La Juventus ha ormai costruito buona parte della squadra che Luciano Spalletti avrà a disposizione per la nuova stagione, ma c’è una casella che continua ostinatamente a rimanere vuota. È quella del portiere titolare. Un dettaglio tutt’altro che secondario, soprattutto ora che il calendario corre e l’inizio del campionato si avvicina. A Ferragosto, infatti, la situazione non è ancora stata risolta e alla Continassa cresce la necessità di consegnare al tecnico il numero uno sul quale impostare il nuovo corso.
Il mercato bianconero, nel frattempo, ha già superato quota 140 milioni di investimenti, considerando anche i 42,3 milioni destinati al riscatto di Loïs Openda. Sono arrivati giovani di prospettiva e giocatori pronti a incidere subito, con l’ultimo colpo rappresentato dal diciottenne bosniaco Alajbegovic. In difesa il muro si sta alzando con Lucumi, atteso alla firma domani. Davanti, dunque, la Juventus ha accelerato. Dietro, invece, resta ancora un vuoto da colmare.
Suzuki, la pista che non si sblocca
Il nome di Zion Suzuki è rimasto a lungo in cima ai pensieri della Juventus, ma da Parigi continuano a non arrivare segnali decisivi. Il Paris Saint-Germain sta valutando la situazione dei propri portieri e il giapponese non è ancora uscito dai giochi per la titolarità. La possibilità di giocarsi le proprie carte nel club campione d’Europa nelle ultime due edizioni della Champions League rende infatti complicato ottenere una risposta definitiva.
La Juventus, però, non può più permettersi di aspettare. Le scadenze immaginate tra fine giugno e metà luglio sono ormai alle spalle e l’obiettivo è diventato molto più concreto: avere il nuovo portiere all’inizio della prossima settimana. Spalletti ha bisogno di lavorare con il suo numero uno, conoscerne caratteristiche e interpretazione del ruolo e inserirlo rapidamente nei meccanismi della squadra.
Ed è proprio per questo che una pista considerata a lungo una soluzione alternativa è tornata prepotentemente d’attualità.
Vicario torna in prima fila
Guglielmo Vicario è sempre stato nella lista della Juventus. Non è mai realmente scomparso dai radar, ma nelle ultime ore il suo nome ha assunto un peso diverso perché la trattativa appare finalmente percorribile. Il portiere italiano è ormai ai margini dei piani del Tottenham, che ha aperto alla possibilità di lasciarlo partire e sembra sempre più disposto a prendere in considerazione la formula richiesta dai bianconeri.
Vicario, dal canto suo, ha già dato il proprio gradimento alla Juventus. Non si tratta di una novità dell’ultima ora: il portiere cresciuto a Empoli considera da tempo con favore l’ipotesi di trasferirsi a Torino. Il nodo è soprattutto quello della formula, con la Juventus orientata verso un prestito con diritto di riscatto.
A Londra, però, qualcosa si sta muovendo. E anche il ruolo di Roberto De Zerbi, nuovo tecnico-manager del Tottenham, potrebbe diventare importante nella definizione della vicenda. L’allenatore conosce bene Giovanni Carnevali e l’ambiente del Sassuolo, oltre ad avere una posizione forte all’interno delle strategie del club inglese. La sua scelta sul futuro di Vicario può dunque incidere.
La coperta è corta
La strategia della Juventus è stata chiara fin dall’inizio della nuova gestione: le risorse a disposizione non sono infinite e ogni investimento deve essere ponderato. Se una parte consistente del budget viene destinata all’attacco, come è accaduto con Ekhator, Alajbegovic e soprattutto Kolo Muani, per la porta bisogna necessariamente individuare una soluzione sostenibile.
Da qui l’idea del prestito con diritto di riscatto, rinviando al prossimo esercizio l’investimento più pesante per il successore di Di Gregorio. Una formula che si sposa perfettamente con la situazione di Vicario e che potrebbe consentire alla Juventus di risolvere rapidamente una questione diventata ormai prioritaria.
Il tempo, del resto, è finito. Spalletti non ha intenzione di trasformare l’assenza del portiere titolare in un problema strutturale della preparazione.
Trubin e Lunin restano sullo sfondo
Se Vicario è oggi la soluzione più concreta, la Juventus continua comunque a tenere aperte altre porte. I nomi di Anatolij Trubin del Benfica e Andrij Lunin del Real Madrid restano sul tavolo come alternative di livello, ma entrambe le operazioni presentano difficoltà e tempi di realizzazione differenti.
Per questo il portiere del Tottenham è diventato improvvisamente il candidato più accreditato. Non si può ancora parlare di affare fatto, soprattutto considerando i continui cambi di scenario che hanno caratterizzato la ricerca del nuovo numero uno, ma la trattativa è decisamente avviata.
E la Juventus adesso vuole chiuderla.
L’obiettivo è lunedì
La deadline interna è ormai fissata: la porta deve avere un padrone prima dell’inizio della prossima settimana. L’obiettivo è arrivare alla festa di lunedì all’Allianz Stadium, quando la squadra sarà presentata ai tifosi nella sfida in famiglia contro la Next Gen, con Spalletti finalmente in grado di mostrare anche il suo nuovo numero uno.
Sotto gli occhi di John Elkann, la Juventus vuole completare il puzzle. Perché il mercato può regalare ancora qualche sorpresa, ma una certezza è diventata imprescindibile: la porta non può più restare vuota.