Raffaele Palladino ieri ha iniziato la sua nuova avventura di buon mattino, arrivando al Centro Tecnico per poi lasciare la struttura soltanto in tarda serata. Una giornata intensa, caratterizzata da numerosi appuntamenti: dalla conoscenza degli ambienti e delle persone che lavorano quotidianamente nel centro al pranzo insieme alla squadra, convocata con largo anticipo rispetto all’allenamento delle 16. Non sono mancati nemmeno gli incontri con il gruppo di lavoro e, successivamente, con lo staff della comunicazione.
Il momento centrale è stato però il campo, con oltre un’ora di lavoro seguendo tre principi ben precisi: rapidità, qualità e ricerca di una fase offensiva immediata. Tra le idee emerse c’è anche quella di riproporre alcune delle soluzioni tattiche già utilizzate da Palladino nelle precedenti esperienze, comprese quelle più flessibili basate sull’“uomo su uomo”.
La seduta, non aperta agli occhi dei presenti, ha comunque lasciato intendere quali possano essere le prime richieste del nuovo allenatore. Immancabile anche il drone, ormai strumento abituale per analizzare movimenti, errori e situazioni di gioco in vista dell’esordio col Torino fissato sabato prossimo, ore 15.
Particolare attenzione sarebbe stata riservata ai duelli individuali e alla velocità della manovra, con l’indicazione di giocare a due tocchi. L’obiettivo sembra essere quello di rendere il Bologna più diretto, evitando una costruzione troppo elaborata e aumentando il coinvolgimento degli uomini offensivi. Palladino punta quindi a una squadra capace di attaccare rapidamente, cercando la profondità senza un eccessivo numero di passaggi intermedi.
Tra le altre indicazioni figura il concetto di “qualità”. Nonostante alcune partenze abbiano ridotto le alternative tecniche, il nuovo tecnico ritiene che nella rosa ci siano ancora giocatori in grado di fare la differenza. Da qui l’importanza del “giocare semplice” e di mettere nelle condizioni migliori gli elementi offensivi, compreso Roberto Piccoli.
Infine, resta da valutare la possibilità della difesa a tre. Palladino dispone infatti di cinque centrali: Vitik, Heggem, Helland, Theate e Casale. L’ipotesi appare concreta e potrebbe rappresentare una delle prime novità tattiche. Resta da capire se il modulo sarà 3-4-3 o 3-4-2-1.