Kimi Antonelli è a un passo dalla conquista del Mondiale di Formula 1, anche se perché accada già nel gran premio di Austin serviranno una serie di combinazioni. Alla Gazzetta dello Sport ha confidato le sue sensazioni alla vigilia della gara texana.
Kimi, qual è la sua arma segreta?
«Rimanere se stessi. Ho provato per tutto l’anno a godermi i momenti che avevo in pista, sia quelli belli che quelli brutti. Ho capito come avere una mentalità giusta e questo ha reso molto più semplice mandare via tutte le voci che avevo intorno. Si parla di Mondiale da mesi, addirittura da Suzuka quando sono diventato leader della classifica, che due maroni! Mi hanno tirato tante di quelle gufate che ho imparato in fretta a farmi scivolare addosso queste cose».
Il titolo però è più vicino che mai, come si sta vivendo questo periodo?
«Pensare a quello che potrebbe succedere a breve è folle. Ed è proprio per questo che cerco di non soffermarmi sul Mondiale. Appena arrivato in pista ho avuto una riunione con “Bono” (l’ingegnere di pista, ndr) e ci ha detto di divertirci e di mantenere lo stesso approccio di tutto l’anno: una gara alla volta… E ovviamente, se farò bene il mio lavoro, il risultato arriverà».
Ma è davvero possibile non pensarci, sapendo che qui ad Austin avrà il primo match point stagionale?
«Parliamo di una combinazione molto difficile, quindi non voglio fare piani. In generale però non sono agitato, anzi, sono gasato. Inizio questo weekend pensando solo a una cosa: tornare a vincere, visto che negli ultimi weekend abbiamo fatto un po’ fatica».
A Singapore avete fatto dei passi in avanti con il nuovo aggiornamento. È soddisfatto della direzione intrapresa?
«Sì, abbiamo lavorato tanto con il team, sia in pista che al simulatore, per comprendere meglio la direzione da intraprendere. Ora qui in America dobbiamo concentrarci di più sul fare funzionare la finestra di utilizzo e sfruttare il potenziale del pacchetto, che è importante per il prossimo anno».
Singapore è stata una gara difficile anche dal punto di vista fisico per lei. Cosa è successo?
«Il sistema dell’acqua ha smesso di funzionare dopo dieci giri. Faceva caldissimo e non potevo bere, in più quando ho cambiato le gomme, fermandomi, tutto il calore è arrivato in macchina nello stesso momento. Per quasi metà gara mi sono chiesto se sarei riuscito a finire il Gran Premio. Poi quando ho superato Hamilton e Norris e ho visto il podio mi sono ripreso (ride, ndr)».
Tornando da Singapore si è concesso di sognare questo titolo?
«Avrei voluto, poi però mi sono addormentato subito (ride, ndr). Però l’ho sicuramente immaginato e poi mi sono subito detto: “Per farcela devi continuare a vincere, concentrati su quello”».
Pensa che lo scorso anno sia stato importante per capire come gestire questa pressione?
«Ovviamente sì. Ricordo che nella mia prima stagione, molte volte cercavo semplicemente di forzare il risultato… Quest’anno ho fatto un passo indietro, mi sono concentrato sulle cose importanti e ho cercato di godermi il più possibile l’esperienza. Sicuramente, dal punto di vista mentale, quest’anno sono stato molto più sereno e felice rispetto alla scorsa stagione».
Qui in America si è concesso qualche giorno di svago ed è stato a San Antonio per una partita di Nba. Com’è stato?
«Bellissimo! La passione per l’Nba me l’ha trasmessa il mio preparatore, Sergi, che da ragazzo giocava a basket. E anche tutti i miei amici in Italia sono appassionati di basket. È stato fantastico conoscere i ragazzi degli Spurs, con cui ho un ottimo rapporto, e anche Wemby (Victor Wembanyama) anche se dopo un po’ che ci parlavo mi faceva male il collo (ride, ndr)».
Ora si torna in pista. Chi teme?
«Verstappen è in uno stato incredibile, ha vinto le ultime due gare e si candida a essere un bell’avversario per il 2027».
Le piacerebbe sfidarlo?
«Sì! Sarebbe una bella sfida e sarebbe interessante vedere anche come cambierebbero le dinamiche tra di noi. È una delle cose più belle del motorsport: poter competere con i migliori e capire a che livello si è. Ci stimiamo tantissimo tra noi, anche con Hamilton che è sempre stato fantastico con me, ma quando si tira giù la visiera si vuole solo vincere».