Non avrà il fascino della Champions League, ma può trasformarsi in una strada altrettanto preziosa per rilanciare la Juventus e riportarla sul palcoscenico più prestigioso del calcio continentale. L’Europa League è molto più di una competizione di consolazione: vincerla significa conquistare un trofeo internazionale e garantirsi un posto nella Champions League 2027-28. Per i bianconeri, reduci dal convincente 5-0 contro il Nec all’esordio, la trasferta di Vigo contro il Celta rappresenta un’altra occasione per consolidare le proprie ambizioni.
A volte, insomma, anche una destinazione inizialmente considerata di ripiego può regalare soddisfazioni inattese. È il senso del paragone con una vacanza al mare in Romagna dopo aver rinunciato alla Sardegna: una volta arrivati, ci si può divertire anche più del previsto. La Juventus e Luciano Spalletti hanno motivazioni importanti per affrontare la competizione con convinzione, a cominciare da una storia europea che negli ultimi anni ha regalato più delusioni che gioie.
Il club non conquista un trofeo internazionale dal 1996, quando vinse la Champions League ai rigori contro l’Ajax. La Coppa Uefa manca invece dalla stagione 1992-93, ai tempi di Roberto Baggio. Un’attesa lunghissima per una società abituata a considerare le competizioni continentali parte integrante della propria identità. Anche Spalletti, nonostante i numerosi successi ottenuti in carriera, non ha ancora conquistato un titolo europeo per club.
Spalletti prepara le rotazioni: Gatti, Kelly e Woltemade in rampa di lancio
La sfida di Vigo arriva in un momento nel quale la Juventus ha bisogno di ritrovare continuità anche in campionato. Il pareggio contro il Cagliari ha lasciato qualche interrogativo e Spalletti ha già cominciato ad analizzare con la squadra le immagini della partita, alla ricerca degli aspetti da correggere.
L’Europa League può diventare un’occasione per cambiare ritmo e recuperare fiducia, ma anche per gestire le energie attraverso una rotazione più ampia della rosa. Il tecnico sembra orientato a concedere spazio a diversi giocatori meno utilizzati, senza rinunciare all’obiettivo di conquistare punti importanti.
Tra i possibili cambiamenti c’è quello in difesa, dove Gatti e Kelly sono candidati a partire dal primo minuto ai lati di Bremer. Sulla fascia dovrebbe trovare spazio Cambiaso, mentre sulla trequarti si profila l’impiego di Alajbegovic. In attacco, invece, Woltemade è tra i principali candidati per guidare il reparto offensivo.
Resta da valutare la situazione di Zeki Celik, alle prese con un problema alla schiena che ieri gli ha impedito di allenarsi. La decisione definitiva arriverà dopo le ultime verifiche dello staff tecnico: il difensore potrebbe essere risparmiato oppure partire dalla panchina, in attesa di capire se sarà necessario utilizzarlo a gara in corso.
Un trofeo per la Juventus e per il tecnico
L’Europa League rappresenta un’opportunità per riscrivere una parte recente della storia bianconera. Il ricordo della Champions conquistata nel 1996 continua a essere un riferimento, ma da allora il club non è più riuscito a sollevare un trofeo internazionale per club. Anche le ultime esperienze nella seconda competizione europea hanno lasciato amarezza, in particolare l’eliminazione contro il Siviglia nella semifinale del 2023.
È un digiuno che pesa per una società come la Juventus, abituata a misurarsi con obiettivi ambiziosi. E proprio per questo la competizione assume un valore che va oltre la qualificazione alla Champions League. Vincere significherebbe interrompere un’attesa trentennale, aggiungere un titolo internazionale alla bacheca e dare una prospettiva diversa alla stagione.
L’amministratore delegato Giovanni Carnevali, arrivato da pochi mesi alla Juventus secondo quanto riportato nel testo di partenza, ha sottolineato le difficoltà legate agli impegni del giovedì, ma anche la volontà del club di puntare al successo finale. Una posizione che trova d’accordo Spalletti, sempre più concentrato sulla possibilità di trasformare il percorso europeo in un’occasione di crescita.
Il tecnico toscano ha già conquistato titoli importanti, dallo scudetto con il Napoli ai successi ottenuti alla guida di Roma e Zenit, ma gli manca ancora un’affermazione continentale per club. Un vuoto che l’Europa League potrebbe colmare, consentendogli di arricchire ulteriormente il proprio palmarès e di lasciare un segno anche nella storia bianconera.
La strada è lunga e la concorrenza non mancherà, ma la Juventus ha iniziato con il piede giusto. Ora serve continuità, a partire dalla trasferta contro il Celta Vigo. Perché l’Europa League può essere molto più di un’alternativa alla Champions: può diventare il trofeo capace di restituire alla Juventus una dimensione internazionale vincente e a Spalletti la consacrazione europea che ancora gli manca.