Italia

La nuova Italia riparte dalle certezze (e da qualche novità)

La rivoluzione può attendere: Mancini punta sull’esperienza per affrontare quattro partite in undici giorni di Nations League

La nuova Italia riparte dalle certezze (e da qualche novità)

Non sarà ancora tempo di rivoluzione, perché la priorità è costruire subito un’Italia competitiva. Roberto Mancini torna sulla panchina azzurra a oltre otto anni dalle prime convocazioni e deve affrontare una partenza tutt’altro che morbida. L’obiettivo è duplice e chiarissimo: qualificarsi all’Europeo 2028 nel Regno Unito e in Irlanda e, soprattutto, conquistare il pass per il Mondiale 2030 in Spagna, Portogallo e Marocco.

Per questo il nuovo Ct ha scelto di puntare su una combinazione di certezze e novità, tenendo però conto anche delle esigenze dell’Under 21, impegnata nella corsa all’Europeo che mette in palio anche l’accesso all’Olimpiade. La lista potrebbe essere molto ampia, arrivando fino a 35 giocatori, anche perché il calendario internazionale impone un vero tour de force.

Quattro partite in undici giorni

Il calendario della Nations League non lascia molto spazio agli esperimenti. L’Italia debutterà il 25 settembre a Roma contro il Belgio, poi volerà a Bursa per affrontare la Turchia il 28. Il 2 ottobre sarà la volta della trasferta di Parigi contro la Francia, mentre il 5 ottobre a Bologna arriverà il secondo confronto con i turchi.

Quattro partite in appena undici giorni rendono il turnover non soltanto possibile, ma praticamente indispensabile. Mancini dovrà gestire uomini e energie, cercando al tempo stesso di non perdere punti pesanti già nelle prime due uscite.

Il confronto con la Francia rappresenterà probabilmente il test di maggiore livello, ma anche il debutto all’Olimpico contro il Belgio richiederà la miglior Italia possibile.

In porta e in difesa

Tra i pali le scelte sembrano abbastanza delineate. Donnarumma, Carnesecchi e Vicario sono i tre nomi più sicuri, mentre nelle ultime ore Pessina ha superato Caprile nella corsa al quarto posto.

In difesa pesa la situazione di Palestra, non ancora al massimo e seguito dal Chelsea, che preferirebbe averlo a Londra per il lavoro di recupero. Sulla destra le alternative diventano quindi Kayode, Bellanova e Di Lorenzo. A sinistra spazio a Dimarco e Udogie, con Calafiori e Ahanor capaci di ricoprire più ruoli.

Al centro della difesa i candidati sono Mancini, Bastoni, Scalvini, Coppola e Gatti. Un mix tra esperienza e giovani che offre a Mancini diverse possibilità di rotazione.

Romano entra nel gruppo

A centrocampo c’è una delle novità più interessanti. Romano si è guadagnato la chiamata grazie alle prestazioni delle ultime settimane e alla necessità di avere a disposizione un numero maggiore di giocatori in grado di ricoprire il ruolo di centrale.

Tra le alternative potrebbe esserci anche Gaetano, già utilizzato da Sarri in una posizione diversa rispetto a quella originaria, mentre resta viva la candidatura di Mandragora, giocatore che Mancini conosce già e che aveva avuto una presenza proprio con lui nel 2018.

Le certezze sono Tonali, Barella, Frattesi e Cristante, ai quali si aggiungono Doumbia e Fagioli. Più difficile, al momento, la convocazione di Ndour.

La scelta è stata quella di lasciare diversi giovani all’Under 21: tra loro Pisilli, Koleosho, Favasuli, Chiarodia, Comuzzo e gli altri elementi destinati alla squadra di Baldini.

Pio Esposito guida l’attacco

In avanti le gerarchie sembrano più definite. Pio Esposito, Kean, Scamacca e Raspadori sono tra i punti fermi, mentre ci saranno anche le novità rappresentate da Zoma e Samuel Inacio.

Il problema riguarda soprattutto gli esterni. Vergara dovrebbe esserci, mentre Cambiaghi è un altro candidato. Per l’ultimo posto restano aperte diverse possibilità: Politano potrebbe tornare nel gruppo, così come Bernardeschi, una candidatura che avrebbe il sapore della sorpresa ma che arriva dopo un rendimento ritenuto meritevole di attenzione.

Nelle ultime ore è emerso anche il nome di Seba Esposito. Più complessa invece la situazione di Retegui, che si trova attualmente in Argentina in vacanza e non è al massimo della condizione, anche se sarebbe pronto a rientrare immediatamente in caso di convocazione.

Cisse, Lulli e gli altri giovani dell’Under 21 dovrebbero invece restare a disposizione di Baldini.

Gli assenti

Il lavoro di Mancini sarà condizionato anche dagli infortuni. Sono diversi gli elementi che non potranno essere presi in considerazione: Meret, Palestra, Buongiorno e Leoni in difesa, Locatelli a centrocampo e Zaniolo e Chiesa nel reparto offensivo.

Una situazione che contribuisce a spiegare la necessità di allargare il gruppo e di tenere in considerazione giocatori che, in condizioni normali, potrebbero essere ancora fuori dal primo giro.

Quale Italia contro il Belgio?

Immaginare oggi l’undici titolare è ancora un esercizio prematuro. L’ipotesi di partenza resta il 4-3-3, con Donnarumma tra i pali, Mancini e Bastoni al centro e Dimarco o Calafiori sulla sinistra. A destra uno tra Di Lorenzo e Kayode.

In mediana Frattesi, Barella e Tonali sembrano partire davanti a tutti, con Cristante prima alternativa. In attacco Pio Esposito è il candidato principale per il ruolo di centravanti, mentre Raspadori e Kean si contendono una maglia.

Resta soprattutto da individuare l’esterno offensivo. Vergara è una soluzione naturale, ma Mancini potrebbe anche utilizzare Frattesi largo a destra, sfruttandone la capacità di accentrarsi e di trasformare il tridente in una linea a quattro durante la fase difensiva.

La posta in palio

La Nations League rappresenta il primo banco di prova del nuovo corso. Le prime due classificate di ciascuno dei quattro gironi accederanno ai quarti di finale di marzo, con l’obiettivo successivo della Final Four. Le due migliori terze resteranno in Serie A, mentre le due peggiori quarte retrocederanno in Serie B. Le altre quattro terze e quarte si affronteranno nei playoff per evitare la retrocessione.

E c’è anche un riflesso sul futuro. Le 12 squadre che chiuderanno ai primi tre posti dei rispettivi gruppi saranno inserite nella prima fascia del sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028, in programma il 6 dicembre a Belfast.

Per Mancini, dunque, il nuovo ciclo parte con una rosa ancora tutta da definire ma con obiettivi già fissati. Niente rivoluzione immediata: prima servono risultati, esperienza e qualificazioni. Poi, con il tempo, arriverà anche il ricambio generazionale.