Ore calde

Manchester United, Carrick verso l’esonero: Conte è il favorito

Il 4-1 incassato in Champions League mette il tecnico sulla graticola: per la successione prende quota l'ex allenatore del Napoli.

Manchester United, Carrick verso l’esonero: Conte è il favorito

L’ombra di Antonio Conte. La pesantissima sconfitta contro il Como rischia di segnare la fine dell’avventura di Michael Carrick sulla panchina del Manchester United. Il 4-1 subito dalla squadra di Cesc Fabregas in Champions League ha aggravato una crisi che sembra ormai senza via d’uscita, mettendo nuovamente in discussione il futuro dell’allenatore inglese. Soltanto pochi mesi fa Carrick era stato celebrato per aver riportato i Red Devils nella massima competizione europea, mentre oggi si ritrova a fare i conti con gli stessi problemi che hanno travolto i suoi predecessori. E all’orizzonte comincia a prendere forma una candidatura di peso: quella di Antonio Conte.

Le immagini del dopopartita hanno raccontato meglio di qualsiasi dichiarazione il momento attraversato dallo United. Dopo aver salutato Fabregas, Carrick ha attraversato il terreno di gioco e si è rivolto ai pochi sostenitori inglesi rimasti sugli spalti nonostante la pioggia, alzando le mani in segno di scusa. Un gesto rivolto a una dozzina di tifosi che avevano seguito la squadra anche in una delle serate più amare della stagione.

Una scena che ha immediatamente riportato alla memoria quanto accaduto nel novembre 2021, quando Ole Gunnar Solskjaer si congedò dai propri sostenitori dopo una sconfitta per 4-1 contro il Watford. Anche allora un ex beniamino dell’Old Trafford, inizialmente capace di restituire entusiasmo all’ambiente, si trovava al termine di un percorso diventato improvvisamente insostenibile. Per il norvegese quel saluto rappresentò di fatto l’addio: avrebbe poi raccontato di aver compreso già durante l’intervallo che la sua esperienza sulla panchina dello United era arrivata al capolinea.

Il parallelo con Carrick appare inevitabile. Entrambi profondamente legati alla storia del club, entrambi accolti con grandi aspettative ed entrambi finiti progressivamente travolti dalle difficoltà di una squadra che continua a non trovare stabilità. La differenza è che Carrick, dopo aver conquistato la qualificazione alla Champions nella passata stagione, sembrava aver finalmente individuato una strada per riportare lo United ai livelli attesi. Il tracollo contro il Como ha invece riaperto tutte le ferite.

A complicare ulteriormente la posizione del tecnico sono arrivate le parole di Bruno Fernandes. Il capitano portoghese, intervenuto dopo la partita, ha espresso critiche piuttosto esplicite all’atteggiamento tattico scelto dalla squadra, chiamando direttamente in causa le decisioni dello staff tecnico.

«È una decisione dello staff di non pressare uomo su uomo e a volte lasciare spazio dietro e provare a prendere palla, aspettare loro, ma a volte quando dai spazio a queste squadre loro prendono fiducia. È compito del manager e dello staff vedere, non mio. A volte devi essere più coraggioso sotto pressione, rischiare di pressare alto e metterli a disagio».

Una presa di posizione significativa, soprattutto perché arrivata dal capitano e leader dello spogliatoio. Fernandes ha evidenziato come la scelta di attendere il Como senza esercitare una pressione aggressiva abbia finito per favorire la formazione di Fabregas, permettendole di prendere fiducia e imporre il proprio gioco. Parole che, pur senza trasformarsi in una richiesta esplicita di cambio in panchina, aumentano inevitabilmente la pressione su Carrick.

Il prossimo impegno di Premier League contro il Bournemouth potrebbe non essere sufficiente a modificare gli scenari. La sensazione è che la dirigenza stia già valutando un cambio di guida tecnica, che rappresenterebbe il terzo avvicendamento a stagione in corso nell’arco di tre anni, dopo le esperienze di Erik ten Hag e Ruben Amorim.

In cima alla lista dei possibili successori figura Antonio Conte, reduce dall’esperienza al Napoli e alla ricerca di una nuova sfida. L’allenatore salentino, in una recente intervista a The Athletic, aveva spiegato di essere interessato a guidare «un grande club che ha perso di vista la sua storia». Una descrizione che potrebbe adattarsi perfettamente al Manchester United, ma anche alla Juventus, altra società dal passato prestigioso che sta attraversando una fase complicata.

Il futuro di Luciano Spalletti sulla panchina bianconera resta infatti un elemento da considerare nella possibile corsa a Conte. Lo United, tuttavia, potrebbe muoversi con maggiore rapidità, anticipando eventuali decisioni della Juventus e cercando di assicurarsi subito un allenatore abituato a intervenire in situazioni difficili.

Per Carrick, intanto, il margine di manovra sembra essersi ridotto drasticamente. La notte da ricordare del Como si è trasformata nell’ennesimo incubo per il Manchester United, sempre più lontano dalle ambizioni e dalla tradizione del club. Le scuse ai tifosi, le critiche del capitano e l’ombra di Conte sono tre segnali che raccontano una panchina sempre più fragile. E il rischio, per l’ex centrocampista inglese, è che il saluto sotto la pioggia sia stato davvero l’ultimo.