Nuovo idolo

Pellegrino scatenato, il titolare della Fiorentina ormai è lui

L’argentino è andato a segno nelle ultime tre gare e Vanoli lo considera ormai inamovibile

Pellegrino scatenato, il titolare della Fiorentina ormai è lui

Firenze ha già scelto il suo nuovo idolo. Mateo Pellegrino, centravanti argentino di 192 centimetri arrivato in estate per raccogliere l’eredità di Kean, ha conquistato rapidamente il pubblico viola. L’attaccante rappresenta una delle sorprese più interessanti di una Fiorentina profondamente rinnovata: un autentico numero 9, capace di andare a segno in 3 partite, tutte consecutive, delle 5 giocate finora dalla squadra. Un rendimento che lascia pensare a un bottino destinato a crescere.

I numeri hanno già alimentato il confronto con Gabriel Batistuta. Al suo primo anno in maglia viola, infatti, il “Re Leone” aveva realizzato appena due reti. Un paragone importante, ma che per ora non sembra condizionare Pellegrino, atteso domenica da un esame significativo contro il Napoli.

«Provo a dare sempre tutto quello che ho sul campo. Vogliamo lasciarci alle spalle il periodo buio, ma dobbiamo continuare a lavorare perché possiamo ancora migliorare, dobbiamo riuscire a tenere maggiormente il pallone e compiere altri passi in avanti» ha spiegato martedì l’argentino dopo la vittoria che ha garantito alla Fiorentina l’accesso agli ottavi di Coppa Italia.

Il suo arrivo a Firenze è il risultato di un interesse coltivato da tempo da Paratici, che aveva inserito Pellegrino tra i propri obiettivi già durante l’esperienza alla Juventus. Il trasferimento non si concretizzò allora, ma il direttore sportivo continuò a monitorare il giocatore anche dopo il suo passaggio in serie A con il Parma, operazione realizzata dall’ex collega e amico Federico Cherubini. La cessione di Piccoli al Bologna e quella di Kean al Como hanno infine aperto la strada alla trattativa: 22,5 milioni più 2,5 milioni di bonus e un contratto quinquennale.

Il 24enne figlio d’arte, con papà Mauricio protagonista tra Velez, Barcellona, Valencia e Liverpool e vice allenatore di Benitez all’Inter nel 2010, sta rispondendo sul campo alle aspettative. Vanoli dovrà ora decidere come sfruttarlo al meglio. A Venezia era partito Beto, ma Pellegrino ha chiuso la sfida con il suo solito sinistro, dopo i gol contro Torino e Pisa.

Manca ancora all’appello il colpo di testa, una delle sue specialità. Intanto resta da valutare anche un possibile scambio tra Mastantuono e Njie sulle fasce. Contro il Napoli non cambierà nulla, ma la lunga sosta potrebbe offrire a Vanoli l’occasione per sperimentare. E Pellegrino dovrà mantenere la promessa: una grigliata per tutta la squadra dopo il successo di Venezia, prima che i compagni partano per le nazionali.