Serie A

Inter, ballottaggio Martinez-Provedel: l’ex Lazio può esordire

Dubbio di formazione per il tecnico nerazzurro

Inter, ballottaggio Martinez-Provedel: l’ex Lazio può esordire

Ci eravamo lasciati con Josep Martinez, in arte Pepo, che ci aveva messo la faccia. Per la parata su Malen da distanza ravvicinata, ma anche per gli errori commessi contro Real Madrid e Udinese. Da questi episodi era emersa una certa vulnerabilità agli occhi dei tifosi interisti, alcuni dei quali avevano iniziato a invocare un nome preciso: Ivan Provedel. Una richiesta arrivata anche dai giornalisti a Cristian Chivu, che aveva reagito sbattendo la testa contro il microfono in sala stampa. “Martinez non è e non sarà mai un problema“, la risposta stizzita dell’allenatore romeno.

Chivu è rimasto coerente con le proprie convinzioni, confermando Pepo tra i pali anche a Roma e venendo infine ripagato da un intervento salva risultato su Malen, seppur con un pizzico di fortuna. Il tecnico, del resto, non ha mai individuato un undici titolare fisso. “Tutti sono importanti, non ci sono titolari” è il mantra che accompagna il lavoro ad Appiano Gentile. Una filosofia confermata dalle formazioni delle prime sei partite stagionali, nelle quali quasi tutti hanno trovato spazio, fatta eccezione per il lungodegente Spence e i due portieri di riserva.

Proprio per restare fedele a questa linea, presto potrebbe cambiare qualcosa anche tra i pali. Sabato, contro il Parma, potrebbe infatti arrivare il momento di Provedel. Le indiscrezioni delle ultime ore indicano l’estremo difensore friulano in vantaggio sul collega, ma attenzione a parlare di bocciatura.

Chivu non ha mai abbandonato nessuno, nemmeno davanti alle richieste della piazza. Lo ha dimostrato con Sommer, finito sul banco degli imputati nella scorsa stagione e ora prossimo avversario dell’Inter in Champions League con il suo Bruges. Lo stesso trattamento sarà riservato a Martinez, promosso titolare in estate dopo essere stato il vice del portiere svizzero. Un’eventuale alternanza, dunque, rientrerebbe nella gestione del gruppo e non rappresenterebbe necessariamente una sfiducia nei confronti dello spagnolo.