La Coppa Italia ha iniziato a regalare le prime indicazioni sulla stagione che sta per cominciare. Tra goleade, vittorie sofferte e giovani capaci di prendersi la scena, il turno dei trentaduesimi ha offerto diverse storie da raccontare: la Fiorentina ha inaugurato il nuovo corso con un netto 4-1 al Benevento, il Cagliari ha dovuto sudare per piegare 1-0 l’Arezzo, mentre il Parma ha trovato in Simone Lontani il protagonista inatteso del successo sul Catania. A chiudere il quadro il convincente 3-0 del Monza sull’Avellino, trascinato dalla doppietta di Gustavo Varela.
Fiorentina, che sinfonia: 4-1 al Benevento
In meno di tre mesi il Franchi sembra aver cambiato completamente umore. Dalla delusione della scorsa stagione agli applausi convinti del debutto ufficiale: la Fiorentina ha iniziato il nuovo corso superando senza difficoltà il Benevento e conquistando l’accesso ai sedicesimi di finale, dove affronterà la vincente di Pisa-Empoli.
Il divario tecnico tra le due squadre è apparso evidente fin dalle prime battute. Il gol di Gudmundsson, arrivato dopo poco più di un minuto sugli sviluppi di un errore di Prisco, ha spianato la strada alla Viola. Poco dopo la mezz’ora è arrivato anche il raddoppio di Kean, autore di uno splendido destro al volo su cross di Joao Mario e finalmente tornato al gol dopo sei mesi.
La Fiorentina ha continuato a controllare la partita e nella ripresa ha chiuso definitivamente i conti. Prima Ranieri, di testa sugli sviluppi di un corner, poi Ndour, con una precisa conclusione all’angolino, hanno portato il risultato sul 4-0. Gudmundsson ha anche trovato un’altra rete, annullata però per fuorigioco.
Mastantuono, mezz’ora di classe
Uno degli occhi della serata era inevitabilmente puntato su Mastantuono, entrato al 12’ della ripresa. L’argentino ha avuto poco più di mezz’ora per lasciare qualche traccia del proprio talento, ma non è rimasto inosservato: qualche giocata di qualità, uno strappo che ha costretto Beruatto al cartellino giallo e un tiro nel finale terminato a un soffio dalla traversa.
Grosso può comunque portarsi dietro diverse indicazioni positive: il pressing, la regia di Fagioli, la spinta di Valdepenas, il lavoro di Ndour e i movimenti di Brescianini. La squadra cambia pelle a seconda della fase: parte dal 4-3-2-1, diventa più offensiva in possesso e si compatta in un 4-4-2 quando deve difendere.
Nel finale c’è stato spazio anche per Croci, appena 16 anni, diventato il più giovane esordiente della storia della Fiorentina. I vecchi fischi, per ora, sembrano lontanissimi.
Cagliari, basta Deiola: Arezzo battuto 1-0
Ha dovuto faticare molto di più il Cagliari, riuscito comunque a eliminare l’Arezzo grazie a un solo gol. Decisivo Alessandro Deiola, che al 23’ ha trasformato il secondo rigore della serata dopo che il primo era stato neutralizzato da un ottimo Nunziante, giovane portiere classe 2007 mandato dall’Udinese a giocare con continuità.
Proprio Nunziante è stato protagonista anche di un pizzico di fortuna: in due occasioni è stato salvato dal palo. Il Cagliari ha avuto diverse opportunità per raddoppiare, ma non è riuscito a chiudere la partita.
Il caldo e qualche decisione arbitrale hanno inevitabilmente condizionato il ritmo. Bucchi ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi di organico, mentre la difesa rossoblù ha dato buone risposte, soprattutto con Rodriguez, impeccabile al centro.
Davanti, però, è mancata fantasia. La partenza di Sebastiano Esposito si fa sentire e neppure l’ingresso di Daniel Maldini ha cambiato davvero il volto della partita. Bene invece il giovane Romano, classe 2006, che ha mostrato personalità e qualità in mezzo al campo.
Parma, nasce la stella di Lontani
A Parma la serata ha avuto un protagonista inatteso. Si chiama Simone Lontani, ha appena 18 anni e con una doppietta ha trascinato il Parma al successo sul Catania. Un debutto ufficiale da incorniciare per l’attaccante romagnolo, arrivato dalla Primavera del Milan a parametro zero.
I rossoneri hanno perso così un talento che nell’ultima stagione aveva realizzato 10 gol e 3 assist senza incassare nemmeno un euro. Il Parma, invece, ha colto l’occasione e ieri ne ha raccolto immediatamente i frutti.
Lontani ha aperto la partita da vero opportunista d’area, sfruttando un’azione da calcio d’angolo, poi ha firmato il raddoppio con un inserimento perfetto su cross di Tourè. Sono state le sue prime reti ufficiali tra i professionisti.
La prestazione ha inevitabilmente fatto felice anche il presidente Kyle Krause, arrivato dagli Stati Uniti per assistere al debutto stagionale. La filosofia del club è chiara: puntare sui giovani. E trovare un ragazzo interessante a parametro zero rende il progetto ancora più intrigante.
Il nuovo Parma di Cuesta
Il Parma ha mostrato un volto diverso rispetto alla squadra dello scorso campionato. Abbandonato il 5-3-2 come riferimento quasi esclusivo, Cuesta ha scelto il 4-3-3, chiedendo alla squadra maggiore aggressività e un baricentro più alto.
Il pressing ha funzionato, così come la linea difensiva composta da Delprato, Troilo, Circati e Valeri. Il Catania ha avuto pochissime occasioni e Corvi è stato impegnato soltanto in un paio di circostanze.
Molto positiva anche la prova di Abdou Salam Konatè, 19enne senegalese proveniente dalla Primavera. Personalità, visione di gioco e rapidità nella distribuzione hanno lasciato una buona impressione. L’intesa con Bernabè può ancora crescere, ma le premesse sono interessanti.
Monza, Varela si presenta con una doppietta
Il Monza ha invece inaugurato la stagione con un netto 3-0 all’Avellino, mettendo subito in mostra una delle sue nuove armi. La copertina è tutta per Gustavo Varela, 19enne attaccante portoghese, autore di una doppietta al debutto.
Due gol da centravanti vero: il primo dopo una respinta, il secondo servito da Cutrone al centro dell’area. Un messaggio importante a Juric, che gli ha dato fiducia, e forse anche a suo padre Fernando Varela, ex difensore capoverdiano che due stagioni fa lo aveva affrontato in seconda divisione portoghese.
A completare il 3-0 è stato Forson, bravo a inserirsi nello spazio creato dal movimento di Varela e a trovare l’incrocio con un bel mancino.
Il sistema di Juric ha confermato quanto mostrato durante il precampionato: gli esterni spingono, i trequartisti si accentrano e la squadra cerca di tenere molto bassa la linea avversaria. Cutrone ha avuto diverse occasioni ed è stato prezioso anche nella rifinitura.
La sorpresa Mout
Tra le note più interessanti c’è anche Mathis Mout, 19enne italo-francese cresciuto nel settore giovanile del Monza. Nato calcisticamente come esterno, è stato impiegato in mezzo al campo al posto di Pessina e ha mostrato personalità, arrivando anche a prendersi la responsabilità sui calci piazzati.
Per Juric può diventare una soluzione preziosa, soprattutto considerando l’infortunio del capitano.
Dall’altra parte, l’Avellino ha pagato un atteggiamento troppo rinunciatario e diversi errori individuali. La squadra di Nesta ha prodotto pochissimo e ha sofferto il pressing del Monza, con Izzo protagonista suo malgrado dell’errore che ha favorito il secondo gol.
Ora per il Monza arriva subito una sfida dal peso completamente diverso: l’Inter. Varela dovrà affrontare Akanji e Bastoni. Dopo aver sfidato papà in Portogallo, il ragazzo di Lisbona è pronto a misurarsi con i difensori della Serie A. Forse, a ripensarci, il duello familiare faceva un po’ meno paura.