Il cammino delle italiane in Champions League si è trasformato in un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. Dopo due turni, il bilancio è decisamente deludente: quattro punti complessivi in otto incontri, quattro sconfitte nella seconda giornata e una differenza reti che racconta tutte le difficoltà delle nostre rappresentanti. Le squadre italiane hanno incassato 14 gol, riuscendo a segnarne soltanto nove nel secondo turno. Tra i risultati negativi, l’unica sconfitta che lascia maggiori rimpianti è quella della Roma contro il Real Madrid.
Per comprendere meglio la portata del problema, basta osservare il rendimento medio: appena mezzo punto a partita. Un dato che consente di confrontare il percorso delle italiane con quello delle altre nazioni europee e che restituisce un quadro tutt’altro che rassicurante. Non sono soltanto le grandi potenze del continente a fare meglio. Anche realtà come Norvegia, Ucraina e Grecia stanno ottenendo risultati superiori ai nostri.
In vetta alla graduatoria per nazioni si trovano Spagna e Inghilterra, entrambe a quota 24 punti e con una media di 2,4 a incontro. La Germania segue con 16 punti e una media di 2, mentre Francia e Portogallo viaggiano a 1,5 punti per gara. Più indietro, ma comunque davanti all’Italia, figurano anche Azerbaigian, Belgio, Grecia, Norvegia e Olanda. Il nostro calcio, invece, condivide quota quattro punti con alcune avversarie, ma paga una media decisamente inferiore rispetto a molte delle altre federazioni.
Ecco la situazione dopo due giornate:
- Spagna: 24 punti, media 2,4 (Barcellona, Betis Siviglia e Real Madrid a 6; Villarreal e Atletico Madrid a 3).
- Inghilterra: 24 punti, media 2,4 (Liverpool, Arsenal e Aston Villa a 6; Manchester United e Manchester City a 3).
- Germania: 16 punti, media 2 (Stoccarda 6, Bayern Monaco 4, Borussia Dortmund e Lipsia 3).
- Ucraina: 4 punti, media 2 (Shakhtar 4).
- Francia: 9 punti, media 1,5 (Paris Saint-Germain 6, Lens 3, Lille 0).
- Portogallo: 6 punti, media 1,5 (Sporting 6, Porto 0).
- Azerbaigian, Belgio e Grecia: 3 punti ciascuno, media 1,5.
- Norvegia e Olanda: 4 punti ciascuna, media 1.
- Italia: 4 punti, media 0,5 (Como 3, Roma 1, Inter 0, Napoli 0).
- Turchia: 1 punto, media 0,25.
- Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia: ancora ferme a zero.
Anche la classifica generale del torneo evidenzia le difficoltà delle nostre formazioni. Il Como è la migliore italiana, al dodicesimo posto con tre punti, una posizione che al momento garantirebbe l’accesso ai playoff. La Roma, con un solo punto, occupa invece il venticinquesimo posto e sarebbe esclusa dalla fase successiva. Situazione ancora più complicata per Inter e Napoli, relegate nelle zone più basse della graduatoria.
A evitare un passivo ancora più pesante nella differenza reti contribuisce soprattutto il successo del Como contro il Lipsia, unica vittoria italiana nelle prime otto partite. Il saldo complessivo è comunque negativo: 14 gol segnati e 20 subiti. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche.
La stagione precedente aveva già sollevato interrogativi. Nessuna squadra italiana era riuscita a conquistare direttamente gli ottavi, con l’Inter arrivata a un passo dall’obiettivo. Anche il passaggio dell’Atalanta al turno successivo si era concluso con una pesante eliminazione contro il Bayern Monaco. Il Napoli, invece, era rimasto fuori dalla competizione dopo una prima fase poco convincente.
Ora, però, il rischio è che il quadro peggiori ulteriormente. L’Inter ha perso tutto il vantaggio costruito nelle prime due giornate, mentre le altre italiane non sono riuscite a dare continuità ai risultati. La strada resta aperta, perché ci sono ancora 18 punti in palio, ma servirà un cambio di passo immediato. La Champions non concede margini agli errori: per invertire la rotta occorre ritrovare competitività, lucidità e la capacità di affrontare le sfide europee con ben altra convinzione.