Il momento è di quelli da vivere con entusiasmo, ma senza perdere di vista la realtà. La Lazio di Gennaro Gattuso sta attraversando una fase estremamente positiva e arriva all’appuntamento con la decima giornata di Serie A forte di cinque vittorie consecutive.
L’ultima affermazione, particolarmente significativa, è arrivata sul campo del Sassuolo, travolto con un perentorio 6-2. Un risultato che conferma le ambizioni di una squadra in crescita, capace di trovare continuità e soprattutto di mostrare una mentalità sempre più riconoscibile. Il prossimo ostacolo sarà il Cagliari, atteso domenica 1° novembre alle 15 allo Stadio Olimpico. Alla vigilia dell’incontro, l’allenatore biancoceleste ha fatto il punto sulla condizione della rosa e sulle prospettive del gruppo, senza lasciarsi trascinare da facili proclami.
Uno dei temi affrontati in conferenza stampa ha riguardato proprio le possibili scelte di formazione e il recupero dei calciatori dopo un calendario particolarmente intenso. Gattuso ha spiegato di affidarsi soprattutto alle indicazioni dello staff e ai dati raccolti durante gli allenamenti: “Diamo continuità su quello che stiamo facendo con i test. Ci basiamo molto su quello che ci dicono riguardo il recupero. Ieri abbiamo fatto un buon allenamento, dopo che in questi giorni abbiamo fatto poco per le tre fare. Tanti giocatori hanno recuperato bene, vediamo oggi i dati che vengono fuori”.
Per il tecnico si tratta anche di un percorso personale importante, iniziato sette mesi dopo la delusione legata alla sconfitta dell’Italia contro la Bosnia. Un capitolo che, però, non vuole considerare una ferita da rimarginare attraverso i risultati ottenuti con la Lazio. “Nessun riscatto, il calcio è fatto di episodi e in quella partita gli episodi ci hanno condannato. La cosa bella del calcio è che quando commetti una sciocchezza o un errore hai ogni tre giorni l’occasione di riscattarti. Le persone che ti sono vicine ti aiutano a rendere al massimo”. Parole che raccontano la volontà di guardare avanti, concentrandosi esclusivamente sul presente.
Tra gli aspetti che stanno accompagnando positivamente questa esperienza c’è anche il rapporto con Claudio Lotito. Il presidente è una presenza costante nella quotidianità della squadra e il confronto con l’allenatore non manca, anche quando emergono punti di vista differenti. Gattuso ha voluto sottolineare la solidità del rapporto: “Parlo sempre con il presidente, è molto presente. Stasera viene qui a mangiare come sempre prima della partita. In alcuni casi vediamo le cose in modo diverso ma c’è grandissimo rispetto mio nei suoi confronti e suo nei miei”.
Quanto agli obiettivi stagionali, il tecnico preferisce mantenere un profilo basso. Nonostante la serie di risultati favorevoli e una classifica che alimenta le ambizioni, la priorità resta costruire un percorso senza anticipare i tempi. “L’obiettivo sono 40 punti e mi piace che i miei calciatori dicano questa cosa. Dobbiamo pensare solamente partita dopo partita. Stiamo toccando con mano che se si va forte le cose si fanno bene. Noi non dobbiamo subire l’evento, contro chiunque per come giochiamo subiremo delle ripartenze”. Una filosofia che punta sulla concretezza e sulla capacità di affrontare ogni avversario con la stessa intensità.
In vista delle prossime finestre di mercato, Gattuso non vuole nemmeno prendere in considerazione l’eventualità di perdere qualche elemento importante. Il legame costruito con lo spogliatoio è diventato uno dei punti di forza del progetto e l’allenatore spera che nulla possa interrompere questo equilibrio. “Non ci sto pensando, so come funziona questo mondo. Con il rapporto che ho instaurato con i miei giocatori in questo momento non è venuto a parlarmi e spero non venga mai nessuno. C’è il rischio che poi chiudo la porta a chiave e succede di tutto (ride, ndr). A parte le battute spero non accada nulla perché sarebbe un peccato”.
La soddisfazione più grande, in ogni caso, riguarda il comportamento collettivo della squadra. Più ancora dei risultati, è la mentalità mostrata quotidianamente dai calciatori a convincere l’allenatore. “La cosa che mi rende più orgoglioso in assoluto è la mentalità. Ragioniamo come un cervello unico e chi entra lo fa sempre bene. È normale che poi c’è sempre qualcuno con la faccia arrabbiata e triste ma questo fa parte del lavoro che facciamo”. Adesso la parola passa al campo: contro il Cagliari la Lazio vuole allungare la propria striscia vincente e dimostrare che questo momento positivo non è soltanto una parentesi fortunata.