La Coppa Italia diventa il primo vero banco di prova per due squadre che stanno cercando una nuova direzione. La Fiorentina di Paolo Vanoli, rinfrancata dal largo successo ottenuto a Venezia, affronta al Franchi il Pisa in un derby toscano da dentro o fuori. Dall’altra parte, il Genoa di Daniele De Rossi ospita il Südtirol con un obiettivo doppio: conquistare gli ottavi contro l’Inter e, allo stesso tempo, raccogliere indicazioni preziose in vista della trasferta di domenica a Parma.
Fiorentina, Vanoli vuole altre risposte
Per la Fiorentina non c’è soltanto una qualificazione in palio. Dopo le tre sconfitte consecutive che avevano segnato l’inizio della gestione Grosso, il 4-2 di Venezia ha rappresentato un primo segnale di reazione. Ora Vanoli pretende continuità, soprattutto perché la Coppa Italia è l’unico trofeo sul quale i viola possono puntare in questa stagione.
«Quest’anno abbiamo un solo trofeo per cui lottare, quindi ai ragazzi ho chiesto di giocare tutte le partite al 100%», ha spiegato il tecnico, che conosce bene il significato di questa competizione. Da calciatore, infatti, Vanoli ha vinto la Coppa Italia due volte, con Parma e Fiorentina, arrivando anche a segnare il gol decisivo nel primo atto della finale.
Sono passati 25 anni dall’ultimo trofeo conquistato dai gigliati. Riuscirci proprio nella stagione del centenario e con un allenatore che faceva parte di quella squadra avrebbe inevitabilmente un sapore speciale.
Turnover pensando anche al Napoli
Le due partite ravvicinate condizionano inevitabilmente le scelte. Chi sarà maggiormente impiegato contro il Pisa rischia infatti di partire dalla panchina domenica, quando al Franchi arriverà il Napoli.
Vanoli dovrebbe cambiare almeno un uomo per reparto. In difesa può trovare spazio Joao Mario, mentre a centrocampo è pronto il recuperato Oulai. In avanti possibile debutto dal primo minuto per Gonçalves, ultimo acquisto del ricco mercato estivo e reduce dalle 15 reti realizzate con lo Sporting. Davanti a lui dovrebbe agire Pellegrino, favorito su Beto.
Il tecnico, intanto, insiste sul percorso più che sui risultati immediati: «Non dobbiamo guardare il risultato, dobbiamo guardare la strada». Una filosofia che accompagna la rivoluzione estiva, con tanti giovani da plasmare e un’identità ancora tutta da costruire.
Mastantuono verso il riposo, caso Dodo aperto
Tra i possibili giocatori risparmiati c’è anche Mastantuono, il giovane argentino che ha già conquistato Firenze e ricevuto pubblici elogi anche da Giancarlo Antognoni. L’idea è preservarlo per il Napoli, dove potrebbe diventare uno degli uomini decisivi.
Non sarà invece della partita Dodo, ormai ai ferri corti con la società sul tema del rinnovo. Il brasiliano è destinato a lasciare la Fiorentina a parametro zero al termine della stagione. Nelle ultime ore è intervenuta sui social anche la moglie Amanda, prendendo le difese del giocatore: «Lo state trattando come se fosse un traditore, quando non è assolutamente così».
Il clima al Franchi resta dunque delicato. Il successo di Venezia ha mostrato una possibile via d’uscita, ma la sfida con il Pisa resta una partita da vincere. In caso contrario, gli incubi dell’avvio di stagione tornerebbero immediatamente a galla.
Pisa, occasione per reagire
Anche il Pisa arriva al derby con qualcosa da dimostrare. Il pesante ko interno contro la Virtus Entella ha complicato il momento della squadra di Bianco, chiamata ora a reagire immediatamente.
La Coppa Italia diventa così anche un test per chi ha trovato meno spazio. Possibili novità tra i titolari con Caracciolo e Loyola, rimasti fuori dall’undici iniziale dopo la prima giornata, mentre Moreo dovrebbe accumulare minuti dopo il rientro dall’infortunio.
Ballottaggi anche in porta, con Scuffet e Confente in corsa, a centrocampo tra Piccini e Correia e in attacco tra Pittarello, favorito, e Petagna.
Non mancherà il sostegno del pubblico: saranno circa 300 i tifosi del Pisa presenti nel settore ospiti del Franchi, nonostante le limitazioni territoriali.
Genoa, De Rossi cerca risposte: il Südtirol è il crash-test del Grifone
I rossoblù vogliono gli ottavi contro l’Inter, ma soprattutto hanno bisogno di indicazioni in vista della trasferta di Parma. Possanzini cambia molto nel Südtirol, terzo e ancora imbattuto in Serie B
Per il Genoa la sfida al Südtirol arriva in un momento particolare. La squadra di De Rossi ha raccolto appena un punto nelle prime uscite e domenica sarà attesa da una trasferta a Parma che potrebbe rappresentare il primo vero snodo della stagione. Prima, però, c’è la Coppa Italia e la possibilità di conquistare un ottavo di finale da giocare contro l’Inter.
È una missione sportiva, ma anche un’occasione per capire quali giocatori possano diventare realmente utili alla causa rossoblù.
El Shaarawy e Vitinha cercano spazio
De Rossi ha sfruttato gli ultimi giorni di lavoro a Novarello, complici gli interventi sui terreni del centro sportivo di Pegli, per conoscere meglio la rosa e aumentare il ritmo degli allenamenti.
Tra le novità più attese c’è El Shaarawy, che ha bisogno di mettere benzina nelle gambe dopo l’esordio di sabato scorso. Altri minuti dovrebbero arrivare anche per Messias, ormai considerato una risorsa importante, mentre Vitinha cerca il rilancio dopo aver perso la titolarità con l’arrivo di Osmajic.
In difesa ci sarà Otoa, mentre a centrocampo De Rossi vuole rivedere Amorim e dare spazio a Wiafe, talento arrivato dal Modena sul quale il Genoa punta molto.
Grande curiosità anche per Traoré, pronto al debutto dopo un’attenta fase di riatletizzazione successiva al vecchio infortunio. Il tecnico avrebbe voluto lanciarlo già in campionato, ma le circostanze non lo avevano consentito.
Meichtry convince De Rossi
Un’altra delle sorprese è Meichtry, centrocampista svizzero di 21 anni arrivato dal Thun. Partito come semplice alternativa, il giocatore si è rapidamente guadagnato la considerazione dell’allenatore.
«È duttile, ha grande intensità, credo che in futuro avrà sicuramente maggiore spazio», ha detto De Rossi. La Coppa Italia rappresenta quindi l’occasione ideale per testarne ulteriormente la crescita.
Sono tutti pezzi di un progetto che il Genoa avrebbe voluto assemblare prima, ma che le esigenze di bilancio hanno inevitabilmente rallentato. Gli arrivi degli svincolati Ehizibue, Drameh ed El Shaarawy, oltre alle operazioni completate sul finire del mercato, hanno modificato progressivamente la rosa.
L’obiettivo iniziale era migliorare il piazzamento della passata stagione. Ora, però, la priorità appare molto più concreta: salvare la categoria.
Südtirol, Possanzini vuole continuare a sorprendere
Il Südtirol arriva a Genova con credenziali importanti. La squadra di Possanzini è infatti terza e ancora imbattuta in Serie B, ma affronta il Genoa con un ampio turnover.
Restano a casa gli infortunati di lungo corso Pyyhtia, El Kaouakibi e Varnier, mentre Vasic era già stato risparmiato nell’ultima giornata di campionato. Possanzini dovrebbe quindi affidarsi a diversi giocatori che hanno avuto meno spazio finora, rendendo difficile anticipare l’undici di partenza.
Per il club altoatesino, però, la prospettiva di affrontare eventualmente l’Inter a San Siro rappresenta una motivazione enorme. Conquistare gli ottavi sarebbe un traguardo storico e, soprattutto, l’occasione per vivere una serata che potrebbe diventare irripetibile.