Le parole

Bremer giura fedeltà: “Non ho mai chiesto di lasciare la Juve”

Bremer allontana le voci di mercato, guarda al futuro bianconero e racconta il difficile ritorno dopo il grave infortunio.

Bremer giura fedeltà: “Non ho mai chiesto di lasciare la Juve”

Le indiscrezioni sul suo futuro non sembrano scalfire le certezze di Gleison Bremer. Il difensore brasiliano ha scelto di fare chiarezza in prima persona, ribadendo con decisione la volontà di proseguire la propria avventura alla Juventus. Dal quartier generale allestito dal club a Perth, dove i bianconeri sono impegnati nella tournée estiva, il centrale ha voluto mettere fine alle speculazioni legate a una possibile cessione.

“Io non ho chiesto alla Juve di essere ceduto”. Una dichiarazione netta, alla quale Bremer ha aggiunto un concetto altrettanto chiaro: “Soprattutto in un momento difficoltà, sia per il club che per me, non mi verrebbe mai in mente di farlo. Sarebbe come scappare. Se un giorno mi separerò dalla Juve, magari quando sarò più avanti con gli anni, uscirò dalla porta principale a testa alta”.

Le parole del brasiliano arrivano in un momento particolare della sua carriera. Dopo aver preso parte al Mondiale con il Brasile senza però collezionare minuti in campo, il difensore è determinato a riconquistare il proprio posto al centro della retroguardia juventina. L’amichevole disputata contro il Chelsea ha rappresentato il suo debutto stagionale e anche le sensazioni personali sono positive: “Sto bene. Ovviamente non sono ancora al top, visto che ho cominciato più tardi la preparazione. Ma tornerò presto in condizione, sento che la strada è giusta”.

Anche l’esperienza vissuta con la Seleção viene letta con serenità. Pur non essendo mai sceso in campo, Bremer considera positiva la convocazione e comprende le scelte del commissario tecnico: “È stata comunque una bella esperienza. Era anche giusto che Ancelotti premiasse i calciatori che avevano conquistato la qualificazione. Pazienza. Sono ancora giovane e spero di essere protagonista nel 2030”.

Gran parte delle sue riflessioni, però, ruotano attorno al lungo percorso di recupero seguito alla rottura del legamento crociato, un infortunio che ha inevitabilmente segnato la sua carriera. Dopo essere tornato in campo nella scorsa stagione, il difensore ha scoperto quanto sia complesso ritrovare immediatamente il rendimento di un tempo: “Il primo anno dopo l’infortunio in effetti è sempre difficile. Io non credevo a questa cosa. E pensavo di poter essere un’eccezione. Però la realtà purtroppo è questa. Il lato positivo è che adesso tutto procede bene, il mio corpo risponde come deve: me ne accorgo perché il recupero da uno sforzo è molto più veloce rispetto ai mesi scorsi. Adesso mi serve solo un po’ di continuità. Mi servono le partite”.

Ripensando ai mesi successivi all’infortunio rimediato contro il Lipsia il 2 ottobre 2024, Bremer individua proprio nel rientro la fase più complicata: “La fase peggiore non è stata l’incidente ma il post recupero, dopo 9 mesi. Al rientro ero convinto che fosse tutto passato: invece era solo l’inizio di un altro percorso, quello che mi avrebbe riportato a essere il calciatore di prima. Sono sicuro che raggiungerò l’obiettivo. Ma ne sono sicuro oggi. Non è stato sempre così”. Un periodo nel quale non sono mancati i dubbi: “Ci sono state situazioni di gioco in cui ho temuto di non farcela. Parlo della scorsa stagione: in campo la testa andava ma le gambe non l’assecondavano. Lì ho pensato: cavolo. Per fortuna mi sono fatto forza e ne sono uscito”.

Il difensore guarda ora con fiducia alla nuova stagione e agli obiettivi della Juventus, reduce dalla mancata qualificazione in Champions League. “L’obiettivo primario è tornare in Champions. Se sarà attraverso il campionato o l’Europa League non importa. Anzi, arrivarci attraverso la Coppa potrebbe essere più intrigante: significherebbe avere anche vinto un trofeo”. Bremer ribadisce anche le proprie ambizioni personali, chiarendo il senso di alcune dichiarazioni del passato: “Mi fa piacere chiarire questo punto. Io non ho pronunciato certe parole perché cercavo la scusa per andare via. Semmai provavo a rappresentare la mia ambizione: non mi accontento di chiudere la carriera con una Coppa Italia nella bacheca. Voglio di più e voglio che la Juventus torni ai livelli che le competono. Come ha detto Spalletti, siamo ancora un po’ lontani da questo traguardo ma stiamo mettendo dei mattoncini importanti per il futuro. Kolo Muani, Alajbegovic… E scommetto sul mio amico Douglas Luiz, che ha qualità da vendere e le dimostrerà”.