La fiducia non è venuta meno, ma il tempo per invertire la rotta comincia a stringere. Il Napoli attraversa uno dei momenti più complicati della stagione e le sconfitte contro Villarreal e Venezia hanno inevitabilmente acceso le prime riflessioni sul lavoro di Massimiliano Allegri. Nessun ultimatum ufficiale, nessuna intenzione di cambiare immediatamente allenatore, ma la consapevolezza che le prossime due partite potrebbero rappresentare uno snodo fondamentale per il futuro degli azzurri.
A creare ulteriore agitazione è stata l’assenza del tecnico toscano dall’allenamento di ieri mattina a Castel Volturno. Una circostanza che, considerando il momento delicato, ha alimentato interrogativi e indiscrezioni. La spiegazione, però, è molto più semplice: Allegri è stato fermato dall’influenza e non ha potuto dirigere la seduta. Nessuna rottura con la società e nessuna ipotesi di dimissioni, eventualità che lo stesso allenatore non sta prendendo in considerazione.
Anche il club, almeno per il momento, non sta valutando un esonero. Oltre alla volontà di dare continuità al progetto tecnico, pesa inevitabilmente l’aspetto economico, considerando il contratto triennale da 4,5 milioni di euro netti a stagione più bonus sottoscritto dall’ex allenatore della Juventus.
Il confronto con De Laurentiis e l’ipotesi ritiro
La situazione, tuttavia, richiede un intervento immediato. Proprio per questo, nella giornata di ieri si è svolto un confronto telefonico tra Allegri, Aurelio De Laurentiis e il direttore sportivo Giovanni Manna. Un colloquio per analizzare le ragioni delle ultime prestazioni negative e individuare le possibili soluzioni per rilanciare una squadra che continua a mostrare difficoltà evidenti.
La posizione dell’allenatore resta solida, ma molto dipenderà dalle prossime due gare al Maradona. Domani il Napoli affronterà il Bodo/Glimt in Champions League, mentre sabato arriverà la Roma per un appuntamento di campionato altrettanto delicato. Due occasioni ravvicinate per cambiare il clima e restituire fiducia a un ambiente che comincia a interrogarsi sulle reali potenzialità della squadra.
Secondo quanto riportato dal Mattino, De Laurentiis avrebbe anche preso in considerazione l’ipotesi di mandare la squadra in ritiro già prima della partita europea. Una possibilità successivamente accantonata, ma non definitivamente esclusa. Qualora contro i norvegesi dovesse arrivare un altro risultato negativo, il presidente potrebbe tornare a valutare questa soluzione in vista dell’impegno del fine settimana.
Risultati deludenti e identità ancora da trovare
A preoccupare non sono soltanto le sconfitte, ma soprattutto le modalità con cui stanno maturando. Il Napoli continua a mostrare una fragilità difensiva difficilmente compatibile con le ambizioni di inizio stagione, mentre sul piano del gioco manca ancora una fisionomia riconoscibile. Allegri non sembra aver individuato una formazione titolare stabile e le continue difficoltà impediscono alla squadra di trovare continuità.
I numeri sono persino peggiori rispetto a quelli della brevissima gestione di Rudi Garcia, un paragone che inevitabilmente aumenta la pressione sul tecnico. Esistono comunque alcune attenuanti importanti, a cominciare da un mercato estivo che ha portato pochissimi rinforzi e da una lunga serie di infortuni che ha limitato le possibilità di scelta e complicato il lavoro quotidiano.
Tutto questo, però, non può bastare a giustificare un rendimento così lontano dalle aspettative. Allegri continua a predicare calma, convinto che la squadra abbia le qualità necessarie per uscire dalla crisi, ma adesso servono risposte concrete. Più che rassicurazioni e dichiarazioni di fiducia, il Napoli ha bisogno di vittorie, punti e prestazioni convincenti.
Le prossime due partite rappresentano dunque un passaggio cruciale. Un doppio risultato positivo contro Bodø e Roma permetterebbe di allontanare le tensioni e ripartire con maggiore serenità. Al contrario, altri passi falsi rischierebbero di aprire le prime vere crepe nel rapporto tra risultati e progetto tecnico. Allegri non è in discussione oggi, ma il Napoli non può permettersi di rimandare ancora la svolta.