Lo scandalo

Fifa, nuova bufera intorno a Infantino: la nuova inchiesta del Times

Un secondo stipendio non dichiarato e una villa di lusso

Fifa, nuova bufera intorno a Infantino: la nuova inchiesta del Times

Un secondo stipendio oltre a quello ufficiale, compensi non pubblicati e una villa di lusso sul lungomare di Miami. Si allargano i dubbi sui conti di Gianni Infantino, presidente della Fifa, dopo un’inchiesta del quotidiano britannico The Times, che solleva interrogativi sulla trasparenza delle sue retribuzioni e sul rispetto delle regole dell’organizzazione calcistica mondiale.

Secondo il giornale, nel 2024 Infantino avrebbe ricevuto oltre 1,6 milioni di euro aggiuntivi dalla società statunitense incaricata di organizzare i Mondiali 2026, oltre ai 4,57 milioni dichiarati dalla Fifa nel rapporto annuale. Questi compensi supplementari, stando all’inchiesta, non sarebbero stati resi pubblici nel rendiconto dell’organizzazione. Fonti citate dal quotidiano riferiscono che pagamenti analoghi, se non superiori, sarebbero stati effettuati anche nel 2025 e nel 2026.

La vicenda solleva interrogativi sul rispetto delle norme interne. L’articolo 43 dello statuto Fifa stabilisce infatti che siano pubblicati i compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale.

Miguel Maduro, ex presidente del comitato di governance della Fifa, ha definito la situazione una “chiara violazione” delle regole, chiedendo un’indagine indipendente. “Il presidente deve essere pagato molto bene, ma questo deve essere trasparente”, ha dichiarato al The Times.

Una parte dei compensi aggiuntivi potrebbe essere legata alle spese abitative di Infantino a Miami, dove avrebbe avuto a disposizione una villa nelle esclusive Sunset Islands. Un portavoce del proprietario ha sostenuto che il presidente della Fifa abbia pagato un affitto in linea con il mercato per tre anni e che non viva più nell’immobile.

La Fifa afferma che retribuzioni e benefici vengono gestiti dal sottocomitato competente e comunicati alle autorità statunitensi secondo gli obblighi previsti, senza tuttavia chiarire perché gli importi aggiuntivi non figurino nel rapporto annuale.

Le rivelazioni arrivano mentre Infantino è sotto pressione anche per il progetto, poi accantonato, di aprire a investitori privati quote economiche legate ai Mondiali. Il presidente ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi: il termine per presentare le candidature è fissato al 18 novembre.