei percorsi e la “consegna tracciata del seggiolino”.
La documentazione prende in considerazione una capienza indicativa di 75.817 seggiolini. Se l’80% delle sedute venisse effettivamente venduto o riutilizzato dagli abbonati, il quantitativo recuperato arriverebbe a 60.654 seggiolini. Il progetto avrebbe anche una ricaduta ambientale: ipotizzando un peso medio prudenziale di 4,5 chilogrammi di plastica per ciascun seggiolino, il riutilizzo consentirebbe di evitare l’ingresso nel ciclo dei rifiuti di 272.943 chilogrammi di plastica, pari a circa 273 tonnellate. L’incidenza economica, tuttavia, sarebbe contenuta rispetto alla portata dell’intervento complessivo. Come precisato nel Rapporto Ambientale, “L’azione, pur non generando risparmi significativi se rapportata ai volumi complessivi prodotti, assume un valore simbolico in termini di ‘economia circolare'”.
Il recupero delle sedute rappresenta soltanto una parte del più articolato piano di demolizione selettiva del Meazza, definito “di elevata complessità tecnica e ambientale”. La strategia punta al “contenimento degli impatti ambientali e massimizzazione del recupero di materia”. Dalla demolizione sono attese circa 225 mila tonnellate di macerie, oltre a circa 100 mila tonnellate di acciaio legate alla rimozione della copertura e 34.804 tonnellate di rottami dalle armature. Sono inoltre previste 4 mila tonnellate di plastica, 5 mila tonnellate di materiale impiantistico, 2.500 tonnellate di cartongesso e circa mille tonnellate di materiali friabili contenenti amianto.
Anche sul fronte dei costi l’intervento presenta dimensioni rilevanti: la demolizione di San Siro è stimata in 115.260.367 euro, ai quali si aggiungono circa 12 milioni di euro per gli interventi sul Tunnel Patroclo. Il valore complessivo delle due operazioni supera dunque i 127 milioni di euro.