A vent’anni, Kimi Antonelli ha già trasformato una stagione straordinaria in una rincorsa alla storia della Formula 1. Il talento italiano della Mercedes arriva al Gran Premio del Messico con la possibilità di diventare il più giovane campione del mondo di sempre, coronando un 2026 nel quale ha riscritto numerosi primati e dimostrato di poter competere con i più grandi protagonisti del Circus. Senza cercare paragoni, senza lasciarsi condizionare dai numeri e soprattutto senza perdere quella naturalezza che lo ha accompagnato fino alle soglie del titolo iridato.
Il successo conquistato domenica ad Austin ha rappresentato molto più di una semplice vittoria. Per Antonelli è stato il nono trionfo stagionale, un risultato mai raggiunto prima da un pilota italiano in un singolo campionato di Formula 1. Un record che assume un valore ancora maggiore considerando che, almeno secondo il calendario attuale, mancano cinque Gran Premi alla conclusione della stagione.
Per comprendere la portata dell’impresa basta confrontare il rendimento del giovane bolognese con quello dei campioni del passato. Le nove vittorie conquistate finora gli hanno già permesso di superare il bottino con cui Lando Norris si era laureato campione del mondo nel 2025, quando aveva chiuso la stagione con sette successi.
Ma non è tutto. Antonelli ha già migliorato i primati stagionali di tre campioni del mondo come Ayrton Senna, Damon Hill e Mika Häkkinen, capaci di conquistare otto vittorie rispettivamente nel 1988, nel 1996 e nel 1998. Un risultato dal significato particolare soprattutto per Kimi, cresciuto con il mito di Senna e da sempre poco incline ad accettare confronti con il leggendario pilota brasiliano.
Con il nono successo, il talento Mercedes ha inoltre raggiunto Nigel Mansell, protagonista di nove vittorie nel 1992, e Nico Rosberg, che ottenne lo stesso risultato nel 2016, anno della conquista del suo unico titolo mondiale.
Davanti ad Antonelli restano ora soltanto alcuni dei nomi più importanti nella storia recente della Formula 1.
I record di vittorie in una stagione di Formula 1
Confronto basato sui dati riportati, con cinque gare ancora previste nel calendario 2026.
Il primato assoluto di Max Verstappen, capace di conquistare 19 vittorie nel 2023, è ormai fuori portata. Diverso il discorso per gli altri grandi protagonisti della classifica. Con altri due successi, Antonelli raggiungerebbe quota 11, eguagliando il miglior bottino stagionale di Lewis Hamilton, risultato ottenuto dal britannico in quattro campionati differenti: 2014, 2018, 2019 e 2020.
Servirebbero invece quattro ulteriori vittorie per arrivare a 13, il numero raggiunto da Michael Schumacher nel 2004 e da Sebastian Vettel nel 2013. Un’impresa complicata, ma ancora teoricamente possibile per un pilota che ha già dimostrato di poter vincere con una continuità sorprendente.
Antonelli, tuttavia, preferisce non lasciarsi trascinare dalla corsa ai record. La priorità resta il titolo mondiale, da conquistare mantenendo lo stesso approccio che gli ha permesso di imporsi nel corso della stagione.
«Il mio atteggiamento non cambierà perché per tutto il corso dell’anno ho affrontato i weekend di gara cercando di dare il meglio senza pensare a punti o classifiche», ha spiegato il pilota italiano.
Una filosofia che intende conservare anche nelle ultime gare: «Proverò a ottenere i migliori risultati in più gare possibili e continuando a spingere con la squadra anche in previsione del prossimo anno».
La vittoria di Austin, intanto, ha avuto un significato particolare anche per la Mercedes. Antonelli era reduce da tre Gran Premi senza successi, un periodo nel quale la squadra aveva lavorato intensamente per comprendere e sfruttare al meglio gli aggiornamenti introdotti sulla monoposto.
Il nuovo pacchetto tecnico, inizialmente, non aveva garantito i miglioramenti sperati. Soltanto attraverso un lavoro approfondito con gli ingegneri, il giovane italiano è riuscito a ritrovare il giusto equilibrio e a sfruttare pienamente il potenziale della vettura.
Il risultato ottenuto negli Stati Uniti è stato quindi il premio per settimane di analisi, modifiche e adattamenti. Non a caso, Antonelli ha definito il successo americano «esattamente quello che serviva dopo così tanto lavoro», sottolineando l’importanza di una vittoria arrivata in un momento decisivo della stagione.
In Messico, però, la Mercedes non potrà dare nulla per scontato. La Red Bull ha mostrato segnali di crescita negli ultimi appuntamenti, mentre la Ferrari sembra aver ritrovato competitività, come dimostrato soprattutto ad Austin. Due avversarie che potrebbero complicare i piani del pilota italiano e rendere ancora più impegnativa la rincorsa al titolo.
A influire sulle possibilità di migliorare ulteriormente i record potrebbe essere anche il calendario. Gli appuntamenti conclusivi in Qatar e Abu Dhabi, più volte confermati dai vertici della FIA e della Formula 1, restano al centro delle valutazioni legate all’inasprimento dei conflitti in Medio Oriente.
L’evoluzione della situazione internazionale potrebbe infatti costringere gli organizzatori a rivedere il programma. Tra le ipotesi considerate figura anche quella di cancellare entrambe le gare e introdurre un unico appuntamento conclusivo a Imola. In quel caso, le corse ancora da disputare scenderebbero da cinque a quattro, riducendo inevitabilmente le opportunità per Antonelli di incrementare il proprio bottino.
Uno scenario che, comunque, non sembra destinato a modificare l’approccio del giovane italiano. La sua attenzione rimane concentrata sulla prossima gara e sulla possibilità di chiudere il discorso iridato già in Messico, prima di affrontare gli ultimi appuntamenti con maggiore libertà.
A vent’anni, Antonelli ha già raggiunto traguardi che molti piloti inseguono per un’intera carriera. Ha stabilito il record italiano di vittorie stagionali, ha superato alcuni dei grandi campioni della storia e si trova a un passo dal titolo mondiale.
Il prossimo obiettivo è diventare il più giovane iridato della Formula 1. Tutto il resto, dai primati di Hamilton a quelli di Schumacher e Vettel, potrà arrivare come conseguenza di un talento che continua a crescere senza bisogno di paragoni. Perché Kimi Antonelli, ormai, non sta più soltanto inseguendo la storia: ha cominciato a scriverne una tutta sua.