Qualificazioni europee (ore 18.15)

Italia Under 21, dentro o fuori: contro la Polonia serve l’impresa

Gli azzurrini devono vincere con almeno due gol di scarto per ribaltare il risultato dell’andata e accedere all’Europeo.

Italia Under 21, dentro o fuori: contro la Polonia serve l’impresa

Non ci sono calcoli da fare. Per l’Italia Under 21 quella contro la Polonia è una finale, una partita in cui conta soltanto il risultato. Gli azzurrini devono ribaltare la sconfitta dell’andata e vincere con almeno due gol di scarto per conquistare il pass diretto per il prossimo Europeo. Una missione difficile, ma da affrontare a Pescara, uno stadio che per Silvio Baldini evoca ricordi speciali.

Baldini: «La mia fiducia è illimitata»

Proprio a Pescara, nel giugno 2025, il commissario tecnico conquistò la promozione in Serie B battendo la Ternana nella finale playoff. Ora torna nello stesso scenario per una partita dal peso completamente diverso, ma con la stessa necessità di vincere.

Baldini non ha dubbi sulla sua squadra e lo ha ribadito alla vigilia: «La mia fiducia nella squadra è illimitata». Il commissario tecnico considera il gruppo una vera famiglia e ha spiegato di non voler giudicare i suoi ragazzi soltanto sulla base del risultato.

Un legame che va oltre il campo e che, per Baldini, ha assunto un significato ancora più profondo in un momento personale particolarmente difficile. «Per me loro sono una grande ricchezza, non solo tecnica, ma soprattutto interiore», ha raccontato.

Cissé guida l’attacco

Per provare a completare la rimonta, l’Italia si affida alla qualità e alla fantasia dei suoi giocatori offensivi. Il principale riferimento sarà Alphadjo Cissé, protagonista dell’assalto finale in Armenia e autore del gol che ha deciso la partita.

Questa volta l’attaccante dovrebbe partire da centravanti, con Camarda destinato alla panchina. Alle sue spalle, o comunque largo a destra, ci sarà Mattia Liberali, chiamato a inventare e a sfruttare il suo momento di forma particolarmente positivo.

A sinistra spazio invece a Koleosho, che cerca riscatto dopo le ultime occasioni mancate. All’andata era stato tra i migliori prima dell’espulsione nel finale, mentre quattro giorni fa in Armenia ha fallito un calcio di rigore.

Cambia anche il centrocampo

Qualche novità arriverà anche nella zona centrale del campo. Lipani, capitano e sempre presente finora, non è al meglio e dovrebbe lasciare il posto a Faticanti.

La fascia passerà così sul braccio di Ndour, che aggiungerà una responsabilità ulteriore alla maglia numero 10.

Per il resto, Baldini dovrebbe confermare gran parte dell’ossatura della squadra già utilizzata in Nazionale maggiore a giugno. In difesa, invece, spazio ai nuovi esterni: Ahanor, reduce dalla convocazione con la selezione maggiore, agirà a destra, mentre Bartesaghi tornerà a sinistra dopo aver scontato la squalifica.

Servono due gol

Il compito dell’Italia è chiarissimo. Il successo non basta: per superare la Polonia e chiudere al primo posto nel girone servono almeno due gol di scarto.

Una situazione che ricorda quella vissuta nel 2011 contro il Galles, quando gli azzurrini arrivarono all’ultima partita obbligati a vincere. Finì 1-0 con il gol di Mustacchio, ma oggi non sarebbe sufficiente.

Anche perché la Polonia ha mostrato una solidità difensiva notevole durante il percorso di qualificazione. La squadra polacca ha incassato appena due gol complessivi e non ha mai subito una sconfitta con un margine tale da mettere in discussione la propria qualificazione.

Attenzione a Mazurek

La Polonia dovrà fare a meno di Pietuszewski, ma non mancano le alternative. Occhi puntati soprattutto su Mazurek, protagonista nell’ultima partita contro la Svezia con una doppietta.

Il giocatore dovrebbe partire dalla panchina, ma è un nome che la difesa azzurra conosce bene. Comuzzo, in particolare, lo ha già affrontato a febbraio in Conference League, quando Mazurek con lo Jagiellonia rifilò una tripletta alla Fiorentina, insieme al compagno di nazionale Drachal.

Quattro minuti da cancellare

All’andata, all’Italia furono fatali quattro minuti di blackout. È da lì che gli azzurrini devono ripartire, ma soprattutto è quello il momento da cancellare dalla memoria.

A Pescara non serviranno paura né calcoli. Serviranno coraggio, ritmo, qualità e la capacità di trasformare ogni occasione in una possibilità concreta di rimonta.

«I miei ragazzi affronteranno questa partita senza la paura di come può finire», ha detto Baldini.

È questa la filosofia con cui l’Italia dovrà affrontare la sua finale. Due gol separano gli azzurrini dall’Europeo. Novanta minuti per cancellare quei quattro minuti e conquistare il pass.