Como

È un Como da trasferta: Fabregas punta Frosinone

La sfida arriva nel momento migliore per i lariani lontano dal Sinigaglia: nel 2026 nessuno ha raccolto più punti in trasferta

È un Como da trasferta: Fabregas punta Frosinone

C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan la trasformazione del Como. Per la prima volta nella sua storia il club lariano giocherà a Frosinone in Serie A, ma l’incrocio con una piazza mai affrontata prima nella massima categoria non sembra spaventare una squadra che, ormai, ha imparato a sentirsi a casa anche lontano dal Sinigaglia.

Nel 2026, infatti, nessuno ha conquistato più punti in trasferta in campionato del Como: 30, frutto di 9 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta. Alle sue spalle ci sono Milan a 28, Inter a 27, quindi Bologna e Roma a 22. E il rendimento offensivo conferma la tendenza: 26 gol segnati fuori casa, lo stesso bottino dei campioni d’Italia, per il miglior attacco esterno del campionato.

Frosinone, una trappola del passato

La trasferta di domenica pomeriggio, però, non sarà una formalità. Il Frosinone è un avversario mai affrontato in Serie A, ma il bilancio degli ultimi cinque precedenti tra Serie B e Serie C sorride ai ciociari, capaci di vincerne quattro.

L’ultimo doppio confronto risale alla stagione 2022-23 e racconta di due sconfitte del Como, entrambe per 2-0. Ma da allora è cambiato tutto. Soprattutto è cambiato il modo in cui i lariani interpretano le partite.

La filosofia di Fabregas

Il Como di oggi non va in trasferta per aspettare l’avversario e difendersi. Al contrario, porta ovunque la propria identità. È il risultato del lavoro di Cesc Fabregas, che da tre anni insiste su una mentalità di stampo europeo: il possesso come prima forma di difesa, indipendentemente dallo stadio e dalla pressione ambientale.

Lo aveva spiegato lo stesso tecnico nel novembre 2025, dopo lo 0-0 contro il Napoli al Maradona: «Quando hai la palla, puoi far arrabbiare le grandi… Se la palla ce l’abbiamo noi, gli altri non possono segnare».

E proprio in trasferta questa filosofia trova terreno fertile. Le squadre di casa sentono spesso la necessità di prendere l’iniziativa, alzare il baricentro e cercare il recupero alto. Per il 4-2-3-1 del Como è lo scenario ideale.

Il meccanismo che apre gli spazi

L’azione parte dal basso, attraverso una fitta rete di passaggi tra portiere, difensori centrali e mediano. Quando il centrocampo avversario decide di accorciare, la linea difensiva tende invece ad arretrare per non concedere profondità alle punte lariane.

È proprio qui che nasce lo spazio. I due movimenti, in direzioni opposte, possono creare una voragine anche di 20-30 metri nella trequarti avversaria.

Ed è lì che il Como può fare male con la qualità dei suoi giocatori offensivi. Paz e Baturina hanno la tecnica per ricevere tra le linee e inventare l’ultimo passaggio, mentre Da Cunha rappresenta una soluzione particolare: un attaccante travestito da regista, capace di imbucare per i compagni ma anche di concludere dalla distanza o inserirsi.

In mezzo, giocatori come Perrone, Da Cunha e Milla hanno il compito di gestire il pallone sotto pressione e trasformare il possesso in verticalità.

Al Sinigaglia è un’altra partita

Il paradosso è che il Como può trovare maggiori difficoltà proprio in casa. Lunedì sera contro il Parma si è visto ancora una volta: molti avversari arrivano al Sinigaglia con un atteggiamento più prudente, abbassandosi e congestionando gli spazi.

Fuori casa, invece, la necessità degli avversari di fare la partita diventa un vantaggio per Fabregas. Il possesso comasco si trasforma in un’esca, la pressione avversaria apre spazi e la qualità dei trequartisti può sfruttarli.

È uno dei motivi per cui il rendimento esterno del 2026 ha assunto dimensioni da grande squadra.

L’esodo dei tifosi

A sostenere questa crescita c’è poi un altro elemento: il pubblico. L’esplosione del Como negli ultimi due anni e mezzo ha trasformato il rapporto tra squadra e territorio in un fenomeno che va oltre il campo.

La scorsa stagione i lariani hanno avuto quasi sempre un seguito importante anche lontano da casa. Nella classifica dei settori ospiti che ha messo insieme Serie A, B e C 2025-26, il Como ha chiuso all’ottavo posto assoluto con una media di 1.214 tifosi in trasferta.

Numeri ancora più significativi se rapportati alle dimensioni del bacino d’utenza.

Da San Siro al nuovo Sinigaglia

Il record è arrivato a San Siro. Nel dicembre 2025, in occasione della sfida contro l’Inter persa 4-0, erano 4.361 i tifosi comaschi ufficialmente presenti nel settore ospiti.

Un dato quasi replicato pochi mesi dopo contro il Milan: nel recupero di febbraio, terminato 1-1 con le reti di Leao e Paz, furono 4.109 i sostenitori ufficialmente registrati nel settore ospiti, oltre 5.000 considerando il totale.

Una partecipazione da grande piazza per una realtà che continua a crescere anche fuori dal campo. E se il Sinigaglia comincia a stare stretto ai sogni del Como, la soluzione è già sul tavolo: entro il 2028 lo storico impianto sarà rinnovato, con l’obiettivo di renderlo più moderno e capiente.

Prima, però, c’è Frosinone. Un altro campo da conquistare per una squadra che, nel 2026, ha fatto delle trasferte una delle proprie specialità.